Ultima modifica 10 Ottobre 2019

Molto spesso la vita ti porta dove non avresti mai pensato di arrivare.
Cominci un percorso, ci credi e lo porti avanti con impegno e passione, e poi succede quel qualcosa, quella piccola variabile che scombina tutte le carte e fa prendere alla tua vita una direzione completamente diversa.

Io, fino a una quindicina di anni fa, non pensavo minimamente al Giappone, non pensavo che sarei arrivata a stabilirmici e, addirittura, a farmi una famiglia. Per me era una terra lontana, avvolta da un’aura di mistero: lingua impossibile, scrittura non ne parliamo, persone troppo impregnate per prendersi una pausa e tirare il fiato… Insomma, niente a che fare con la sottoscritta.

Quindi, mi rendo conto che molto spesso le mie osservazioni sono tutt’altro che puntuali: non partendo da una conoscenza pregressa del Giappone, capita che il mio interesse venga dirottato su elementi secondari che potrebbero anche non piacere.

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Sicuramente avrete sentito dire che in Giappone si vive di pesce crudo, no?
Io conoscevo questa storia da anni, ed ero molto curiosa (lo ammetto).
Quindi, per prima cosa, sono andata ad assaggiarlo, ed è stato amore a prima vista!!
Ammetto che io lo mangerei volentieri più di una volta a settimana, ma nessuno lo fa in Giappone.
Esiste una varietà di cibi e tipi di cucina impressionante, non c’è nessun bisogno di vivere di ‘solo’ pesce crudo.

Un’altra curiosità riguarda il loro “essere sempre in viaggio”: dovunque andrete, a qualsiasi latitudine e con qualsiasi condizione meteorologica, sarete sicuri di incontrare un giapponese.
Quindi si tratta di grandi amanti dei viaggi, o magari di persone che si trovano costrette a uscire periodicamente dal loro paese per far posto a tutti (ennesima versione di questo luogo comune, che mi è capitato di sentire più di una volta).
Dopo otto anni di vita in questo paese, posso dire che la vacanza media di un giapponese dura pochissimi giorni, e non è cosi’ semplice per loro viaggiare tanto. Quindi, se magari vi capiterà di trovarli sulla vostra strada, considerate che hanno fatto non pochi sacrifici per arrivare fin li’.

Si dice che i giapponesi non amino esporre le loro opinioni.
Ecco, questo qui non è solo un luogo comune, ma la pura verità.
Magari non per la totalità della popolazione, ma devo ammettere di aver incontrato comportamenti del genere in più di un caso. Certo, nel privato o fra amici le cose cambiano, ma nella vita di tutti i giorni, sfortunatamente, le cose vanno quasi sempre cosi’.

Infine, un classico intramontabile, che si trova praticamente in tutti i discorsi che riguardano il Giappone: loro lavorano troppo. Anche in questo caso, purtroppo, non si tratta di un luogo comune.
E’ qualcosa di risaputo, ed è anche la chiave della loro produttività: lavorando di piu’ producono di piu’, hanno meno tempo per pensare, e portano innumerevoli vantaggi ai loro datori di lavoro e al paese intero.

Come viene vista l’Italia in Giappone?

Devo dire che c’è un grande interesse per tutto quello che riguarda il nostro paese, ed è facile trovare un giapponese che si emoziona sentendo che provieni dall’Italia.

Italiani: pizza e spaghetti.
Ebbene si, i luoghi comuni sul cibo riguardano praticamente tutto il pianeta, potevano non toccare anche l’Italia? Devo dire che lo sento ripetere abbastanza spesso, sparisce solo quando la persona comincia a conoscermi meglio (e vede quello che cucino), o se accetta semplicemente la mia spiegazione. Credo che sia nella natura di ciascuno di noi, immaginare un popolo che non si conosce cibarsi principalmente dei piatti più noti. Poi non dimentichiamoci delle persone che ripetono queste cose per scherzo: se le aggiungiamo ai giapponesi più convinti viene fuori una bella percentuale!

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Continiamo con un altro classico: gli italiani sono dei grandi amatori (o perlomeno si interessano a tutte le donne che vedono). Ecco, questa ce la siamo proprio andata a cercare, a cominciare dale figure maschili dei vecchi film degli anni ’60 (come quella di Marcello Mastroianni) per continuare con un noto personaggio italiano, che ha tenuto per anni un corso di lingua alla tv giapponese, ed ha attirato l’interesse dei giapponesi (amanti del gossip) con le sue acrobazie amorose nel corso degli anni.
Ovviamente, una diceria non rappresenta una verità  inoppugnabile, e ci sono giapponesi che non associano automaticamente la figura del maschio italiano alle prodezze amatorie, ma posso confermare che questo luogo comune risulta ancora abbastanza diffuso.

Si dice che gli italiani siano rumorosi, quanto i cinesi.
Non avevo termini di paragone quando vivevo in Italia, potevo solo abbozzare e farmi una risata. Ma da quando abito in Giappone, posso dire qualcosa di più’. Prima di tutto, nel discorso della “rumorosita’” entrano in ballo le abitudini giapponesi, che tendono all’estrema riservatezza in molti aspetti della vita sociale.
Se queste sono le loro abitudini, certi comportamenti non possono venire accettati serenamente, senza incorrere in una implicita condanna: fra questi ci sono molte delle abitudini dei cinesi che vivono, o studiano, o magari vengono in vacanza in Giappone.

In Italia non ho mai avuto particolari motivi di rapportarmi con dei cinesi, mi mancava l’esperienza e devo dire che il mio primo anno di scuola di giapponese e’ stato istruttivo in tutti i sensi, ho addirittura imparato qualche parola in cinese, mentre studiavo il giapponese: loro erano cosi’ abituati a parlare a voce alta da non rendersi conto del disturbo che causavano alle alter persone in classe!
Anche gli italiani parlano spesso, gesticolano e fanno spesso cose che attirano l’attenzione.
Ma, dopo aver provato la quantita’ di rumore che puo’ produrre chiunque altro, dai cinesi, agli stessi giapponesi che tirano fuori il super bolide dal garage nel fine settimana e consumano benzina per rombare in giro per le stradine giapponesi, direi che gli italiani non sono certamente i piu’ fastidiosi…

Gli italiani sono pigri. Lo sapevate?
Scherzi a parte, se la vedete dal punto di vista giapponese, negozi che chiudono per pranzo e prima di cena, vacanze lunghe e l’innata capacità di non correre mai hanno contribuito a creare questa immagine degli italiani secondo i giapponesi.
Giusta o sbagliata, in fin dei conti non è così importante. Del resto i luoghi comuni esistono per tutti, non sarebbe giusto che mancassero proprio per noi italiani, no?

Sta a noi, in ogni caso e in ogni parte del mondo in cui ci troviamo, dimostrare chi siamo e quanto valiamo, lasciando le chiacchere alle persone che hanno tempo da perdere.

® Riproduzione Riservata

Vivo in Giappone dove insegno agli adulti che vogliono imparare la mia lingua, mi sono sposata e, quattro anni fa, è arrivato il nostro piccolino. Dopo di lui sono arrivate pure delle soddisfazioni sul lavoro, e ho cominciato a lavorare per un'università della zona in cui vivo.

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