Ultima modifica 28 Aprile 2021

Tra le centinaia di fotografie e immagini che riceviamo quotidianamente nelle “chat dei genitori/della scuola” ce n’è una in cui si vede un genitore (non importa se mamma o papà) seduto a una scrivania che lavora al computer con alle spalle dei bambini o ragazzini sdraiati a terra legati e imbavagliati.

Confesso che, quando l’ho ricevuta, non mi ha fatto né ridere né sorridere, anzi, mi ha piuttosto interdetto, se non turbato.

Credo che la ragione di tale turbamento non sia tanto il fatto di volere certificare in modo scherzoso e goliardico una situazione di difficoltà per la maggioranza dei genitori (ovvero la complessa conciliazione tra l’impegno sul lavoro e quello con i figli) quanto la malcelata aggressività che si percepiva.

In breve, ciò che l’immagine mi ha comunicato era di come, per riuscire a svolgere il proprio dovere lavorativo, si dovesse agire in modo estremo verso i propri figli ovvero impedendo loro la minima libertà di movimento e di parola.

genitori_quarantena

Tutti noi, in questo momento, stiamo vivendo una situazione difficile.

Il fatto che siamo costretti per forza di cose a passare la giornata intera in compagnia dei figli porta inevitabilmente a momenti di nervosismo e insofferenza.

Situazioni in cui sia i grandi sia i piccoli possono arrivare a manifestare la loro rabbia in modo esagerato, talvolta (se non perlopiù) per motivi risibili e futili.
Più precisamente, tale situazione di quarantena, fatta di isolamento, rottura delle solite routine e limitazione delle nostre possibilità di scelta, porta a essere maggiormente irritabili e a avere difficoltà a mantenere il controllo.

A pensarci bene, una condizione come quella che stiamo vivendo oggi, tanto estrema quanto imprevista, ci obbliga a confrontarci direttamente (per non dire brutalmente) con diverse questioni cruciali che sono state trattate da me e non solo in questo sito.

Che tipo di genitori siamo?

Riusciamo a dare il meglio di noi con i nostri figli?
Abbiamo uno stile autoritario, autorevole o permissivo?
Che tipo di educazione abbiamo ricevuto e quali sono stati i nostri modelli durante la nostra crescita?
Saremo in grado di mantenere l’armonia in casa?

Sono tutti interrogativi a cui non è affatto facile rispondere.

Addirittura, in certi casi, la risposta a essi potrebbe non essere particolarmente lusinghiera o accettabile per noi. In sintesi, una situazione come questa ci porta a specchiarci con quelle parti di noi meno piacevoli e accettabili e che, proprio per questo, in condizioni di normale vita quotidiana emergono sporadicamente o, quantomeno, riusciamo a mantenere più nascoste.

Sono quelle parti di noi che fatichiamo a riconoscere come nostre e che generano in noi paure e ansie. Tali emozioni, anche in modo sottile, ci portano a percepire la nostra casa e la nostra famiglia, prima tra le nostre principali aree di comfort, come non più così fonti di sicurezza. Ansia e paura sono spesso alla base dei nostri comportamenti più aggressivi e scomposti.

Personalmente, in questo momento, non ho consigli da dare.

Mi sembra che “si navighi a vista” e si vada avanti per tentativi ed errori.
L’unica cosa che mi sento di affermare è che riconoscere di essere spaventati e sentirsi inadatti e inefficaci può essere il primo passo per affrontare queste emozioni e considerarle come parti di noi stessi.
Da qui, sarà poi possibile cominciare a riordinare le idee e avere più chiaro come procedere. Ovviamente, non sarà una passeggiata.
Continueremo a sbagliare e fare errori.

Tuttavia, siamo infallibili in situazioni per così dire “più normali”?
In bocca al lupo a tutte e tutti!

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