Ultima modifica 14 Ottobre 2019

Quello che spaventa una donna che sta per diventare mamma, dopo il pensiero al proprio corpo sformato, è la gestione del bambino. “Saprò capire perché piange? Saprò essere una mamma severa ma dolce?” E via così.

Sbagliato.

Quello che di peggio c’è nella maternità non sono le notti insonni, non sono i bambini urlanti, non sono i mariti imbambolati. Sono le altre mamme.

O meglio. Mamme Reali e Mamme Facebook

Facebook è tanto carino, tanto connettivo, tanto “ritroviamo i compagni delle elementari così vedo se quello lì è diventato pelato”, ma dall’altra parte è anche una vetrina con filtro photoshop.

La vita di una mamma, soprattutto all’inizio, è difficile, fatta di mille dubbi e insicurezze: il corpo che cambia, la testa svuotata, il cuore e gli occhi rapiti dal proprio figlio. Le peggiori nemiche di una donna sono le donne stesse e così le più insicure pensano che le altre stiano lì ad aspettare di vederle crollare per poter giudicare.

E’ qui che Facebook viene loro in aiuto: poter postare commenti, foto e racconti totalmente filtrati, spesso per niente realistici solo per sentirsi dire “brava!” o “bella!”, insomma per avere consensi da perfetti sconosciuti che per fortuna mai potranno verificare la veridicità di quanto affermato.

Ci sono le Mamme Arcere: quelle che scagliano dardi infuocati contro tutti spacciandosi per Madri Terese che mai perdono le staffe, mai hanno dato una scheggia di biscotto all’olio di palma ai figli, mai qui, mai lì.

E poi ci sono le Mamme Immagine: selfie improbabili seguiti da hashtag ancora più improbabili.

Le migliori sono le neomamme che pur di avere qualche like postano foto con tutti i filtri possibili lamentandosi per il poco sonno.

Pose perfette, look studiato, #dormito37minutitot #esorcista #gnafaccio #caffè #notteinbianco#appenasveglia#chevitademmerda.

mamme facebook

A voi non fanno ridere? A me tantissimo.

Non capisco che male ci sia a mostrare la vera faccia della maternità, o comunque della normalità, come se avere le occhiaie perché fisiologicamente siamo stanche, sia un demerito.

Forse, perché i messaggi che ci arrivano dalle VIPs sono diversi? Vorrei ricordare a tutte le fan del binomio Facebook/Photoshop che le VIPs hanno fotografi, truccatori, baby sitter, personal trainer e sopratutto 15 anni minimo meno di noi non VIPs. Senza contare che loro campano sul loro aspetto fisico e se una Beyoncè tracolla non vende più un disco.

Volete vedere delle vere donne?

Delle vere eroine che in prima fila a bordo culla non dormono da mesi?
Delle donne che non si vergognano di dire che non hanno dormito e devo mettere 8 strati di fondotinta per rendersi presentabili al mondo?

Eccole ve le presento! Viviana, Flavia (io), Donatella, Titty, Sara, Valentina.

Là fuori ce ne sono tantissime, ce ne sono più di quelle che pensiate. Non sentitevi inadeguate guardando o leggendo quel maledetto annuario virtuale studiato da Zuckerberg.
Vi ricordo che l’ha inventato per infangare la reputazione di una ragazza che non gli aveva dato corda, certo non con l’intento di divulgare la verità.

Voglio ricordare alle Mamme Facebook che il messaggio che stanno perpetrando è: l’importante è essere giudicate per come si appare. L’enorme danno che sta facendo questo mondo di mamme social è che le mamme non agiscono più “di pancia”, con l’istinto materno che ha permesso l’evoluzione, ma fanno tutto in funzione di cosa DICHIARANO le altre mamme nella rete, sentendosi ancora più sbagliate.

Ragazze, mamme, donne, ricordatevi che siamo tutte uguali, che siamo tutte esseri umani e le 12 prove di Ercole a confronto di crescere un figlio sono nulla!
Quindi smettete di mettervi su un piedistallo, di riempirvi la bocca di sempre e mai come se fosse tutto bianco o nero. Quando diventi mamma non esistono regole valide per ogni situazione e non c’è niente di male, se proprio volete farvi un selfie, a farvi vedere distrutte.

Pensate sempre con la vostra testa e agite con il vostro istinto!
E poi diciamocelo: importa davvero il giudizio di uno sconosciuto?

® Riproduzione Riservata

Classe 1979, testona per DNA e per vocazione personale. Mamma di due meraviglie (ovvio) della natura Tiziano 2013 e Alice Testaduracomegranito 2015, moglie del mio grande amore Marco che è dovuto gioco forza diventare un folletto saltellante anche lui.

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