Ultima modifica 16 Aprile 2021

Negli ultimi anni si è diffusa la consapevolezza che se hai problemi a dimagrire potresti avere un problema di intolleranze alimentari.
Capita sempre più spesso che le persone arrivino a questa conclusione anche da sole, dopo avere tentato invano una o più diete.

Ma cosa c’è di vero in questa credenza?

Forse quello che ti sto per raccontare ti stupirà, ma la verità è sempre la stessa: se vuoi essere magro/a ed in forma, devi prenderti cura del tuo intestino! Sono certa che molti pensano a quest’organo come un semplice “serbatoio” di rifiuti organici, ma non è affatto così.

L’intestino è il nostro primo cervello. Lo avresti mai detto che contiene circa 1,3 kg di cellule nervose?

intolleranze alimentari

E’ deputato a molte funzioni tra le quali:
√ l’assorbimento dei principi nutritivi da ciò che abbiamo ingerito
√ la regolazione del nostro umore. Produce il 95% della serotonina, chiamata anche l’ormone del benessere.

Una grande verità da comprendere pienamente è che in questi ultimi decenni, gli organi emuntori tra i quali è compreso l’intestino, sono messi a dura prova quotidianamente.

Ma quanti e quali sono i fattori esterni ed interni che li affaticano giungendo ad “ingolfarli”?

Lascia che ti spieghi prima cosa succede nelle intolleranze alimentari, e capirai perchè non sempre sia facile capire che siamo diventati affetti da questa problematica. Nelle intolleranze alimentari si verifica una reazione dell’intestino a certi cibi, di solito sono quelli che tu assumi più spesso.

Le intolleranze alimentari sono pertanto una reazione lenta, cronica e inizialmente silente dell’intestino che non tollera più l’ingestione ripetitiva di alcune pietanze. Questo  indipendentemente dalla quantità.

Sono davvero in molti a credere che anche se risultati positivi al test, non manifesteranno i fastidiosi sintomi se hanno evitato di mangiare grosse quantità del cibo chiamato in causa. Mi dispiace deluderti, ma una volta instaurata questa reazione, subirai gli stessi problemi sia per una piccola quantità che per una abbuffata!

Prima di andare oltre vorrei anche chiarirti che non devi assolutamente confonderti con le allergie, che sono fenomeni completamente differenti rispetto alle intolleranze!

Ma allora se non sei allergico al grano, potresti essere intollerante e viceversa?

La risposta è si, e adesso ti spiego.

Mentre le allergie sono in ultima analisi delle reazioni improvvise e acute a determinate sostanze chiamate “allergeni”, nelle intolleranze la reazione acuta non avviene.

L’allergia consiste infatti in una reazione dell’organismo attraverso il “mezzo” sangue, contenente anticorpi denominati IgE: quando essi incontrano le sostanze chiamate genericamente allergeni, si realizzano delle reazioni violente, acute che possono anche mettere a rischio di morte.

Le sostanze chiamate in causa possono essere presenti in pollini, profumi, polveri, vaccini, ma anche in alcuni cibi, come latte, uova, crostacei e molluschi, frutti di bosco, pomodori, banane, kiwi.

Diversamente nelle intolleranze non c’è una produzione di anticorpi, ma lentamente l’intestino diventa incapace di gestire alcuni costituenti di cibi che ingeriamo troppo frequentemente, più o meno, circa 3 volte a settimana, per qualche mese.

Ad un certo punto tutto si blocca e l’intestino o gli altri organi si ribellano perchè non riescono più a svolgere le proprie funzioni.

A Proposito, lo sapevi che l’intestino è collegato col fegato, la cistifellea, il rene, lo stomaco, la pelle, il polmone ed il tessuto connettivo?

Questo spiega perché quando si creano degli ingorghi tossinici o dei blocchi nei vari organi, questi possono portare a conseguenze anche sugli altri. Ad esempio una difficoltà ed affaticamento epatico, possono ripercuotersi anche a livello della pelle o delle mucose, oppure un affaticamento intestinale può produrre effetti anche sulla pelle.

