Prematurità e emergenza Covid: no alla separazione mamma-neonato

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neonati prematuri

Ultima modifica 18 Novembre 2021

No alla separazione neonato-mamma. Neanche per l’emergenza covid.

 Le cure intensive mirate a garantire la sopravvivenza nei neonati pretermine, a supportare la ventilazione, ad assicurare l’apporto nutrizionale nel modo più adeguato, a proteggere dalle infezioni, non bastano più.
E’ un nostro preciso impegno proteggere anche la relazione madre-bambino e la genitorialità.
Il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale (TIN) comporta il rischio di separazione tra il genitore e il bambino, che è aumentato nell’emergenza Covid-19, per esigenze cautelative di contenimento del contagio. Dobbiamo sostenere il più possibile la cosiddetta “Zero separation”, cioè garantire la vicinanza genitori-neonato, anche nel difficile periodo che stiamo vivendo.”

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Lo afferma il Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), Fabio Mosca, in occasione della Giornata Mondiale della Prematurità che come ogni anno si celebra il 17 novembre.

La SIN, già all’inizio della pandemia ha supportato i reparti di Terapia Intensiva Neonatale con indicazioni volte a mantenere l’apertura H24 e a non rinunciare al contatto pelle a pelle. Sono state indicate nuove regole da seguire per prevenire l’infezione da Coronavirus. Ad esempio l’utilizzo di mascherine, la corretta igiene delle mani, il triage con controllo della temperatura e check-list sulle condizioni di salute di genitori e nucleo familiare, consentendo sempre l’ingresso di un solo genitore alla volta per evitare sovraffollamento.

In Italia nascono ogni anno oltre 30.000 prematuri (il 7% del totale).

Si tratta di bambini che vengono al mondo prima della 37a settimana di età gestazionale.
Il dato non sembra essersi modificato significativamente, ad eccezione delle gravide che hanno contratto il Sars-Cov-2 in cui la prematurità ha avuto un’impennata, con il 19.7% di nascite pretermine.
Questo il dato emerso dal Registro nazionale Covid-19 istituito dalla Società Italiana di Neonatologia (dati al 27 luglio 2020).

Tutte le ultime evidenze scientifiche documentano come la separazione precoce dal genitore costituisca uno stress per il bambino, con effetti negativi a breve e a lungo termine.

E’ importante sostenere la vicinanza dei genitori al neonato riconoscendone il ruolo non di visitatori, ma di capacità curante.

Con un coinvolgimento precoce della famiglia si rafforzano quelle connessioni emotive fondamentali per lo sviluppo neuro cognitivo del bambino e si determinano effetti positivi sull’esito della salute neuro-comportamentale a distanza.
Lo stabilirsi di un legame relazionale precoce favorisce, inoltre, l’accettazione delle difficoltà presenti nel figlio ricoverato e contribuisce a creare le basi per accrescere la fiducia nelle proprie capacità genitoriali.
Il contatto pelle-a-pelle e l’allattamento al seno sono momenti essenziali per promuovere un sano sviluppo del neonato.

Per questo ogni bambino ha il diritto di beneficiare sempre della presenza dei genitori.

La “Zero separation”, campagna promossa da EFCNI European Foundation for the Care of Newborn Infants e supportata dalla SIN e da tante altre società scientifiche ed associazioni in tutto il mondo. Durante l’emergenza Covid-19, dovrebbe diventare l’approccio principale nei primi momenti di vita tra madre e neonato ed essere mantenuta e difesa all’interno delle strutture ospedaliere.

La Carta dei Diritti del Bambino nato Prematuro, riconosciuta dal Senato Italiano nel dicembre del 2010, sottolinea infatti che l’accesso al reparto, deve essere garantito ai genitori 24 ore su 24. Questo in quanto aspetto ineludibile dell’assistenza al nato pretermine.

Il convegno sui progetti della SIN e la traduzione degli “Standards of care”, per uniformare le cure in Terapia Intensiva Neonatale

Per celebrare la Giornata Mondiale della Prematurità, la Società Italiana di Neonatologia ha organizzato un convegno dal titolo “I progetti della SIN avanzano”, un momento di incontro e confronto che si svolgerà in modalità live streaming il 16 novembre.

Il convegno sarà l’occasione per presentare la versione italiana, degli “Standards of Care” dell’EFCNI European Foundation for the Care of Newborn Infants.
Documenti che nascono con l’obiettivo di mettere a disposizione delle neonatologie di tutta Europa strumenti condivisi per migliorare la cura e l’assistenza dei bambini nati prematuri o affetti da altre gravi patologie.
Il progetto riunisce circa 220 professionisti, rappresentanti dei genitori e specialisti del settore medico-scientifico provenienti da più di 30 paesi.

Obiettivo: ridurre le differenze nelle cure nelle varie aree del Paese, uniformandole tra le nostre diverse Terapie Intensive Neonatali.

Nel corso del convegno saranno illustrate anche tutte le altre attività che la SIN sta portando avanti sulle problematiche che la nascita prematura comporta e non solo.

Completeranno la giornata due tavole rotonde.

La prima dedicata all’impatto della pandemia da Covid-19 sull’accesso dei genitori nelle TIN.
La seconda al “Network Neonatale Italiano”, con un focus sulle diverse raccolte di dati che la SIN ha attivato.

Vicini anche se distanti.

Monumenti ed ospedali illuminati di viola e tantissime iniziative nelle TIN di tutta Italia

Anche quest’anno la Società Italiana di Neonatologia ha rinnovato l’invito ai Sindaci e alle amministrazioni comunali di tutta Italia per far illuminare di viola, colore simbolo della prematurità, i monumenti più rappresentativi nelle diverse città.
Nonostante il difficile momento storico che l’intero Paese sta attraversando, l’adesione è ad oggi già molto forte. Potrà contare, come gli anni scorsi, anche sulla partecipazione delle tantissime TIN ed associazioni di genitori che operano su tutto il territorio nazionale.

Sarà un giorno in cui le regioni, attualmente divise dalla pandemia, avranno l’occasione di essere unite in un abbraccio solidale “virtuale” sotto un solo colore: il viola della prematurità.

In tanti si stanno attivando. Vicini seppur da lontano, per dare il proprio contributo alla Giornata, con l’illuminazione delle facciate degli ospedali e con diverse iniziative che coinvolgeranno i piccoli prematuri ricoverati. Anche con eventi online, collegando i reparti alle famiglie e all’intera comunità attraverso un filo invisibile, per dare e chiedere un forte segnale di attenzione al problema della prematurità.

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