L’alimentazione nel bambino

Ultima modifica 6 Febbraio 2013

Per aiutare i nostri figli a crescere bene, noi genitori dobbiamo guardare lontano!

I bambini hanno bisogno di imparare bene buone abitudini.

Il lattante, prima di essere tale, ha già assaporato il gusto di determinati alimenti, nella vita fetale, quelli che la madre mangiava in gravidanza. Infatti, il regime della madre influirà sulla composizione del liquido amniotico ed il bambino apprezzerà i sapori che appartengono alla cultura della madre.

Il neonato si alimenterà al seno, assumendo latte esclusivamente fino al sesto mese (questo è il caldo consiglio dei pediatri), quando inizierà la somministrazione di alimenti diversi per consistenza. Questa introduzione è necessaria in quanto il solo latte non è più sufficiente a fornire un adeguato apporto di energie. I sistemi nervoso, gastroenterico e renale maturano ed il lattante ha la possibilità e la capacità di ricevere alimenti solidi.

Nell’infanzia, la preferenza verso un cibo è proporzionale alla frequenza di assunzione di questo cibo, è per questo che è opportuno ripresentare più volte un alimento che, magari, è stato rifiutato ma gradualmente verrà accettato…se riproposto ad intervalli di tempo!

Oggi vi parlerò delle prime categorie di alimenti da introdurre nella prima fase dello svezzamento: verdure, cereali e carne.

  • Le verdure: patate, carote, zucchine, finocchi, sedano. Da evitare le verdure dal sapore amaro ed intenso e le bietole e gli spinaci (ricchi di nitrati = che nei più piccoli possono provocare infezioni batteriche gastrointestinali), i pomodori (molto allergizzanti) ed i legumi (ricchi di fibre);
  • i cereali: sono ricchi di zuccheri complessi e quindi di energia che permette al bambino di affrontare intervalli sempre più lunghi tra i pasti;
  • la carne: all’inizio sono da preferire liofilizzati od omogeneizzati perché più digeribili e sicuri. La scelta deve essere orientata prima verso le carni di agnello, coniglio e tacchino e poi verso quelle di pollo, vitello e manzo.

Per il bambino sarà difficile cambiare le piccole abitudini, bisogna avere pazienza ed abituarlo progressivamente ad un cambiamento alla volta.

Dott.ssa Samantha Amato

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