L’attrazione dei bambini per i videogiochi

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I bambini sono naturalmente attratti da videogiochi, cellulari, tablet e quant’altro.

Ho in mente bambini di circa un anno che con agilità e spontaneità riescono a sbloccare i cellulari dei loro genitori, scorrere le pagine della home ed accedere, cliccando, ad una o all’altra applicazione.
Questa osservazione riguarda principalmente l’applicazione di YouTube e la ricerca di dei video che tipicamente piacciono ai bambini, ad esempio quelli di Peppa Pig.
Per quanto riguarda i contenuti di questi cartoni non ci trovo nulla di male: sono attrattivi, semplici, adeguati al livello di sviluppo cognitivo, emotivo, affettivo dei bambini.

videogiochi

Forse, vale la pena soffermarci su due punti: sia sull’uso che i bambini fanno di questi strumenti, sia sui contenuti di alcuni video nei quali possono imbattersi.
Per quanto riguarda l’uso credo non ci possa essere una risposta giusta o sbagliata.

Come psicoterapeuta dell’infanzia posso solo dire che stiamo parlando delle nuove generazioni, aperte mentalmente alle nuove tecnologie e sviluppate in modo quasi innato all’uso delle stesse.
Le generazioni passate avevano altri interessi, altri tipi di realtà, un altro tipo di sviluppo personologico.
Forse, come genitori, ci si deve “adeguare” a questa nuova realtà?
Si deve imporre ai bambini la propria, quella che abbiamo vissuto?
Forse gliela si deve vietare?
Non c’è una risposta universalmente corretta, credo che ogni genitore possa esprimersi liberamente su questo argomento.

Dal mio punti di vista, il secondo punto al quale accennavo, forse può darci un’indicazione in più.

Ovvero, i contenuti nei quali i bambini possono imbattersi.

Per bambini intendo quelli di qualsiasi età.
Vi riporto ciò che mi è capitato di osservare: una bambina di 4 anni stava tranquillamente giocherellando con il cellulare del suo papà. Era serena, assolta nelle immagine che scorrevano, in ascolto divertito delle canzoncine di sottofondo del video che, da sola, aveva trovato in Internet. Ad un certo punto, le canzoncine, che inizialmente richiamavano i classici cartoni di modo al momento, si sono riempite di parolacce, modi di dire scurrili e, addirittura, bestemmie.
Si era imbattuta in una parodia e le immagini ve le lascio immaginare.
Dunque è su questo punto che si possono fare delle riflessioni più mirate.
Ha senso lasciare in mano questi strumenti ai propri bambini in modo autonomo, sapendo che i rischi che si possono trovare sono questi?
Gli adulti conoscono i rischi che si possono trovare in Internet? E’ così necessario appoggiarsi alle nuove tecnologie in tenera età?
Lascio a voi le vostre riflessioni.

Sono mamma di una splendida bambina. Terapeuta EMDR, Psicoterapeuta (specializzata in psicoterapia dell'infanzia, dell'adolescenza e delle coppie), Consulente per il Tribunale di Varese in materia di separazione/divorzi e Formatrice in progetti di prevenzione al maltrattamento ed abuso infantile. La psicologia non è solo un lavoro ma una vera e propria passione.

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