Mamma, da grande voglio fare lo Youtuber

Ultima modifica 22 Gennaio 2020

Più di un anno fa, quando cioè mio figlio non aveva neanche 8 anni, mi colpì il fatto che questo nanetto si appassionasse ad un articolo tutto scritto in inglese su una rivista di bordo durante un viaggio; l’articolo titolava più o meno “Come diventare Youtuber”.

Da grande voglio diventare Youtuber.

diventare youtuber

L’articolo conteneva anche un’intervista a tale PewDiePie, che io non conoscevo, e che mio figlio, al contrario, ovviamente, conosceva benissimo.

Mi illustrò dettagliatamente chi fosse questo tipo. Era uno youtuber che aveva, pensa mamma, più di 32 milioni di iscritti al suo canale.

Tra tutte le parole che mi aveva detto, l’unica che avevo capito era: youtube.

Iscritti? Canale? Insomma, ero appena entrata nel mondo dei giocatori compulsivi che si filmano mentre agiscono e pubblicano in rete i loro successi.

E sempre in quel frangente, quello stesso nano di un metro e un succo di frutta, mi aveva detto che se gli andava male come giocatore di calcio, da grande avrebbe voluto diventare Youtuber.
Mi sono incuriosita. E ho scoperto che alcuni di questi youtuber sono diventati famosi al pari delle star del cinema.
E sembrerebbe anche ricchi.

Per diventare youtuber, o vlogger (video-blogger in pratica) però è necessaria un po’ di conoscenza del web, un’idea originale e, non crediate cari giovani, anche molta pazienza e molto lavoro.

Ecco cosa si deve fare per diventare Youtuber.

diventare youtuber

Intanto bisogna aprire un canale su youtube.

Scegliere un nome, una grafica, inserire materiale descrittivo e altre particolarità che rendano lo youtuber in grado di ricevere visualizzazioni.

Poi bisogna caricare dei video.

Per ricevere visualizzazioni e fidelizzare gli utenti bisogna però indovinare la strada.

Si pensi che ormai youtube è il secondo sito più visitato al mondo, con miliardi di canali.
Ecco perché per diventare youtuber di successo, e magari guadagnare, bisogna dunque essere originali e avere qualcosa da dire.

E poi seguire il regolamento. Perché ovunque si vada e qualunque cosa si faccia ci sono regole da seguire. Regole di comportamento, di copyright, di SIAE, e anche regole etiche.

Su youtube vengono caricati ogni giorno centinaia di milioni di video. Immaginate voi youtuber in erba cosa significhi sfondare in questo mondo.
Dopo avere individuato il tema da trattare sul proprio canale bisogna creare i video.
E magari prendere ispirazione da altri. Che non significa copiare.

Tutorial di videogiochi, risposte a vari quesiti, opinioni di politica, cucina, bellezza.
Parodie, scketch comici. Insomma per diventare youtuber la scelta dell’argomento da trattare è ampissima. Ma come ho scritto, c’è da lavorare anche qui.

diventare youtuber

Gli youtuber più famosi infatti provano e riprovano, proprio come gli attori.

Hanno un copione, una scaletta, preparano in anticipo il materiale. Controllano l’audio, il video, insomma lavorano prima di andare in scena. Bisogna controllare scrupolosamente che il video sia di buona qualità, parlare ad alta voce, non annoiare, a volte avere anche una colonna sonora.

Usare dei tag, interagire con altri youtuber o con i propri fans, caricare in modo costante, fare promozione. Ho letto poi che Youtube organizza delle riunioni di youtuber in carne e ossa, una specie di assemblea degli azionisti.

Chi pensa di avere pubblicato un video di forte interesse può addirittura farsi consigliare dall’ editor di Youtube, per far si che questo diventi un video popolare in breve tempo.

Come vedete diventare youtuber può sembrare facile, e invece anche una cosa che a primo impatto può sembrare una stupidaggine richiede lavoro.

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In rete si possono trovare molti siti (Salvatore Aranzulla o wikihow, per citare i più famosi) dai quali attingere consigli e istruzioni per creare un canale e cominciare a pubblicare video.

E adesso che anche io ne so di più su questo mondo, vedo con un occhio diverso questi nuovi idoli dei miei figli. Mi sembravano dei buoni a nulla perditempo. Invece sono spinti da una passione che in un modo o in un altro li impegna in una sorta di occupazione a tempo pieno.

E quando mio figlio tornerà a dirmi che da grande vuole fare lo youtuber saprò persino dargli qualche consiglio tecnico.

A patto che prima studi. Perchè se non studi non vai da nessuna parte, neanche in rete.

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