Pazzi per la spesa

Ultima modifica 3 Marzo 2020

E’ un programma in onda su Real Time, canale 124 e 125 di Sky, e mostra la tecnica estremamente economica usata da alcune famiglie americane per fare la spesa. E’ così sbalorditivo da farne un format televisivo e, se non lo avete mai visto, vi consiglio di darci un’occhiatina, anche solo una volta, per capire come il sistema economico d’oltreoceano sia così diverso dal nostro.

La maggior parte delle persone comincia a fare la spesa in modo così metodico e preciso per necessità. Bollette che aumentano, esigenze crescenti e magari qualche posto di lavoro che non c’è più. Si inizia per un oggettivo bisogno di risparmio ma poi diventa una vera e propria droga, una scarica di adrenalina indispensabile per chi attende il conto alla cassa e un serio lavoro di squadra.

Queste famiglie passano la settimana a raccogliere buoni che sono pubblicizzati in riviste del settore, che si trovano negli stessi supermercati, oppure sono spedite a casa o ancora arrivano tramite posta elettronica. I coupon sono cumulabili e sono catalogati con la pazienza di un monaco benedettino. Al momento di fare la spesa, viene stilata una lista precisa dei prodotti da comprare, quasi tutti rigorosamente in offerta nel supermercato in si è deciso di recarsi. Per aumentare il risparmio al prodotto già scontato viene associato il buono sconto precedentemente archiviato. Capita in alcuni casi che la somma tra l’offerta e il coupon sia maggiore dell’importo stesso del prodotto, così che è il supermercato che deve corrispondere un credito al cliente, che ha fatto benissimo i suoi conti.

Con questo meccanismo, ci sono famiglie che risparmiano in modo impressionante. Ho visto una spesa di più di 1000 dollari, spalmata fisicamente in tre carrelli zeppi, ridursi a un conto di poco meno di 5 dollari.

Al momento di mettere in ordine il bottino faticosamente ottenuto, si scopre che queste famiglie americane hanno delle vere e proprie dispense (che un po’ ricordano i rifugi antiatomici dei film) che sono ordinate come minimarket dove si può trovare di tutto in enormi quantità. Perché lo sconto spesso è concesso solo per quantità davvero importanti, dai 50 ai 100 pezzi. I prodotti vengono acquistati e organizzati nell’enorme dispensa casalinga e poi si ricomincia a ritagliare i buoni per la spesa successiva, e il circolo non si esaurisce mai.

Appare subito evidente come il sistema americano sia molto diverso da quello italiano, visto che da noi i buoni sconto in genere non sono cumulabili e non vanno quasi mai a braccetto con le offerte del supermercato. C’è poi da sottolineare anche che i prodotti stessi che sono venduti in questo tipo di mercato sono molto differenti da quelli che siamo abituati a vedere nei nostri scaffali. Piccole cisterne di latte o succo d’arancia, lattine di ogni tipo, bevande dai mille colori e dalla dubbia provenienza. Non si vedono carrelli zeppi di frutta e verdura, che comunque in ogni caso non potrebbe essere accumulata e conservata in grandi quantità. Credo che questo modo di fare la spesa indichi proprio un collasso del sistema americano, dove spendere e accumulare fisicamente oggetti sia la priorità assoluta. Creare quindi sempre una domanda crescente nel mercato permette di continuare a produrre e a far muovere l’economia, a prescindere dal guadagno oggettivo. Capisco che possa essere difficile fare la spesa con cento dollari o cento euro la settimana, soprattutto in famiglie numerose, ma sarebbe più giusto chiedersi che cosa c’è nel carrello e non solo quanto è il saldo di cassa.

Sono fermamente convinta che una cattiva alimentazione sia la causa di numerose malattie e che il noto proverbio  “siamo quello che mangiamo” sia una perla di saggezza popolare. Il problema dovrebbe essere affrontato all’origine, con una politica opportuna, che permetta a tutti di accedere ai prodotti più sani, tassando maggiormente il cibo spazzatura. Un po’ come hanno fatto i danesi, che hanno aggiunto un dazio sui biscotti con alta percentuale di burro. E’ un investimento sulla salute e una futura riduzione dei costi sanitari. Per fare questo bisogna essere lungimiranti e non accecati da potenti interessi economici. Magari la voce di una mamma, attenta ai prodotti per il bene della propria famiglia, potrebbe fare la differenza.

Sara Uliana

4 COMMENTS

  1. Ho visto ieri il programma per la prima volta e ne sono rimasta disgustata, non per gli sconti ed il meccanismo in sè ma perchè queste persone comprano solo in base ai coupon e non quardano i prodotti. Ho visto una donna comprare 300 scatoline di tic tac (ma chissenefrega????? io li lascerei lì). Pazzesco.

  2. ma perchè in italia nessuno si occupa di questo? non potrebbero creare le stesse offerte le catene di distribuzione italiane, visto che le stesse marche in america offrono queste opportunità alla gente?

  3. Trovo davvero vergognoso fare un programma facendone cosa positiva una vera e propria malattia!! Perché è di questo che si tratta: persone che acquisiscono un’ossessione compulsiva per la spesa che le portano addirittura a rovistare tra i rifiuti con il solo obiettivo di trovare coupon; di buttare fuori dalla camera i figli per fare una nuova dispensa… E poi per cosa? Per prodotti acquistabili e scontabili esclusivamente con i coupon, tutto il resto non viene acquistato o preso minimamente in considerazione e con questo si finisce per acquistare prodotti di dubbia genuinità (e che magari neanche piacciono e non vengono consumati) solo per il gusto di comprare in quantità e con poco prezzo!
    Se si guarda e se si considera la cosa con attenzione il risparmio, in questi casi non esiste, in quanto prodotti che devono essere comprati e consumati freschi (frutta, verdura, carne, pesce, latticini ecc ecc) non vengono inclusi con i coupon e devono comunque essere acquistati… Di conseguenza, o mangi di m..da e ti ammali, oppure la spesa incide comunque sulla famiglia rendendo vano questo enorme risparmio… E poi, risparmio di cosa? Di bevande? Di dolciumi? Di salse? Di caramelle?

    • Tieni conto che si tratta comunque di un programma Tv e quindi c’è sempre una certa esagerazione!
      Anche io acquisto spesso grandi quantità se ho degli sconti o se sono in offerta perchè si possono conservare per lungo tempo!
      Ma frutta e verdura li compro al mercato…

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