Ultima modifica 10 Ottobre 2019

 

Fa davvero uno strano effetto andare in giro e vedere che a guidare le auto sono degli “sbarbatelli”. Sembrano poco più che bambini, ma hanno già la patente. 0731111051teensdriving

Ho imparato molte cose sulla vita degli adolescenti qui. Faccio tante domande agli amici che hanno figli adolescenti, perché ci sto entrando in pieno e devo sapere come organizzarmi.

Alcune informazioni le ho già captate dalla scuola, quando ho saputo che già dall’estate, appena finite le medie, i ragazzi devono cominciare a fare alcune ore di volontariato, per avere più possibilità d’accesso alle borse di studio. Trovo interessante che imparino a 14 anni a fare qualcosa di importante, non solo per un tornaconto personale immediato, ma per aiutare qualcuno.

Un’altra informazione la ricevo, quasi quotidianamente, quando vedo che nei bar o nei ristoranti i camerieri sono liceali. O, anche al supermercato, quelli che ti mettono la spesa nei sacchetti sono giovanissimi, idem gli addetti alle pompe di benzina.

Con questi due elementi ho capito che qui i ragazzi vanno a lavorare presto. A 15 anni possono lavorare e lo fanno per mettere da parte i soldi che serviranno, per mantenersi l’auto e l’assicurazione. I genitori, invece, penseranno agli studi.

Ma cosa c’entra la patente? Ora, ve lo spiego. Questi ragazzi escono da scuola intorno alle ore 14 e, poi, vanno subito a lavorare, anche il sabato e la domenica. Poi, devono correre a casa per studiare e andare a letto presto, perché le lezioni al liceo iniziano fra le ore 7 e 7.30. E, inoltre, hanno attività extra-scolastiche: sport, coro, oppure musica. Insomma, sono impegnatissimi.

A meno di un genitore che non abbia davvero nulla da fare, scarrozzare questi ragazzi, in lungo e in largo, per la città, non è una cosa facile. A volte, i genitori si organizzano in carpool, ossia a turno un genitore porta più ragazzi. Quindi, è più semplice per tutti renderli autonomi il prima possibile. Complice la facilità di guida della macchina col cambio automatico e la tranquillità con cui guidano gli Americani, la patente diventa abbastanza semplice. Non credo che sarei tanto rilassata in una metropoli come Chicago o New York – sia chiaro -, ma se sono uscita indenne io da una città come Milano, credo che potrei farcela. Tuttavia, non ne ho voglia: amo la città di provincia, perché guidare diventa un vero piacere (se hai la fortuna di non avere accanto uno come mio marito).

patenteI ragazzi possono cominciare a 14 anni e mezzo a studiare per la patente: è l’età in cui possono sostenere l’esame teorico (almeno, qui in Wisconsin, perché ogni stato ha le sue regole). Il manuale per studiare si trova anche online sul sito del DMV (che è la motorizzazione). L’esame di teoria si sostiene attraverso un terminale con domande a risposta multipla. Alcune sono domande “a trabocchetto”, dove la parolina può trarre in inganno, ma con un po’ di buonsenso è davvero banale. Una volta sostenuto l’esame di teoria, e se hanno almeno 15 anni e mezzo, sono autorizzati a cominciare a far pratica.

Il costo della scuola guida si aggira sui $275 (€200) e include:

30 ore di lezione teorica in classe,
– 6 ore di guida,
– 6 ore di osservazione,
– 30 ore di pratica con un tuo famigliare (di cui 10 in notturna).

Le guide, e anche l’esame, vengono fatti con la propria macchina.

Per quanto riguarda l’assicurazione dell’auto per i minori di 18 anni, i costi sono alti ma, fornendo una buona pagella ogni 6 mesi, si abbassano: statisticamente, un ragazzo, che va bene a scuola, è ritenuto più coscenzioso alla guida.

Maggiori dettagli ve li potrò dare fra un paio d’anni, quando mio figlio sarà quasi 16enne e, forse, potrà avere la patente.

Mi chiedo: ma un ragazzo, che a 16 anni prende la patente in America, se poi va in Italia, può guidare?

Dimenticavo, un appunto: sulla patente vengono riportati i connotati, compreso il peso: mi astengo da ogni commento a riguardo.

Renata Serracchioli

Nata ad Ivrea, con il mio compagno condividevo un sogno: vivere in America. Ed è grazie a lui e al suo lavoro (il mio l’ho perso a causa della crisi) che il nostro sogno si realizza.

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