Ultima modifica 10 Ottobre 2019

Nelle scuole giapponesi, l’autunno viene scandito da una serie di eventi, che si ripetono ciclicamente tutti gli anni.
Il primo della lista e’ 運動会, che potremmo tradurre con “giornata sportiva”.
I ragazzi, al ritorno dalle vacanze estive, si preparano per una lunga giornata di giochi sportivi e canti, che condivideranno con i familiari.
Dovranno gareggiare fra loro, ma alla fine verranno premiati tutti, un modo per mettere l’attività sportiva al di sopra della competizione, o almeno così mi piace pensare.

Il programma e’ molto stretto, e pieno di impegni, e gli studenti si preparano con impegno, grazie alla guida degli insegnanti. Normalmente il tutto si svolge in un campo sportivo all’aperto, in cui viene delimitato un ampio spazio centrale e ricavate due “porte”, una per l’ingresso e una per l’uscita.
L’orario di inizio viene rispettato alla lettera (avevate qualche dubbio?), e gli insegnanti danno le istruzioni necessarie e partecipano alle attivita’ coi ragazzi. Questo in linea generale.

giornata dello sport in giappone

Il programma prevede un’ingresso con presentazione di tutte le classi, e delle attivita’ di gruppo, da svolgere in base alla classe di appartenenza. Ci sono dei momenti in cui si chiede a noi genitori di scendere in campo coi figli, e c’e’ anche un momento per i bambini che cominceranno l’asilo l’anno prossimo (non so se ricordate, in Giappone le scuole cominciano nel mese di aprile) e un altro in cui partecipano gli ex alunni dell’asilo.

Mio figlio frequenta il secondo anno di asilo, quindi non posso raccontarvi ancora molto per quanto riguarda la giornata sportiva dei piu’ grandi. Ma posso assicurarvi che, specialmente agli occhi di un italiano, l’evento organizzato per l’asilo e’ gia’ fin troppo impegnativo.

giornata dello sport in giappone

Prima di tutto, i bambini si esercitano per un mese intero, dedicando del tempo alla preparazione dell’evento ogni giorno. Il tempo dedicato agli esercizi non e’ eccessivo, ma vedendolo come un impegno quotidiano, qualche bambino comincia a sentirsi un po’ troppo costretto…
Per esempio, questo e’ capitato al figlio di una mia amica, che ha festeggiato (in senso letterale) quando finalmente è arrivato il giorno della giornata sportiva al suo asilo.
A dire la verità, anche il mio non e’ poi così entusiasta.

L’anno scorso, al contrario, il tutto era stato vissuto come una grande avventura da portare avanti tutti insieme.
Forse si sente la mano della nuova insegnante? O forse, e più semplicemente, i bambini crescono e stanno manifestando con vigore le proprie convinzioni.

In ogni caso, il giorno si avvicina, e – ovviamente – le previsioni del tempo sono pessime: pioggia nel giorno programmato, e pioggia negli altri due giorni indicati come “papabili” in caso di problemi meteo.
Stamattina mio figlio ha dichiarato che non si impegnerà in caso di pioggia, ahaha! Insomma, il tutto si presenta in modo piuttosto incerto.

In fin dei conti, quello che importa è che ci siamo arrivati anche quest’anno.
Alcuni italiani che vivono in Giappone e conosco mettono l’accento sul fatto che, questa giornata sportiva, ricorda tanto una di quelle manifestazioni corali e pacchiane che sono la norma in alcune parti del mondo (per esempio, le manifestazioni di riconoscenza al “caro leader” Kim Jon Un in Corea del Nord…). E queste affermazioni mi trovano completamente d’accordo.

giornata dello sport in giappone

Ma penso anche “chi se ne importa?” e mi godo la faccia contenta di mio figlio e dei suoi coetanei, sia durante le gare che al momento del ritorno a casa, in cui vengono premiati tutti. E allora mi rendo conto che ne è valsa la pena.

Vivo in Giappone dove insegno agli adulti che vogliono imparare la mia lingua, mi sono sposata e, quattro anni fa, è arrivato il nostro piccolino. Dopo di lui sono arrivate pure delle soddisfazioni sul lavoro, e ho cominciato a lavorare per un'università della zona in cui vivo.

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