Ultima modifica 4 Luglio 2026

Conciliare lavoro e famiglia: è questa la mia grande sfida

Solo mia? Non credo proprio.
Se devi/vuoi lavorare a tempo, hai dei figli e non hai aiuti o sostegni in famiglia, rischi, nell’ordine, di aver bisogno di roba forte piuttosto spesso, di esaurirti, di essere davvero in difficoltà. Poi alla fine si incricca tutta la famiglia e sono soprattutto i bambini a farne le spese. Loro hanno bisogno di tempo, di tempo tranquillo, a casa loro. Il nido va bene, la nonna pure, ma anche esserci come mamme!

Purtroppo non viviamo in un paese progredito e lungimirante rispetto alle politiche per la famiglia.

Io, con tanti alti e bassi che non sono ancora finiti (e probabilmente non finiranno mai!), con un po’ di buona volontà e un pizzico di fortuna, sto cercando di creare questa benedetta conciliazione. Me la sto cucendo su misura.

Fino ad un paio di anni fa lavoravo in un’azienda come assistente di direzione con un contratto a tempo indeterminato (che non avrò mai più in vita mia). Al rientro dalla prima maternità (i 5 mesi obbligatori) ero riuscita ad accordarmi per un orario flessibile: lavoravo full time, ma facevo un orario continuato, scaricavo mezz’oretta di ferie al giorno e tiravo avanti, in perfetto equilibrio tra gli orari lavorativi e quelli dell’asilo nido. Quando è arrivata la mia seconda bambina per vari motivi l’azienda non mi ha concesso più quell’opportunità, chiedendomi di fare l’orario definito per tutti i dipendenti, senza eccezioni: 8:30-12:30 pausa di DUE ore, e poi 14:30-18:30.
Con due bimbe così piccole (6 mesi, 2 anni) mi sembrava una catastrofe. Non sapevo che santi chiamare: mio marito lavora a 100 chilometri da casa e ha orari assurdi e non ho una rete famigliare che mi possa sostenere. E poi – diciamci la verità – io non volevo affidare le mie bimbe ad altri, dopo il nido. Otto ore di asilo nido mi sembravano già uno sforzo enorme per loro, anche se al nido stavano bene.

E così, come troppe donne italiane, dopo il periodo dell’allattamento, quando la piccola ha compiuto un anno mi sono licenziata.

Ovviamente ho firmato 2000 carte in cui dichiaravo che io, volontariamente, senza alcun invito, obbligo, proposta da parte dell’azienda avevo deciso di chiudere il rapporto di lavoro.

Pur senza le spalle coperte, ho potuto contare su un asso nella manica che forse tutte le mamme, in qualche modo, possono sfoderare: la capacità di reinventarsi. Insomma si passano notti insonni, si puliscono vomitini e si cambiano pannolini, si allatta a qualsiasi ora del giorno e della notte, si superano momenti di stress, si resiste al sonno. Volete dirmi che dopo che una ha partorito (dico io, una roba miracolosa) non riesce a trovare una soluzione?

Nel periodo delle maternità ero stata folgorata sulla via di Damasco (ma non mi hanno fatta santa ;)) e rapita dalla passione per il web. Ho aperto il mio blog mammesco, come tante altre donne, quando davvero non ne sapevo ancora niente, ed è stata una palestra, un’opportunità in termini di contatti. E questa che è nata come passione, mi ha portata un po’ alla volta a pensare di lavorarci, con il web e così sta avvenendo.

Non è stato immediato e anche io sono passata per contrattini a termine da impiegatina insoddisfatta e per un’epopea di cocopro cococo collaborazioni occasionali.

Poi mi sono buttata

Non ero di mestiere ma la passione ti porta a leggere moltissimo, a creare rete, a cercare i blog giusti, a imparare e a provarci. In fondo non avevo un granche da perdere! Ho aperto la partita iva e adesso faccio testi, articoli promozionali, curo vari blog, tra cui uno mio Mestiere di mamma, mi occupo di social marketing.

Lavoro da casa, come freelance, e ho avuto la fortuna di trovare delle realtà serie che hanno bisogno delle mie competenze, maturate ‘sul campo’. Gli equilibri sono ancora da consolidare: non ero abituata a correre all’asilo e poi correre a casa a sedermi alla mia scrivania. Non ero abituata a stare da sola, anche se la rete aiuta moltissimo, non avevo mai fatto una fattura e sto ancora cercando di capire se è una strada giusta e sostenibile.

Ci sono molti aspetti positivi e anche alcuni di negativi.

Per ora la comodità e il piacere di fare cose che mi piacciono prevalgono su tutto. E poi è veramente comodo metter su qualche manicaretto e farlo cuocere lento, perchè la cucina è ad un passo :-)!

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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