Adesso non sarà difficile comprendere perchè quando sei intollerante, se sei fortunato avrai sintomi collegati all’apparato gastrointestinale come ad esempio: colon irritabile, stipsi, diarrea, coliche, gas intestinale, nausea, vomito.

Se invece non lo sarai, svilupperai sintomi relativi agli altri organi e non sarà facile ricollegarli con l’intestino o le intolleranze!

intolleranza

Per spiegartelo facilmente, ti ho riportato qui di seguito i sintomi più comuni riferiti dalle persone che sono affette da intolleranze, leggi e sorprenditi!

Afte, Artrite, Asma, Cefalea, Dolori muscolari.
Dimagrimento o ingrassamento eccessivi e improvvisi
Sinusite, Acne, Cellulite, Eczema, Dermatite atopica
Orticaria, Ansia ,Depressione, ritenzione di liquidi, cellulite,
Disturbi del sonno, Sindrome premestruale, Stanchezza cronica.

Ecco perchè molte persone eseguono un test per le intolleranze quando non riesce a dimagrire.

Si, l’aumento di peso veloce sull’ago della bilancia è la prima motivazione che fa scattare l’allarme.

La buona notizia c’è e si riassume con la realizzazione che mentre se hai un’ allergia non guarisci mai definitivamente, dalle intolleranze puoi liberarti in qualche mese di costanza ed impegno.

Di fatto dunque come si procede quando si vuol sapere se si è intolleranti o meno?

Prima compili un questionario che indaga le tue abitudini alimentari, poi fissi l’appuntamento in studio medico con il medico che eseguirà il test. Esistono diversi tipi di test: sul sangue, ed elettrici come il Vega ed EAV.

Attualmente io prediligo l’ultimo, che in modo indolore e sfruttando la capacità del nostro corpo di lasciarsi attraversare da intensità di correnti reagendo diversamente, riesce ad individuare quando un alimento è diventato tossico per il nostro intestino.

Nonostante ormai sia una problematica molto diffusa si commettono a mio avviso molte “leggerezze” nell’approccio terapeutico, e proprio per questo te le riassumo qui sotto.

La vera terapia risolutiva deve quasi sempre essere seguita per un periodo di almeno 5/ 6 mesi, tempo necessario all’organismo per rimettersi davvero in uno stato di equilibrio ed omeostasi, ma stai attenta perchè durante questi mesi dovrai sostanzialmente seguire una strategia mirata focalizzata su due step.

Il primo consiste in una alimentazione quotidiana o stile alimentare che preveda la sostituzione degli alimenti intolleranti secondo un metodo chiamato “a rotazione”.

Non si tratta quindi di una dieta ipocalorica bensì di una dieta scelta.

Il secondo passo consiste in un approccio detox verso uno o più organi emuntori, tra i quali consideriamo l’intestino, ed allo stesso tempo il recupero di tutte le principali funzioni intestinali che vengono perse in toto o in parte quando si verifica l’intolleranza/ e.

Si deve procedere quindi al ripristino della corretta eubiosi intestinale, e della impermeabilità dello stesso alle tossine. Tutto questo deve essere svolto in modo specifico da paziente a paziente, pertanto io consiglio quasi sempre un esame attento delle feci.

Da questo esame capiremo come è composta esattamente la flora batterica intestinale e quale patogeni la stanno alterando a tutti i livelli.

L’unica vera risoluzione di questo disagio prevede quindi questi due momenti, e non ci possiamo stupire se, preoccupandoci solo della dieta di esclusione del cibo a cui siamo intolleranti, falliremo nel nostro intento.

Non smetterò mai di ricordare che le ricadute ricorrenti si manifesteranno a breve giro, ogniqualvolta torneremo ad assumere ripetutamente l’alimento o gli alimenti colpevoli!

Se tutto questo ti ha incuriosita, ti aspetto nel prossimo articolo in cui andremo ad approfondire la strategia terapeutica mirata per la risoluzione definitiva di tutto questo!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here