Ultima modifica 10 Ottobre 2019

 

 La scelta della casa, per noi, è avvenuta gradualmente. Come ho avuto modo di dirvi, mio marito è venuto in Asia alcuni mesi prima del resto della famiglia, quindi per lui non è stato difficile fare una capatina a Suzhou e cominciare a esplorare la realtà abitativa. Io, dal canto mio, ero diventata ormai un tutt’uno col mio PC e avevo visitato vari siti di agenzie immobiliari di Suzhou, cominciando già a mandare email ed a scremare, mappa alla mano, i vari “compound”, ovvero quegli enormi complessi abitativi che qui in Cina, di solito, sono composti da parecchi palazzi di 20-30 piani, sono recintati e con le guardie all’ingresso ed hanno all’interno i servizi basilari (negozietti, parrucchiere, indoor playground, lavanderia, etc.).

A luglio 2012 ho fatto il mio primo viaggio in Cina, sola con mio marito, missione: trovare casa. Mentre i pupi sono stati una settimana soli con la nonna (prima volta che succedeva, ed ero anche piuttosto emozionata), io e il papi ci siamo fatti tre giorni pieni di visite appartamenti (trenta al giorno, se ricordo bene), quarto giorno per rivedere i papabili, quinto giorno per il contratto e le carte varie, sesto giorno per (finalmente) un meritato riposo.
La zona di Suzhou dove abbiamo ristretto la ricerca era, ovviamente, il SIP (Shzhou Industrial Park) che, ben lungi dall’essere una squallida zona industriale, è un quartiere di recente costruzione che si sviluppa attorno al JinJi lake, moderno, funzionale e ordinato. Difatti è la zona dove scelgono di venire ad abitare la stragrande maggioranza degli stranieri.

Byside GardenAbbiamo visto diversi compound, alcuni anche molto belli anche se fuori mano, ma la scelta è caduta su Bayside Garden, una delle comunità abitative più grosse della città. E questo per diverse ragioni: la vicinanza con l’asilo dei bimbi (ci vado a piedi), la facilità di trovare un taxi/bus per andare nella zona centrale del quartiere, ma, soprattutto, la sensazione che mi ha dato a pelle: ovvero di un posto vivace, pieno di gente, vitale e allegro. Io, che già sapevo avrei trascorso intere settimane da sola coi bimbi, col papi in viaggio per lavoro, non volevo finire in un condominio bellissimo ma vuoto e solitario. E la scelta è stata azzeccata.

Bayside Garden consta di ben 73 grattacieli (forse un po’ di meno, dato che il 4 e il 14 non esistono per scaramanzia), i più “vecchi” avranno 7-8 anni di vita, i più nuovi li stanno costruendo adesso. Ci sono varie aree recintate che racchiudono una decina di palazzi, ognuna con la guardiola, il parchetto, le fontane, i giardini, le zone attrezzate per la ginnastica. Tra queste aree recintate (alle quali accedi solo se hai la chiave elettronica relativa a quell’area) si snoda una strada e la zona “pubblica”: ci sono due aree commerciali che distano circa dieci minuti a piedi l’una dall’altra con supermercati, lavanderie, un piccolo asilo privato, una scuola di disegno per bimbi, centri massaggi, solone per le unghie, palestra e piscina esterna, ristorante cinese, ristorante italiano, caffè, vari parchetti all’aperto per i bimbi. Può bastare? Sì: si potrebbe vivere senza uscire da Bayside!

LingLongWan
Vista di bayside garden da google maps… è enorme!


Ma la cosa che più mi piace del vivere qui è che puoi uscire a qualsiasi ora e, inevitabilmente, incontrerai qualcuno che conosci per scambiare due parole
. I parchetti sono popolati dalle mamme della scuola, i bambini si divertono coi loro compagni e per le mamme è quasi impossibile sentirsi sole… Bayside Garden, che in cinese si chiama Ling Long Wan, è più popoloso del mio paesino in Italia e, mi tocca dirlo, anche molto più vivace (nel mio paesino puoi passeggiare decine di minuti nelle strade e non incontrare anima viva…). Insomma anche in questo caso l’intuito mi ha aiutato e non mi sono pentita un solo attimo di aver fatto questa scelta.

Antonella Moretti

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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