I genitori devono fornire una ‘base sicura’.. soprattutto in questo periodo.

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La teoria dell’attaccamento dello psicoanalista britannico John Bowlby afferma che il tipo di legame affettivo ed emotivo che i genitori e le principali figure di riferimento instaurano verso un bambino determinerà lo sviluppo della sua personalità e il suo modo di gestire le emozioni nelle fasi di crescita successive.
Nella sua elegante semplicità, la teoria di Bowlby mostra come, per uno sviluppo adeguato, l’adulto di riferimento deve fornire al bambino una base dalla quale il bambino possa partire per le sue esplorazioni del mondo e la creazione di nuove relazioni affettive.

base sicura

In breve, questa teoria afferma che, per una crescita sana e adeguata, i genitori devono essere delle basi sicure per i loro figli.

Appare ovvio che questo modo di essere è stato (ed è ancora) messo a dura prova nel periodo che stiamo tutti vivendo.
Infatti, al fine di fornire una buona base sicura, è necessario essere in grado di gestire e regolare le proprie emozioni. Cosa non sempre facile in una situazione caratterizzata da incertezza a più livelli.
In questo senso, anche bambini e adolescenti si ritrovano a dovere gestire situazioni incerte e poco definite e dunque a dovere fare i conti con un rapporto differente con alcune delle proprie basi sicure.

Durante questi mesi alcune di tali basi della vita dei nostri figli (per esempio i nonni, gli zii, le insegnanti, gli amici, ecc.) sono come sparite quasi senza una spiegazione.
Non è mica così scontato che un bambino sia in grado di comprendere le implicazioni di una pandemia!.

Durante questa pandemia, i genitori si ritrovano così con un compito ulteriore oltre a quello di essere loro stessi le principali figure di riferimento per i figli: devono essere in grado di garantire, nei limiti del possibile, un contatto con le altre basi sicure.

Questo perché i bambini dai 3 agli 11 anni circa non riescono a comprendere fino in fondo che le persone possono assentarsi per dei periodi di tempo per le più svariate ragioni.
La loro concezione del tempo è basata perlopiù sul qui e ora, sull’immediatezza, e non su una distinzione precisa tra passato, presente e futuro tipiche del mondo adulto.
In questo senso, fornire una base sicura significa fare sentire emotivamente ai bambini che si è costanti nel tempo, a prescindere da qualsiasi cosa possa accadere.

La quarantena, proprio per il fatto che costringe le famiglie a stare insieme più tempo del solito in spazi piuttosto limitati.

Mette in difficoltà proprio il mantenimento di questa costanza da parte dei genitori, che non possono né essere né apparire tutti i giorni “in perfetta forma fisica, emotiva e cognitiva e pienamente disponibili.” Se così fossero, avrebbero qualcosa di inumano (avere a che fare con una mamma e un papà perfetti è faticoso assai!).

In questo senso, fornire una base sicura ai figli non vuol dire assolutamente non perdere mai la pazienza, non mostrarsi sconfortati o non farsi vedere in ansia o preoccupati.

Piuttosto, significa fare capire che queste emozioni possono essere vissute e fanno parte di noi e che, in qualche modo, le possiamo gestire e affrontare.

E che, magari, oltre alle emozioni cosiddette negative, ne esistono anche di positive per cui fare la pena fare tanti sforzi.

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