Impeachment

Ultima modifica 20 Aprile 2015

napolitanoNon è che non si possa essere d’accordo con Grillo quando ripete che il nostro Presidente della Repubblica utilizzi in modo anomalo le sue prerogative, in modo anomalo rispetto al dettato costituzionale al quale vanta obbedienza.
No, lui deborda e travalica, ma

Non è che io lo ami, anzi, ho più volte stigmatizzato la sua condotta, il suo modo di vivere, i suoi privilegi che mai lui mette in discussione, il suo predicare bene e razzolare male, la premura con cui ha chiesto e chiede sacrifici agli italiani sacrifici che lui non fa e non vuole fare, ma…
È vero la nostra bellissima, forse nelle intenzioni, Costituzione, gli affida un ruolo super partes, un ruolo di controllo, un ruolo che non gli dovrebbe permettere di bacchettare questo o quello, di affiancare, di volta in volta, questo o quel partito, questo o quel politico, questa o quella disposizione, salvo che rimandare una legge, con messaggio motivato alle Camere, ma se queste, rivotandola integralmente, la restituiscono invariata, lui non può far altro che promulgarla.

Non ha altra voce in capitolo, la Costituzione non gliene affida alcuna, volutamente.
È vero però che nessuna norma impedisce la rielezione, nulla prevede che il mandato possa essere riproposto una o più volte, perciò la sua rielezione non è uno scandalo, non per questo lo si può chiamare re Giorgio. Forse merita questo appellativo per il suo modo di utilizzare e piegare il dettato costituzionale alle sue esigenze e volontà, salvo attenersene strettamene quando questo gli fa comodo.
È altresì vero che il Napolitano parlamentare avrebbe chiesto l’ impeachment del Napolitano Presidente, non avrebbe tollerato un simile comportamento e lo ha dimostrato ampiamente quando ha chiesto a gran voce e con le dovute regole l’impeachment di Cossiga, ed ora si comporta allo stesso modo, se non peggio.

Questo se si guarda alla lettera delle disposizioni.
Ma il suo comportamento è dovuto alla volontà di avocare a sè prerogative riservate alle Camere o al Governo?
O non è piuttosto da lui considerato un dovere, una necessità prendere una parte attiva nella politica attesa la pochezza, l’ignavia, l’impotenza attiva e passiva di coloro che hanno il potere e non lo esercitano?
Di coloro che non sanno far altro che combinare pasticci, dilazionare, bisticciare, approvare norme farraginose anche a vantaggio di questa o di quella lobby, fare e disfare. In poche parole…non concludere nulla.

Insomma, Napolitano non fa altro che supplire alle deficienze altrui, supplenza che, negli anni 90 è stata assunta dalla Magistratura che, ancor meno di un Presidente della Repubblica, aveva  il potere di farlo!
È la pochezza, la piccolissima statura dei capi dei partiti e partitini che glielo consente, anzi, quasi lo obbliga.
È vero che, come diceva un antico campione, gli è tutto sbagliato, tutto da rifare, ma con chi?
Bene. Li mandiamo tutti a casa…e poi chi prenderà il loro posto?

grillo renzi berlusconiNegli anni 20 violenza chiamò violenza, bande rosse e nere cercarono, sopraffacendosi, di arrivare al potere.
Sappiamo tutti come è andata, chi la spuntò e come agì e cosa patì il nostro paese.
Ricordiamoci che si presentò come un pacificatore, con le armi, un onesto che voleva il bene degli italiani.
Senza arrivare a quegli estremi, alcuni si sono eletti capipopolo, sono durati lo spazio di un attimo, ma la Lega, no.
Ricordate gli slogan della prima ora? Roma ladrona e quel che segue, hanno ottenuto consensi e voti, consensi e voti di protesta, sino a raggiungere posti di governo e….adagiarsi all’andazzo comune.

Poi l’illusione berlusconiana, l’appeal di un uomo che si era fatto da sè, le sue promesse quasi mai mantenute, la sua incapacità di governare veramente, il suo modo di vivere non certo specchiato, la disistima, nei suoi confronti, sempre crescente.
L’incapacità di una sinistra di essere, di tenere il potere, quando conquistato, la sua mancanza di idee e di ideali, la sua litigiosità, la sua ricerca di alleanze, di immagine, di un partito che, abbandonato l’ideale per cui era nato, cercava innocenza nelle alleanze, cercava, e cerca, di farsi una sua verginità, che, fin’ora non ha trovato.
Ed in questo bailamme cresce il malcontento che trova, come sempre, il suo megafono: un ex comico arringatore, da sempre, di piazze, fustigatore, da sempre, di costumi, che, formando, non un partito, ma un movimento raccoglie malcontento e voti.
Usa un linguaggio volgare, violento, vuole mandare tutti a casa, ripeto: sostituiti da chi?

E poi nascono i forconi, quelli che protestano, eterogenei, senza un ideale in comune salvo quello di liberarsi dei governanti e, anche loro ripetono tutti a casa! Ma il caos non è mai una soluzione.

Forse, lo spero, è per questo che il Presidente interviene, cerca di instillare un poco di buon senso, cerca di risvegliare le coscienze dei parlamentari. Invano, però. Loro non capiscono, forse non sono in grado di capire.
C’è chi lo applaude, dicendosi d’accordo, dicendosi in piena sintonia con lui, senza neppure accorgersi che i suoi rimproveri, le sue parole di biasimo sono rivolte anche e soprattutto a coloro che lo applaudono incoscienti.
C’è chi lo rimprovera, chi è contro perché è all’opposizione, senza riflettere sulle sue parole, senza capirle, e lo osteggia o, come Grillo, ne chiede l’impeachment solo perché da sempre o da ora è contro.

Qualcuno ripone le proprie speranze in Renzi, ma lui è già molto cambiato dalla sua prima apparizione, non è più il rottamatore, è un capo, anzi il capo, non un segretario di partito…
Ma non diversamente dal vituperato Berlusconi, il suo  padrone, o no ?

 

Nonna Lì

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