Atelier delle idee: storie di mamme licenziate

Ultima modifica 24 Settembre 2020

É una caldissima mattina di Aprile, Ilaria ed Eleonora mi accolgono con un bellissimo sorriso e il mio primo pensiero è ” ammazza che due belle ragazze…”.
Terminato il solito momento di sottostima nei miei confronti ci dirigiamo a casa di Eleonora.

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Si capisce subito che è della vergine. La casa è pulitissima e ordinatissima, secondo momento di frustrazione per me che ho lasciato la casa in un disordine tale che se dovessero entrare i ladri direbbero “qui ci han già pensato”.

Ci beviamo un caffè e chiacchieriamo di tutto, dei figli principalmente e delle nostre vite caotiche.
La sintonia che si è creata fa partire la mia intervista da sola: Eleonora ha 38 anni ( ne dimostra 25 ). Sposata dal 2003. Due figli, Nicole e Daniel.
Faccio spontaneamente una domanda ‘Dove hai lavorato prima di avere figli?” E lei inizia a raccontare..

Prima di avere figli lavoravo presso un’agenzia di viaggi di Bergamo che ha diverse filiali nella provincia. Per 15 anni.

Poi sono rimasta incinta di Nicole…

…e subito dopo di Daniel. Non avevo aiuti e cosi ho chiesto alla mia titolare di poter rientrare con un part-time. Negato. Allora ho chiesto di poter fare il continuato. Negato.
O la mia situazione lavorativa di prima o niente”.

Mi sono dovuta licenziare.

Non ho avuto scelta. Pagavo ancora il mutuo della casa e sono entrata in disoccupazione. Avevo i miei bambini ma ero felice a metà. Avevo perso un lavoro che mi gratificava tantissimo. Avevo clienti che mi chiamavano anche la Domenica. Telefono che squillava in continuazione, viaggi, tanti rapporti sociali e all’improvviso…..Bum! Tutto fermo. Mi mancava il fiato. Mi sentivo soffocare, ero anche un pò depressa…

Poi mi sono scrollata di dosso i pensieri negativi e supportata da mio marito che mi ha dato carta bianca ho creato l’Atelier delle Idee. Ho messo in pratica la mia capacità di creare in cui sono sempre stata abbastanza brava.

Realizzo oggetti in polvere di ceramica, country painting (stile di pittura americano), svuotatasche, bomboniere per battesimi, comunioni, cresime, lauree e matrimoni il tutto personalizzato e fatto a mano, cucito creativo, fermaporte, paraspifferi ecc… Creo analizzando a fondo i gusti , le esigenze e i desideri.

Cucio finchè ritiro i figli all’asilo. Spesso confeziono i miei lavori, lavorando anche di notte.

E Ilaria come entra in gioco?
Ci siamo conosciute all’asilo ( spiega Ilaria, 35 anni e ne dimostra 22…mamma di Margherita e Leonardo).
Sono un preparatore atletico. Ho lavorato fino all’ultimo giorno di gravidanza del mio secondo figlio, sono stata a casa pochissimo per cause di forza maggiore e poi ho chiesto ovviamente di rientrare. Magicamente per me non c’erano più corsi. Magicamente….

Mi resta una domanda da fare loro: ”Non avete mai pensato di impugnare il vostro licenziamento e proseguire legalmente per far valere i vostri diritti?” 

Sarebbe stata più la spesa che l’impresa. Continua Ilaria…
Io ed Ele siamo diventate amiche,  prima io confezionavo bijoux con mia mamma e poi ho continuato con Eleonora. Lavoriamo tutte le volte che possiamo, siamo instancabili, ci piace moltissimo. Il materiale che utilizziamo lo compriamo su internet, principalmente la stoffa.
Facciamo mercatini in giro, a volte dobbiamo riorganizzare tutto in un mese come per l’ ultimo mercatino fatto a Treviolo (Bg). Abbiamo clienti da tutta Italia. Il web fa miracoli!!!!!

Le ragazze, le mamme e le signore vedono realizzati oggetti cosi come li avevano sognati e delineati loro. Sono super-personalizzati, realizzati con cura e a mano. Del resto il made in Italy è quasi sparito e la qualità di alcuni prodotti si è davvero abbassata. Con noi no.
Siamo stanche, ma felici…

Mi son bevuta due caffè peraltro buonissimi.
Ho chiacchierato con due belle personcine tutto pepe, ci ho guadagnato un braccialetto a bassissimo prezzo (hanno davvero prezzi vantaggiosi) e mi sento addosso una semplice e pulita allegria.
Ma anche una leggera arrabbiatura. Ecco che di nuovo le donne vengono ghettizzate, poste ai margini di una societá che non le stimola, non le aiuta, non le gratifica e non le protegge.
Per fortuna loro due non si sono perse d’animo e han fatto si che i loro hobbies diventassero una forma di guadagno.

4 COMMENTS

  1. Buona sera,
    ho letto l’articolo e mi sono rivista molto nella storia di Eleonora e Ilaria. Anch’io sono mamma di 3 bambini e come loro due mi sono reinventata un’attività. Creo bigiotteria e -da pochissimo- lampade utilizzando la palstica delle bottiglie. In questo modo concilio l’attenzione per l’ambiente con una “esigenza creativa” molto forte.
    Vi lascio i link alle mia pagina su facebook e al mio blog.
    https://www.facebook.com/pages/Ri-Creazioni/126539914179873www.ri-creazioni.it
    Resto a disposizione per evntuali contatti.

    Camilla Vincenzo

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