Ultima modifica 16 Aprile 2021

Il terzo mese di gravidanza di una donna conclude il primo trimestre, e il piccolo che lei porta in grembo comincia a prendere la forma di un cucciolo d’uomo, perdendo le sembianze di embrione.
Ecco cosa succede a mamma e bimbo in questo mese.

Gravidanza – Il terzo mese

Gravidanza – Il terzo mese

 

Il terzo mese ha inizio a 8 settimane e 6 giorni e si conclude 13 settimane +1.
Durante questo periodo andranno effettuati alcuni esami specifici, per verificare lo stato di salute del piccolo.
Il primo trimestre si conclude, e termina così quel primo traguardo di questa avventura magica.
In genere le future mamme aspettano proprio la fine del terzo mese per ufficializzare il loro stato interessante, poiché da questo momento tutto si stabilizzerà.

Gravidanza – Il terzo mese Cosa succede al bambino

L’embrione, sempre più bambino, passa dai 17 mm all’inizio del mese e si sviluppa fino ad essere di dimensioni di circa 3 cm alla fine di esso.

Studi hanno anche provato che se stimolato il piedino reagisce ritirando le minuscole dita già cresciute.

Il corpo è praticamente formato, si distinguono gli arti, la bocca si muove, gli organi interni come i reni, le ghiandole e altro cominciano a funzionare.
Anche gli occhi e le orecchie sono formati ma, non ancora nella loro collocazione definitiva.
Anche se il sesso non si vede ancora, questo è già sviluppato al terzo mese, e nei maschietti i testicoli cominciano a produrre ormoni.
Per nutrire il piccolo la placenta lo irrora con i moltissimi vasi sanguigni che si formano in questo periodo, e lui, al caldo del liquido amniotico, comincia a deglutire e a muoversi, anche se è ancora presto per essere notato.

Gravidanza – Il terzo mese Cosa succede al corpo della donna

Anche il corpo della donna, passato il terzo mese, si stabilizza maggiormente.
Le nausee in genere passano ma adesso all’interno del corpo femminile comincia a crearsi il posto per la crescita del feto.
L’utero comincia a risalire le pelvi fino all’addome, i seni diventano più grossi e tesi.
Durante questo mese le donne potrebbero avvertire maggiormente la stanchezza e l’affaticamento, per cui è bene fare pasti ravvicinati nel tempo e riposarsi appena si può.

Grazie alla produzione di ormoni alcune potrebbero soffrire di gengive sensibili o carie, ma i capelli saranno lucidi e folti e anche la pelle beneficia di questa tempesta ormonale.

Non bisogna dimenticare di cominciare a prendere la buona abitudine di spalmarsi di olii e creme per ammorbidirla e prepararla ai prossimi mesi, durante i quali quet’organo sarà messo a dura prova dalla crescita del piccolo.

Gravidanza – Il terzo mese

Gravidanza – Il terzo mese Cosa NON fare

Come abbiamo già detto, anche durante il terzo mese di gravidanza è importante fare attenzione all’alimentazione, all’attività, e ad alcune abitudini e stili di vita.
Non fumare e non bere sono i primi e più importanti consigli che ogni ginecologo darà.
Anche il sovrappeso potrebbe essere d’intralcio alla gravidanza, che potrebbe in alcuni casi sfociare in diabete gestazionale.

Durante il terzo mese è consigliata un’attività sportiva molto leggera come nuoto, camminate, yoga.
Le donne sportive, passato il primo trimestre, potranno ricominciare gradatamente la pratica della propria disciplina, ma sempre senza esagerare.

Per quanto riguarda l’alimentazione invece, è utile l’assunzione di acido folico e di fibre.
In caso di carenza è utile anche una integrazione di vitamine e minerali, sempre dietro consiglio di un ginecologo.
Bere molto aiuterà il corpo a mantenersi idratato e ad attivare la circolazione.
I cibi crudi andrebbero evitati, così come quelli troppo elaborati o dolci, e i fritti.

Gravidanza – Il terzo mese Esami da fare

 

In genere durante il terzo mese si effettua la prima ecografia.

Entro la 13esima settimana questo screening è gratuito se effettuato in strutture pubbliche o convenzionate.
Con l’ecografia si stabilirà l’età gestazionale, il numero dei feti, il corretto impianto in utero, e si potrà rilevare anche il battito del minuscolo cuore.
Inoltre attraverso l’ecografia verrà effettuata anche la traslucenza nucale.

Questa indagine, eseguita tra la 11esima e la 14esima settimana consente di valutare la possibilità che il feto sia affetto da sindrome di Down, tramite misurazione dello spessore della nuca.

Oltre alla traslucenza nucale, il medico potrebbe prescrivere ulteriori indagini per approfondire lo stato di salute del piccolo.
Tra questi il  bi-test, ossia un test effettuato attraverso prelievo sanguigno che esamina la concentrazione di free beta-HCG (ovvero gonadotropina corionica ) e PAPP-A (una proteina).
Questi screening hanno valore statistico, che è comunque ad alta affidabilità (90-95%).
In caso di referto positivo il medico, per accertare o meno la presenza di anomalie nel feto potrebbe prescrivere la villocentesi, che è un esame che darà certezza dello stato di salute.

La villocentesi è il prelievo dei villi coriali, da effettuarsi tra la 10° e la 13esima settimana, dai quali si stabilisce la presenza o meno di difetti cromosomici come la sindrome di Down e altre patologie.

Si inserisce un ago sottilissimo nell’utero attraverso le pareti addominali, e si prelevano questa sorta di filamenti che formeranno poi la placenta, che messi in coltura daranno il risultato dell’analisi.
Per controllare che l’esame venga eseguito in sicurezza il ginecologo farà uso anche di una ecografia per controllare i movimenti del feto, ma ovviamente essendo un esame invasivo non è esente da rischi.

Da questo momento dunque le visite dal vostro ginecologo saranno via via più frequenti, ed è dunque questo il momento per scegliere lo specialista che accompagnerà la donna durante questo percorso, e che potrà assisterla in ogni dubbio o domanda.

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