Anche le “brave” mamme si arrabbiano!

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I bambini sono sicuramente una risorsa, un potenziale d’inestimabile felicità: il più bel sconvolgimento che possa avvenire nella vita.
A pensarlo ritengo che siano all’unanimità tutti o quasi i genitori, a prescindere dal genere di appartenenza, dalla nazionalità, dalla classe sociale e dalla religione.

Tuttavia un figlio non è solo felicità e piacere, come spesso siamo indotti a credere. Implica anche fatica, impegno, responsabilità, difficoltà e talvolta pure rabbia.

Eh si… Anche le “brave” mamme si arrabbiano!

E quando parlo di rabbia, non faccio riferimento tanto e solo ai figli adolescenti, pronti a mettere in discussione ciò che i genitori dicono e fanno in una sfida generazionale e tesa all’auto-affermazione.
Mi riferisco anche ai figli piccoli. A quei pargoli tanto teneri e dolci che talvolta sono capaci di esercitare in noi reazioni di nervosismo e irritazione che spesso finiscono per spaventarci.

Mi devo preoccupare se e quando mi arrabbio?

Arrabbiarsi per e con i nostri figli, è normale e naturale.
Sono tante le mamme che vivono male la propria rabbia nei confronti dei figli, perché pensano che sia sbagliata, per cui si sentono in colpa e/o inadeguate.

Il problema è che la nostra cultura socio-culturale ci induce a pensare che una madre per essere brava debba essere sempre e comunque buona.
Abbiamo l’idea utopistica che non debba mai manifestare segni di rabbia, irritazione o nervosismo.

In realtà ciò non è possibile, anzi, vi svelo un segreto

tutte le mamme si arrabbiano.

Lasciando da parte situazioni limite come quelle veicolate dai media, arrabbiarsi non significa fare del male al bambino.
La rabbia è una reazione emotiva naturale dinanzi ad un disagio.

Tuttavia ciò che è importante, è il modo in cui reagiamo alla rabbia.
Non sono il nervosismo e l’irritazione ad essere negativi se contenuti e gestiti oltre che episodici, quanto piuttosto la reazione aggressiva alla rabbia e la frequenza e l’intensità con cui queste reazioni emotive si manifestano.

Perché ci arrabbiamo?

I motivi possono essere esterni e/o interni.
Per fattori esterni, mi riferisco a situazioni che facilitano reazioni di irritazione: carenza di sonno (il bambino che si sveglia e chiama ripetutamente durante la notte), la richiesta eccessiva di attenzioni, difficoltà a mangiare, i “no” del bambino, la sfida alle regole, le bizze etc…

A questi aggiungiamo anche fattori esterni al bambino, come stress quotidiani e difficoltà legate ad altro (conciliazione famiglia-lavoro, rapporto di coppia, lavoro, casa, mancanza di spazi personali), che possono renderci più irritabili e vulnerabili.
Infine oltre ai fattori esterni, ci siamo noi che possiamo essere in certi momenti più vulnerabili, meno tollerabili e più facilmente “infiammabili” rispetto al solito.

La prossima volta vediamo insieme come poter gestire la rabbia con i nostri figli, al fine di viverla serenamente e di riuscire a gestirla in modo costruttivo

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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