Sofia Cresti, tra musica e maternità

Ultima modifica 13 Agosto 2021

Sofia: “Mettendo al mondo mio figlio, sono rinata: ritorno a fare musica e scrivo le mie canzoni”

Sofia è una musicista e cantautrice toscana, una giovane donna consapevole di quale meravigliosa opportunità la vita le abbia regalato: diventare mamma. Una carriera che parte da lontano quando da bambina capisce quanto la musica sia importante per lei. Gli studi classici ad indirizzo musicale e il conservatorio dove si diploma in flauto traverso, sembrano tracciare il suo percorso.

Ma la vita, si sa, spesso, ci fa percorrere strade che non avremmo mai immaginato e Sofia lo sa bene.

Oggi si racconta presentandoci il suo nuovo singolo che uscirà a breve e che segna la sua ripartenza come donna e come cantautrice.
Il talento e la passione sono come l’amore vero: possono fare lunghi giri, ma prima o poi, tornano. Una bella storia la sua, che ci mostra una donna fragile e tenace, che ha saputo ritrovar-si. Sofia sorride tenendo per mano Ascanio in un’istantanea che vuole essere un messaggio per tutte le mamme, sole o in difficoltà: dare la vita ci ridà vita.

Sofia Cresti, in arte Sofia…

Sono nata in un paesino toscano, Sinalunga in provincia di Siena, il 3 novembre dell’83. Ho sempre avuto il pallino per la musica, ma come spesso fanno le bambine, andavo a danza. Il giorno della mia prima Comunione, cantai in chiesa e da quel momento, decisi che era esattamente quello che volevo fare. Grazie alla mia famiglia ho studiato canto, che diventava ogni giorno più importante per me. Quando partecipavo ai concorsi, spesso ero la più piccola, ma riuscivo a “rompere” le uova nei panieri a categorie più alte, perché con spontaneità e senza paura, vincevo non solo la mia categoria, ma spesso gli assoluti. Per ricordarne uno su tutti, nel 2001 andai in finale a Castrocaro su Rai 1, avevo solo diciassette anni ed ero la più giovane.

Che ruolo ha avuto questa passione per la musica?

Questa passione ha declinato ogni mia scelta a partire dagli studi: ho scelto il liceo classico ad indirizzo musicale senza conoscere neanche il pentagramma! Ho studiato tutta l’estate per passare per passare la selezione e visto che il pianoforte, sarebbe stato impensabile per me, ho scelto il flauto traverso, del quale mi sono innamorata. Mi sono diplomata e ho fatto il Conservatorio a Siena e poi, invece di laurearmi al Conservatorio, ho fatto Giurisprudenza, che era uno dei miei pallini. Mi sono laureata, con tanta fatica, perché lavoravo e cantavo con il mio gruppo, quindi il tempo a disposizione era davvero poco. Ho messo su diversi gruppi e tra le tante cose belle di quel periodo, per puro caso, ho anche duettato con Ace degli Skunk Anansie, che adoro.

Quale è stato il tuo percorso artistico e di vita?

Conobbi Armando Mango, autore e fratello di Mango, con il quale ho lavorato a diversi brani, scritti da lui per me, ma nonostante imparassi molto da lui, mi sembrava che concretamente non si arrivasse a nulla. Poi mi sono innamorata e sposata: nove mesi dopo è nato Ascanio Leo. La mia vita è cambiata totalmente, una gioia immensa, messa a dura prova da una brutta depressione post partum, che non riuscii a dichiarare neanche a mia mamma e l’abbandono di mio marito. Non stavo bene, soffrivo, senza riuscire a capirne il motivo e come purtroppo succede a tante madri, non sapevo come chiedere aiuto. Io e Ascanio rimanemmo soli e toccai il fondo: a quel punto, l’amore immenso e il senso di responsabilità per lui, mi costrinsero a rialzarmi. A mio figlio devo questa nuova vita, la voglia di tornare a fare musica e il coraggio di raccontarmi.

Mi hai confidato da subito come scrivere le tue canzoni, sia stato terapeutico e fondamentale. Cosa ti ha “guarita”?

Sicuramente, l’amore per mio figlio e la musica, attraverso la scrittura, mi hanno guarita. Ho ricucito strappi profondi che m’impedivano di vivere davvero. Ho cominciato a scrivere e non appena il mio bambino si addormentava, occupavo il tempo che mi restava a raccogliere le idee e affrontare i miei “demoni”. Il pezzo che uscirà a breve è il mio alfa, il mio nuovo inizio. Ho capito che tutto il lavoro fatto con Armando Mango, mi ha insegnato tanto, molto di più di quanto mi fossi resa conto. Ho capito il valore delle pause, dei silenzi, i respiri che un testo deve necessariamente avere. Oggi sono consapevole che, probabilmente, ogni cosa, ogni evento, avesse il suo perché. Guardandomi indietro, ripenso al momento in cui, tradita da quello che credevo essere l’uomo della mia vita, mi sono sentita finita, persa. Sono andata avanti, sono diventata una donna migliore, una persona di cui sono fiera.

Qual è la musica che preferisci?

Come gusti musicali spazio moltissimo, ho fatto il Conservatorio e quindi amo anche la musica classica, con il mio gruppo facevo rock, ma ho una vera passione per tutto il cantautorato che ha fatto la storia della musica. Sono empatica e la musica deve potermi emozionare, quando sono io a cantare, ma anche se l’ascolto. A priori non escludo nessun genere, persino il rap, perché credo che sia importante conoscere per poter giudicare. Ho escluso tante cose nella mia vita che oggi non escludo più nulla.

Sofia quali emozioni provi a pochi giorni dall’uscita del tuo nuovo singolo?

Sono molto emozionata e felice. Nel girare il video che accompagna il singolo, mi sono sentita liberata da pesi che, invisibili, mi impedivano di andare avanti. Oggi “ballo” a piedi nudi con il mio bambino, guardando fiduciosa al futuro e con la voglia di condividere tutta la mia musica e i tanti brani che ho già scritto.

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