Libri ad alta leggibilità. Due chiacchiere con la fondatrice di Biancoenero Edizioni

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Se non avete mai sentito parlare di alta leggibilità è perché forse non vi siete mai imbattuti in bambini e ragazzi, anzi soggetti, con DSA.

Noi oggi vogliamo partire dall’inizio, ma soprattutto vogliamo dare spazio e voce a Irene Scarpati, la direttrice editoriale e co-fondatrice della casa editrice  Biancoenero di Roma che pubblica libri ad alta leggibilità.

I DSA sono disturbi specifici dell’apprendimento. Ne abbiamo scritto molte volte e in diverse occasioni.

Ci sono alcuni bimbi che quando cominciano ad andare a scuola dimostrano alcune difficoltà di lettura, o scrittura, o ortografia o calcolo. A volte anche combinate insieme.

Per dirvela con un esempio, è come se noi adulti e scolarizzati ci mettessimo a leggere il cirillico durante un viaggio a Mosca e avessimo difficoltà a leggere perché alcune lettere dell’alfabeto russo sono simili alle nostre ma significano altro.
Ad esempio la C russa corrisponde alla nostra S. E dunque anziché leggere CASSA all’uscita di un supermercato pensiamo lì davanti che le persone col carrello siano in fila per andare al gabinetto.

Alcuni bimbi fanno questa fatica. Con un sovraccarico mentale ed emotivo che li penalizza nel loro corso di studi.

Nel corso di questi ultimi anni la scuola è stata sensibilizzata sull’argomento ed oramai ci sono referenti DSA, BSE, e tante altre sigle che consentono a questi bambini di accedere a dei percorsi su misura per loro.

alta leggibilità

Ma siamo davvero sicuri che noi oggi, in Italia, diamo a questi ragazzi tutti gli strumenti per farcela come i loro coetanei?

Ne abbiamo parlato in una lunga chiacchierata con Irene Scarpati. Fondatrice e direttrice editoriale di una casa editrice che fa questo di mestiere.

Ovvero rendere i libri leggibili, altamente leggibili, a questi ragazzi.

Irene ci ha raccontato che la casa editrice è stata fondata nel 2005 per colmare quel gap che c’era tra noi ed altri paesi come ad esempio l’Inghilterra, dove questo tipo di lavoro era già prassi consolidata.

Quale lavoro? Rendere un libro, qualunque libro, ad Alta leggibilità.

Il lavoro che fa questa casa editrice sui libri è enorme.
Me lo raccontava Irene mentre io ascoltavo rapita.

A cominciare dalla font (me lo sono chiesto anche io: se parliamo in termini tipografici font si declina al femminile!)

alta leggibilità

La font Biancoenero® è la prima font italiana ad Alta Leggibilità, gratuita inoltre per chi ne faccia un uso non commerciale.

Principalmente gli “autori” hanno lavorato sul disegno della singola lettera in modo che non si confondesse con le altre, soprattutto nel caso delle lettere speculari come b–d, p–q, a–e.

Si sono differenziate le lettere che somiglianti, come capita a l con I o m con n.
Si è enfatizzata la differenza tra ascendenti e discendenti rispetto all’occhio medio del carattere.

E tanti altri piccoli accorgimenti che rendono un libro alla portata di tutti.

alta leggibilità

Perché in effetti questo mancava.

Irene mi racconta che generalmente il lavoro che si faceva (fa) con soggetti con DSA è dar loro qualcosa di più semplice. Questo però spessissimo si traduce nel sottoporre loro testi, argomenti e temi inadatti all’età.

“Per far leggere un bambino dislessico di prima media diamogli un libro di quarta elementare”. Un po’ questo insomma. Con evidenti penalizzazioni di quest’ultimo.

Ecco allora che Biancoenero corre in soccorso.

“Il punto debole dei progetti dedicati alla dislessia (e in generale alle cosiddette disabilità) sta proprio nell’eccessiva specializzazione, che porta a risolvere un problema concentrandosi solo su di esso, senza considerare la lettura nel suo insieme.
L’interesse del progetto del carattere in questione sta invece proprio nel fatto che introduce delle caratteristiche e delle variazioni formali funzionali ai lettori dislessici, senza penalizzare l’efficienza e la qualità tipografica complessiva.”
Scrive Luciano Perondi, designer e docente di tipografia all’ISIA di Urbino che ha collaborato con la casa editrice proprio alla realizzazione della font.

I libri ad alta leggibilità inoltre hanno tutta un’altra serie di caratteristiche che li rendono immediati alla lettura per soggetti con DSA, ma che in generale rende più agevole la lettura di tutti.

I criteri sintattici, logico concettuali e tipografici sono alla base del lavoro sull’Alta Leggibilità.

L’Alta Leggibilità agisce essenzialmente su due livelli: L’abbattimento delle barriere tipografiche con la font che abbiamo visto, e la comprensibilità del testo.

Abbattere le barriere tipografiche vuol dire adottare tutti quei criteri codificati da tempo che rendono più ‘amichevole’ la pagina per chi l’affronta.

“La mamma è buona
e bella.”

Irene mi fa notare che un ragazzo dislessico, che dunque ha già speso molte più energie degli altri a leggere, può volersi fermare alla prima riga e lasciar perdere il concetto successivo alla mamma buona, che è anche bella!

“La mamma è buona e
Bella”

Questa giustificazione induce il lettore a continuare a porre attenzione anche alla riga successiva.

Ecco quello che fanno a Biancoenero!

Testo non giustificato, con lunghezza irregolare delle righe per facilitare il passaggio da una riga all’altra e per evitare la divisione in sillabe.
Paragrafi spaziati che offrono a chi legge dei traguardi di lettura facilmente raggiungibili;
carta color crema che non dà riflessi e di uno spessore tale da scongiurare la trasparenza del verso della pagina.

Senza contare poi il lavoro all’interno del testo. Fatto di eliminazione di ambiguità, inferenze, costruzione di linguaggi adeguati, chiarezza, proprietà.

Il che non significa semplificare e basta. Che quello fa rima con ghettizzare.

Perché poi i lettori particolari devono comunque fare i conti con la restante realtà. E dunque semplificare solo non aiuta ad allenarli al resto.

I libri che Biancoenero propone sono libri per tutti.

alta leggibilità

E sono, cosa fantastica, realizzati con una redazione altamente specializzata: i bambini.

Biancoenero infatti si avvale dell’aiuto di scolaresche, alle quali è sottoposto il libro, e con le quali si collabora per tutta la realizzazione.

“E sono severissimi” racconta Irene.

I bambini infatti controllano, verificano, rileggono, avvisano se i correttori di bozze hanno fatto il loro dovere apportando le loro modifiche, e dicono la loro anche nella grafica!

Insomma davvero un lavoro mastodontico e importante. Per tutti i lettori avidi di libri.
Io sono subito corsa a vedere.

La casa editrice inoltre mette a disposizione di tutti il primo capitolo di ogni loro libro.

“Perché il libro prima di essere acquistato ti deve prendere. Devi sapere di cosa parla, cosa c’è dentro…” dice ancora Irene.

E consiglio a tutti i nostri lettori di fare lo stesso.

Perché come diceva un grandissimo scrittore: “Chi non legge avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”. Parola di Umberto Eco

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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