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Certe notti. Ovvero le notti insonni delle mamme

Ultima modifica 4 Aprile 2019

Quello del sonno per le mamme è un tema molto caldo.

Le statistiche dicono che bisogna dormire 8 ore filate per avere benefici a corpo e mente.

MADDAI?? Non l’avrei mai detto!
Le notti insonni delle mamme, però, possono essere molto fantasiose e questo le statistiche non te lo dicono!

Una mamma dorme quando e dove può.
Ci piace “farlo strano” in un certo senso, e così ci ingegniamo come possiamo: sul tappetone della cameretta ai piedi della culla, piegate in due dentro la culla, sul divano, con la testa appoggiata al lavandino sedute sul water, insomma ognuna ha i suoi preferiti, ma sicuramente raramente si tratta di un caldo, comodo, morbido letto a due piazze.

notti insonni delle mamme

Oscilliamo tra il lieve appisolarsi pronte a scattare al minimo frusciare di lenzuola, al coma profondo con la bavetta sulla bocca.

C’è un preciso momento della notte, però, in cui, come licantropi, ci si sveglia la bestia dentro se ci viene interrotto il sonno.

Quella che se ti vedesse qualcuno da fuori direbbe “oh santi numi ma è isterica!”.

Si tratta di quelle due ore che vanno dalle 2 alle 4 del mattino, la notte fonda, in cui tutto è silenzio, in cui il sonno ha quell’aspetto di coma profondo di cui dicevo prima.

mamma_stanca_bimbo_nondorme

Un urlo squarcia il silenzio.

Inizialmente la mente si rifiuta, dice “dormi non è nulla, è solo un sogno”, poi però quel pianto continua “maaaaammmaa!” allora ci provi: dai un calcio “per caso” al tuo compagno di letto bofonchiando un laconico “chiama” omettendo il nome del vero genitore desiderato. Ma l’altro non dà segni di vita (un giorno uomini ci spiegherete come fate a fingere morte apparente per una notte intera) e così vi alzate voi.

Con un occhio chiuso, illuse che sarà possibile tornare a letto dopo poco, i capelli sparati in tutte le direzioni, oscillate più che camminate fino alla cameretta.

Fin qui stesso scenario per tutte.
Le differenze si apprezzano a seconda dell’età dei figli.

Se il pargoletto è ancora in fasce vi piegate sulla culla sperando che si calmi al tocco taumaturgico della mano, ma no, quello vuole essere preso in braccio! Allora lo tirate su (ma anche ieri sera pesava 59 kg?) e lo cullate su e giù alla velocità di un bradipo, infatti “cullare” è una parola grossa perchè praticamente siete immobili.

Niente, piange ancora.

Adesso siete definitivamente sveglie e incazzate.
“Dormi bel CUCCIOLOTTO (detto tra i denti proprio a significare che tutto è tranne un cucciolotto) che così mammina torna a letto”.

Non dorme.

Allora le vostre braccia cullanti passano dalla velocità 1 alla 9 mentre sibilate frasi che mai vi sognereste di fare di giorno “tanto è piccolo non capisce”. Alla fine, quando siete ben sveglie e con il cuore che batte a mille per la rabbia e il sonno spezzato, lui, beatamente chiude gli occhietti e vi lascia tornare a letto con gli occhi iniettati di sangue e zero voglia di dormire. Vi siete guadagnate un’altra delle notti insonni dei prossimi anni.

Se invece il bambino è già più grande e può capire benissimo cosa gli dite si passa direttamente alla fase minacce sibilate tra i denti “Se non la pianti ti mando in terrazza a dormire”, oppure “la smetti di urlare che svegli il condominio?” come se ci importasse davvero del condominio …

La mattina, cioè due ore dopo, vi svegliate, ripensate alla performance notturna e vi dite che non eravate in voi, che non succederà mai più, ve ne vergognate e non lo raccontate alle amiche, certe che vi manderanno i servizi sociali a casa.

Tranquille ragazze! Capita a tutte.

Siamo umane e vi ricordo che quella di togliere il sonno è un metodo che si usava anticamente come forma di tortura, quindi non pensate di avere qualcosa che non va.

Come consiglio (inutile, ma lo devo fare) cercate se possibile di fare dei turni con l’opossum che avete nel letto o date litri di camomilla ai bambini prima di dormire, oppure, soluzione più realistica, accettate con rassegnazione il cambiamento notturno che avviene in voi come per Dr Jeckill e Mr Hide.

Un giorno verrà l’adolescenza dei nostri figli e tra la nostra ormai abitudine a dormire poco, la vecchiaia (sempre la nostra), e le serate in cui i figli rincaseranno “tardi” (eufemismo per dire domani), ormai avremo imparato a dormire 3 ore per notte.

Mavi prometto che quando saremo vecchie e insonni potremo fare gli scherzi telefonici. Se vi denunciano, accampate la demenza senile, garantisco io.

Buona notte… AHUUUUUUUU

® Riproduzione Riservata

Flavia Gozzi
Classe 1979, testona per DNA e per vocazione personale. Mamma di due meraviglie (ovvio) della natura Tiziano 2013 e Alice Testaduracomegranito 2015, moglie del mio grande amore Marco che è dovuto gioco forza diventare un folletto saltellante anche lui.

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Comments

  1. Hai parlato di adolescenza? Sì, hai detto bene… rimpiangerai quando non dormivi ma il figlio era lì, nella culla. L’adolescente invece non sai dov’è. Io ho parzialmente risolto, ai tempi, dando orari rigidissimi (a MEZZANOTTE a casa). Se rientrava alle 12,30 poteva pregare tutti i santi del paradiso. Ma in ogni caso, ore di discussioni voleva dire ore senza sonno, appunto. Ne riparliamo….

    • si, grazie annamaria! intendevo proprio quello che dici te, che non dormiremo neanche allora, ma se non altro saremo meno sconvolte a dormire 3 ore per notte per via degli anni dell’infanzia che ci hanno temprate e la nostra vecchiaia (perchè si sa che più si invecchia meno si ha bisogno di dormire)!
      immagino che sarà anche peggio soprattutto per l’ansia di non sapere cosa stanno facendo o dove sono … bisogna solo sperare di averli convinti che fare a certe cavolate si paga per tutta la vita. e comunque non sempre è sufficiente.
      per il momento non ci voglio pensare, i miei hanno 3 e 2 anni mi manca un bel po’!

  2. Tutto verissimo! Che incubo le notti insonni…e il giorno dopo al lavoro…
    L’altra sera ho aspettato il mio sedicenne sulle scale. Era in ritardo di mezz’ora. Mi aveva avvisata ma ero comunque incazzata. Appena entrato gli ho ritirato la patente. Ieri è rientrato alle 9:30!!!

    • brava! io mi ricordo che avevo più paura dell’arrabbiatura di mio padre che eventualmente della polizia se avessi fatto qualche cavolata! all’epoca non c’erano neanche i cellulari quindi avvisare era impossibile (o comunque difficile anche perchè chi aveva i soldi di una tessera del telefono???) per cui tardare anche di poco prevedeva dure rappresaglie. che ridere mi ricordo che ero in autobus una sera che avevo fatto tardi per cena e pensavo “mannaggia potrebbero inventare un telefono che ti porti sempre dietro! così avviserei a casa e non finirei in punizione per giorni!” … si vede che qualcuno mi ha ascoltata

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