Hanami e ricorrenze di primavera in Giappone

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La primavera in Giappone che si risveglia dopo l’inverno.
Finalmente! Io non ne potevo proprio più di questo inverno gelido e ventoso!!

Ora metto via l’abbigliamento da montagna e mi preparo al cambio di guardaroba…

Hanami e ricorrenze di primavera in Giappone

Questioni climatiche a parte, il periodo di tempo che si trova a cavallo fra i mesi di marzo e aprile comprende una serie di ricorrenze più o meno importanti. Che fanno compagnia anche quando non ci si trova ad essere direttamente coinvolti nelle celebrazioni. Se vi fa piacere leggere, cercherò di raccontarvi qualcosa in proposito.

Primavera in Giappone: 3 marzo – Hina Matsuri

Hina Matsuri (ひな祭り), dal nome di un tipo di bambole caratteristico che viene usato in questa occasione. E’ una festa dedicata alle bambine, e alle ragazze.

La famiglia espone queste bambole, che rappresentano i dignitari e la corte imperiale dell’epoca Heian, per augurare tanta fortuna alle bambine. E nella speranza che gli influssi negativi di qualsiasi tipo si trasferiscano sulle bambole.

Come aspetto curioso, posso dirvi che queste bambole non sono per niente economiche. Ciò che si espone in famiglia potrebbe essere stato tramandato per generazioni.

Dal punto di vista alimentare, in famiglia si mangia il Chirashi zushi (ちらし寿司), preparato in casa con un ampio contenitore per il riso, che viene condito e guarnito con pesce fresco, verdure e altre cose in base ai gusti dei presenti.

Questa pietanza non viene riservata ai soli giorni di festa. Fa parte della normale routine della cucina giapponese. Ma come tutte le occasioni speciali assume un significato particolare se viene mangiato da tutta la famiglia riunita.

In alcune parti del Giappone questa data comporta anche una visita al tempio in kimono. Purtroppo non so dirvi altro perché non si usa nella zona in cui abito.

primavera in Giappone

Primavera in Giappone: – 14 marzo – White Day

Il White Day è una festa inventata appositamente, che si colloca a un mese da San Valentino, in cui le donne che hanno regalato cioccolato e dolci agli uomini a febbraio ricevono un regalo di pari valore in segno di riconoscenza. Potrebbe trattarsi di cioccolata. A volte però anche di altri oggetti. Questo in base ai rapporti che esistono fra le due persone coinvolte. Perché in Giappone, il gesto di regalare cioccolata non ha un’unica valenza sentimentale. Esso si estende ai rapporti di amicizia e gratitudine fra due individui.

Come vi ho anticipato, questa festa, così come San Valentino nel mese di febbraio, ha una valenza esclusivamente consumistica.
Viene incoraggiata dalle varie ditte giapponesi che lavorano nel settore dolciario e si porta dietro un numero infinito di gadgets e confezioni di cioccolata che vengono messi in vendita in qualsiasi negozio (e con molto anticipo).

Si potrebbe benissimo farne a meno, ma devo dire che una golosona come me non troverà mai niente da eccepire nelle questioni che riguardano dolci e cioccolata.

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Primavera in Giappone: 20 marzo – Equinozio di primavera

Si tratta di una festa nazionale, uno dei pochi e sospirati giorni di vacanza che i lavoratori aspettano con impazienza. Non comporta celebrazioni particolari, almeno dalle mie parti. Ma può risultare molto gradita se capita in un giorno precedente o successivo al fine settimana (per esempio venerdì, o lunedì) perché permette di allungare il weekend. In questi casi qualcuno ne approfitta per fare delle brevi gite. Qualche anno fa era capitato anche a me. Avevamo fatto una puntatina nell’estremo sud del paese approfittando di un weekend lungo.

Sul lato pratico, finalmente si comincia ad avvertire un miglioramento climatico.

Le temperature salgono e sicuramente tutti approfittano di questo giorno di riposo per tirare il fiato. E ricaricarsi un pochino in vista degli impegni che li aspettano a partire dal mese di aprile (in cui cominciano i nuovi anni scolastici e fiscali).

primavera in Giappone

Primavera in Giappone: la Fioritura dei ciliegi

Non è possibile attribuire una data precisa ad un fenomeno stagionale e variabile, ma la fioritura dei ciliegi, che si verifica tra fine marzo e i primi di aprile, è davvero una grande festa per i giapponesi.

Indica l’arrivo della primavera.

Permette di ammirare dei bellissimi alberi in fiore, e magari di fermarsi a mangiare al riparo dei loro rami. In alcuni casi permette di organizzare cene all’aperto, illuminate da piccole lanterne, che sono forse ancora più suggestive.

Il picnic sotto i ciliegi, o “Hanami” (花み) e’ un momento di incontro e di gioia per grandi e piccini. I bambini giocano sui prati e consumano i bento- preparati a casa dalle loro madri. Gli adulti che si incontrano per un picnic, in certi casi portano con sé un numero considerevole di alcolici, che alternano alle cibarie che si sono portati da casa. Ma devo dire che per la riuscita di un “hanami” la presenza di alcolici non è assolutamente fondamentale. A me piace molto partecipare. Lo faccio quando mi è possibile e paziento quando il periodo coincide con impegni di lavoro. Per queste cose, forse, sto assimilando la mentalità giapponese.

primavera in Giappone

I bambini vengono coinvolti in questi momenti di festa durante la primavera in Giappone?

In certi casi sono i protagonisti assoluti, come durante Hina Matsuri. Oppure partecipano insieme agli adulti, come nel caso degli Hanami. In ogni caso non vengono mai messi da parte. Anche nel momento in cui si ricevono i regali per il White Day, si divide il “bottino” insieme ai piccoli di casa.

In Giappone manca, o almeno non si mostra al pubblico, il grande coinvolgimento che comporta una qualsiasi festa locale italiana. Le celebrazioni a carattere religioso vengono vissute nell’ambito ristretto del nucleo familiare.
Quelle a carattere più generale sono viste principalmente come un momento di riposo, o di pausa rispetto a quella che e’ la routine abituale.

Pero’, pensando alla vita frenetica che si fa in questo paese, devo dire che le feste giapponesi sono tutte benvenute a casa nostra!!

® Riproduzione Riservata

Vivo in Giappone dove insegno agli adulti che vogliono imparare la mia lingua, mi sono sposata e, quattro anni fa, è arrivato il nostro piccolino. Dopo di lui sono arrivate pure delle soddisfazioni sul lavoro, e ho cominciato a lavorare per un'università della zona in cui vivo.

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