Ultima modifica 24 Agosto 2020

Fino a poco tempo fa il problema era l’uso improprio del cellulare da parte degli adolescenti. Il controllo del cellulare dei nostri figli, le limitazioni sull’uso dello stesso, il pericolo che può rappresentare oltre che il costo che può avere erano argomenti diffusi di discussione.

Se me lo permettete, affronterei l’argomento ‘genitori’ col cellulare.

Ebbene sì. Mamme e papà abusano del cellulare riducendo di gran lunga la qualità del tempo passato coi loro figli.

” Papà prometti che oggi non usi il cellulare!!!!! Papà? Papaaaaà? ” e…
“Mamma, giochi con me? Mamma? Mammaaaaaaa? Hai sentito? Sei sempre al cellulare!”

Come tutti,  anche io mi sono sentita dire questa frase più di una volta, così dopo essermi fatta un esame di coscienza, ho fatto un passo indietro e preso questa decisone.
Se squilla guardo chi è ma se posso richiamare o scrivere quando i bambini dormono allora rimando le mie conversazioni.

Se urgente rispondo, ma cerco di velocizzare al massimo la telefonata.

mamma-che-usa-cellulare

È dura disintossicarsi.

Il cellulare per molti è una compagnia, per alcuni praticamente indispensabile dato che ci lavorano. Per altri è difficile non rispondere alle chat dei gruppi what’s up, soprattutto se l’argomento è interessante o divertente.

Eh lo so. Per chi é a casa a fare la mamma il cellulare rappresenta un’appiglio verso il mondo esterno.
Però credetemi, si sta benissimo anche senza abusarne. Un’occhiata al tuo cellulare ogni tanto ci sta, ma senza esserne totalmente dipendente.

Non tenetelo in mano o in tasca. Mettetelo in borsa.

Non appoggiatelo sul comodino da notte.
Tenetelo lontano dai bambini (a meno che non serva per tenerli buoni dopo un’ora d’ansia al ristorante).

Io ero una telefonino-addict prima delle vacanze di Natale.
Ora sto meglio.
Le regole sono: lontano dai pasti e quando i bambini dormono.

Aprirei una parentesi che mi verrà certamente contestata ma se mi conoscete almeno un pochino: saprete che amo il dibattito costruttivo e non sono minimamente interessata alle polemiche.

Io DEVO dire quello che penso.

Esalto la libertà di pensiero e spero facciate altrettanto.
Ecco, ho l’impressione che Facebook sia diventato un luogo dove molte mamme si dilettano a postare veramente qualunque cosa.

C’è la depressa che usa FB come se fosse in seduta da uno psicologo.
La tardona che si fa i selfie, li ritocca e poi li pubblica.
C’è la signora di turno che pare viva in un canile perché ha abbracciato onorevolmente la causa e ormai parla solo di animali.
Chi fa servizi fotografici ai figli con un’ansia da “like” che mi fa accaponare la pelle.
C’è chi posta la propria abilità culinaria. Chi fa la bocca a… a… come posso fare per non dire “culo”? …”ad ano di gallina?” simulando un bacino da mandare ai 300 presunti amici di FB .

C’è la polemica che si lamenta del governo e di ogni forma politica vivente.
Poi ci sono quelle che scrivono cose illeggibili lontanissime da un barlume di regole grammaticali od ortografiche.
Io stessa sto sullo stomaco perché denuncio questi comportamenti che difficilmente tollero.

Io ADORO chi usa Facebook come mezzo divulgativo di notizie importanti, di consigli, di curiosità.
Mi piacciono anche le foto di un momento importante o divertente. Mi piacciono i gattini e i cagnolini buffi o da adottare (senza abuso dello spazio a disposizione). Leggo con interesse notizie tristi, allegre, costruttive.
Leggo volentieri le satire, le belle citazioni, i pensieri delle persone intelligenti.
Però su tutto il resto… transigo poco.

Allora ci siamo capite? Spegniamo il cellulare!

Non abusiamo di questo mezzo che ci ha ” stregate”, usiamolo solo in caso di necessità e per momenti di relax. (Dimenticavo! Usiamolo anche per condividere questo articolo ! )

Per il resto, giochiamo con i nostri figli, dedichiamoci a loro e un po di più a noi stesse.
Il mondo andrà avanti anche se non sappiamo cosa sta postando la nostra amica del cuore, o dove si trova la giramondo di turno. Sicuramente i nostri figli saranno più felici, e anche noi.

Elisa, mamma, piemontese, politically correct, mi piace scoprire il "vero" di ogni cosa. Ho vissuto in Spagna, lavorato anche all'estero, ma ora faccio la mamma e sono nella "cumpa" delle new mums

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