La valigia è pronta: vado a conoscere mio figlio

Ultima modifica 16 Aprile 2021

Sono passate parecchie settimane da quando la doppia linea del test fai-da-te mi ha lasciato senza parole (per la seconda volta! Sempre inspiegabilmente!).
Non è andato sempre tutto bene. Anche se la voglia di conoscere mio figlio non è mai mancata un secondo!

Soprattutto quando uno dei miei gemelli ha deciso di terminare la sua corsa per la vita, e svanire, lasciando tutto il pancione al più forte!

Mi sono ripresa, non senza difficoltà, dal vortice di tristezza e sconforto nel quale una cosa così ti catapulta. Grazie anche alle attenzioni e alle coccole delle persone che ho avuto accanto (specie di quel sant’uomo di marito che mi ritrovo!).

Ho sognato il sesso del mio bimbo, cercando tra detti e credenze, ho ceduto al fascino dello yoga  e della musicoterapia, con la testa nella credenza alla ricerca di qualche sublime piacere culinario dettato dalle voglie più strane.

Il tutto senza perdere di vista consigli e suggerimenti che solo una buona lettura sull’argomento può darti!

E così mi ritrovo alla 38esima settimana di gravidanza: con la mente affollata di pensieri e sensazioni, e una domanda:“e adesso che faccio?” La risposta può sembrare ovvia: “Devi aspettare e partorire, cos’altro potresti fare?”

Bhè, in effetti, sembra scontato…eppure scontato non lo è! Voglio conoscere mio figlio!

conoscere mio figlio

Punto primo: esistono due categorie di “donna con la pancia da 266 giorni”.

Quella che ancora deve affrontare, almeno altri 14 giorni di lievitazione e che godrà (secondo me con sua grande fortuna!) dell’effetto sorpresa, e quella che ha un programma preciso, con scadenza a breve, quasi nell’immediato, e che al massimo lieviterà ancora quanto un panetto di pizza, ma con un appuntamento già scritto (soprattutto per i medici che la opereranno): un cesareo programmato!

Ecco… tutto il mio rispetto e la mia stima vanno a quelle donne che, non so come, continuano la “crescita”, fino al fatidico momento del “caro, mi si sono rotte le acque!”, e tra lacrime e risate, dopo minuti, ore, al massimo un giorno (o mio dio!), danno alla luce il loro magnifico bebè, con un parto naturale da manuale! Io faccio parte della seconda categoria(Purtroppo? Per fortuna?), così non godrò dell’effettone sorpresa (che secondo me è una delle cose migliori!) mentre mangio tranquillamente una pizza in un localino carino, non urlerò  di correre in ospedale imprecando contro chiunque, e non rischierò di presentarmi a mio figlio coi capelli sfatti e completamente in disordine, perché “non me lo aspettavo!”.

Io ho potuto programmare tutto! (Il che, devo confessarlo, per me, è pura tragedia!).

Quando è tutto stabilito, puoi sistemare casa, lasciare in ordine i vestiti di tua figlia, fare un salto dall’estetista, dare una sistemata ai capelli, organizzare, predisporre, pianificare, progettare, bla, bla, bla…certo puoi…ma puoi anche semplicemente andare nel panico! Insomma si dice che l’attesa del piacere è essa stessa piacere…bene…allora l’attesa di un intervento che è?

Nel frattempo mi consolo, in primis, pensando che l’attesa terminerà con l’abbraccio del mio “gemellino”, e non con l’inizio di un intervento, e poi con i suggerimenti e le parole delle amiche che cercano (quasi invano!) di rincuorami con frasi del tipo: “andrà tutto bene, ci sono gli antidolorifici, vedrai che sarà meglio del primo, molto meglio di un travaglio di 20 ore (e mi sa che su questo sono pienamente d’accordo!)…”

In ogni caso, la valigia è pronta, i capelli sono in ordine: vado a conoscere mio figlio!

Ah, il punto secondo: alla domanda “cos’altro potresti fare?” io ho trovato almeno un centinaio di risposte, una fra tante, la possibilità di rintanarmi in un centro ipnosi, in una vasca d’acqua profumata, ricoperta di fiori di loto, magari in una dimensione spazio temporale non ancora esplorata, nella quale ad una donna “coraggiosa” come me, si da la possibilità di scegliere il momento giusto senza fretta  (e senza necessariamente continuare a lievitare!), e soprattutto dove avranno inventato un metodo alternativo al parto!

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