Sulle punte fino al parto. Siamo convinti che non possa nuocere al bambino?

0
128

Era il 2014 quando Mary Helen Bowers 34enne, nota ballerina e istruttrice di danza di New York City, conosciuta per aver allenato le modelle di Victoria’s Secret e l’attrice Natalie Portman prima del film’ Cigno Nero’, è diventata leader ideale delle tante donne che rifiutano di considerare la gravidanza “una malattia” e che fino all’ultimo giorno continuano a vivere la loro vita in modo attivo senza rinunciare ad allenarsi nonostante sia incinta di 39 settimane.

Mary ha un sito, dove dispensa consigli fitness e ha pubblicato vari libri.

Ex ballerina del New York City Ballet, ha creato il Ballet Beautiful workout e nel 2014, appunto, ha lanciato un programma dedicato alle donne in gravidanza.
L’insegnante era infatti contenta della sua forma perfetta, bellissima, senza un filo di grasso con il morale alle stelle.

Il suo medico ha autorizzato il suo “workout” dato che è una professionista, abituata a stare sulle punte, abituata allo sport e alla fatica.

Ho evitato il mal di schiena e il gonfiore, mantenendo il mio corpo in movimento“, ha raccontato al ‘Daily Mail.
Lui è incredibilmente favorevole e approva il tipo di esercizio.
Entrambi sono convinti che non possa nuocere al bambino.

ballare con il pancione

Così, Mary ha deciso di posare per i media col pancione e il tutù e di insegnare a passi di danza un esercizio che aiuti le future mamme a non prendere chili superflui e a non avvertire i classici dolori da gravidanza.

Bene. Posto che, non tutte riuscirebbero a ballare con un pancione, se non altro per una questione di equilibrio, il punto a mio avviso è proprio questo. E ne riprendo a parlare ora, perchè oggi, come allora, vedo

Di solito sono per la libertà di espressione in ogni sua forma, ma anche per il buon senso.

E vedere donne incinte al settimo mese che fanno jogging o che a nove stanno sulle punte a me fa un certo effetto.

Non ho mai pensato che la gravidanza debba essere vissuta come una malattia, anzi.
Se non si hanno problemi di salute, è giusto continuare ad avere una vita normale.
Non si deve mangiare per due, non ci si deve sentire balenottere piaggiate o piccole mongolfiere.

ballare con il pancione

Ma tra avere una vita normale e praticare un’attività aerobica come non si fosse incinta, ce ne passa.

Perché per quanto si voglia essere moderne e atletiche, giovani e alla moda, le trasformazioni fisiche messe in atto dalla natura affinché il corpo della donna contenga e poi generi, sono comunque ed eternamente le stesse.
Le sollecitazioni dei balzi potrebbero produrre distacchi.
La perdita di equilibrio o una storta, potrebbe produrre una caduta e nuocere al feto.
Tra la possibilità, seppur remota di nuocere al bambino, pur calcolando il rischio e un’attività sportiva, dolce, personalmente, azzarderei per la seconda.

Moltissime donne dello spettacolo hanno personal trainer che le allenano durante la gravidanza.

Le tengono a dieta che, le aiutano a restare in forma e perfette nel momento più bello, ma fisicamente più duro per una donna. Forse è giusto così.
Forse è il loro mestiere allenarsi e tornare in forma nel più breve tempo possibile. Eppure a me fa sempre un certo effetto vedere donne magrissime con pancette microscopiche in bella mostra sotto magliette di taglie decisamente piccole.

Ora, io dico, se sei incinta, per quanto la natura e la fortuna ti possono aver graziato, difficilmente potrai indossare una maglietta o un jeans della medesima taglia che indossavi prima di restare incinta. E se ci riesci, qualcosa non va.

Benché si possa ingrassare dei soli chilogrammi del peso del bambino comunque i fianchi, si allargano, il seno si gonfia, la pancia c’è e si vede.

Che poi una voglia dire, perché fa trendy che, è normale correre, danzare, fare addominali o piegamenti con un figlio di nove mesi nella pancia, lo può anche fare, ma con attenzione.

Perché se sei un personaggio pubblico, se twitti, se fai uso di istgram se posti foto su face book molte donne incinta, potrebbero seguire i tuoi consigli e non quelli del proprio medico o ginecologo. Che per una donna decisa, determinata, abituata a fare sport, ce ne sono molte altre che la maternità la vivono in modo diverso.
Magari disorientate, turbate o semplicemente, cambiate.

La maternità è un periodo meraviglioso, ma è un periodo di trasformazioni fisiche e ormonali che incidono fortemente sull’umore, sulla percezione dei sentimenti e delle emozioni.

Mi spaventa sempre molto il voler tenere sotto controllo il proprio corpo e i suoi cambiamenti come fosse una prova di forza, una gara.

Ho il terrore delle conseguenze di chi cerca, in qualunque situazione di “controllare” le trasformazioni, i mutamenti e del corpo e della vita in generale.
Mi fanno pensare ai malati meccanismi della testa di chi ha problemi con il concetto di diventare donne o uomini, di accettare l’arrivo o l’abbandono delle proprie mestruazioni, di avere il ciclo o di non averlo, di avere il seno, o i fianchi prosperosi, che se sei incinta, è inevitabile.
Mi fa pensare a certi disturbi alimentari, al bisogno esasperato di essere sempre e comunque perfette e all’altezza di ogni singola situazione.
Eppure, esistono situazioni che non puoi controllare, nonostante la disciplina, l’allenamento o gli esercizi.
Non si controlla la morte, la malattia, l’abbandono, il dolore.
Non si controlla la gioia, la vita, la forza dei desideri.
Puoi allenarti per gestirle al meglio, puoi prepararti per affrontarle, puoi imparare e lavorare su te stessa per cercare di modificare alcuni lati del proprio carattere.

Ma non si può controllare qualcosa che cambia.
Perché la vita cambia e ci cambia.

Io ho partorito a 39 settimane e non avrei potuto stare sulle punte a meno che non fossero state le pinne dell’orso Yoghi. Dubito comunque che lo avrei fatto, anche se fossi stata la prima ballerina dell’Etoile. Perché trovo che sottoporre il fisico, in questo stato, a uno sforzo estremo, non è lontano da chi priva il proprio corpo del cibo per farlo somigliare a quello di una ragazzina.  Di chi lo priva del diritto al piacere in generale, o al piacere di essere incinta, con la pancia grossa, con qualche chilo in più e perché no, con il deporre le armi, almeno per nove mesi e pensare di concedersi e concedere a quella creatura che portiamo dentro, un po’ di sano, dolce, naturale caos.

Rispondi