CBD moda o terapia? Quali sono attualmente i migliori utilizzi

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Il ruolo dei cannabinoidi è stato lungamente discusso ed è stato altrettanto spesso un argomento controverso, sebbene oggi sia evidente il potenziale insito in questo cannabidiolo, in qualità di sostanza medicinale.

La cannabis terapeutica, detta appunto anche medicinale, concerne l’utilizzo in medicina o in terapia di infiorescenze femminili di cannabis sativa light maturate ed essiccate, soprattutto nella terapia del dolore. Nelle infiorescenze sono contenuti i principi attivi in percentuale variabile che sono il THC, il quale agisce su patologie anche importanti e il CBD o cannabidiolo.

In Italia la cannabis è usata a scopo terapeutico dal 2006 ed è attualmente prescritta a descrizione e responsabilità del medico curante per attenuare determinati sintomi del paziente ove i farmaci non siano tollerati o efficaci.

Il Ministero della Salute ha disposto l’elenco delle patologie che possono essere trattate con la cannabis medicinale, ovvero i casi di dolore cronico come quelli legati alle lesioni al midollo o alla sclerosi multipla, situazioni di vomito e nausea conseguenti radioterapia, chemioterapia, anoressia ecc… la sindrome di Tourette, la Sindrome di Gilles e le sofferenze legate alla riduzione dei movimenti involontari del corpo o del viso e all’ipotensione da glaucoma.

È dal 18 settembre 2018 che il Ministero della Salute ha sottoscritto un accordo con quello della Difesa per realizzare un progetto di produzione di preparazioni galeniche che stabilisca unitarietà nell’uso sicuro di queste sostanze e che assicuri l’accesso a costi accessibili a chiunque, anche per evitare che le persone facciano ricorso a prodotti similari illegali e contraffatti. Si tratta di un passo avanti per la terapia galenica, poiché si tratta di medicine alternative finalmente che non considerano più gli effetti cannabis e del CBD quelli di mere sostanze stupefacenti.

cbd

Usi dell’Olio di CBD

L’olio di CBD è un estratto della canapa che deriva da tipi di canapa legali ed è composto da un mix di cannabinoidi benefici, principalmente di CBD-Cannabidiolo, dove la quantità di THC autorizzata per uso omeopatico è sotto lo 0,2%.

Il CBD funge principalmente sui ricettori CB1 del cervello rendendoli inattivi, calmando dunque il sistema immunitario e quello nervoso e giovando i casi di nevrosi, psichici, di malattie autoimmuni e in tutti quei casi nei quali le risposte del sistema immunitario sono eccessive.

Quando il CBD oil aiuta l’organismo

L’olio CBD aiuta in caso di molteplici patologie e tra esse ci sono, gli stati di stress da trauma e di angoscia, dolore dovuto a tumore, la schizofrenia, nausea, malattie neurologiche, epilessia, BSE, diabete, epatite, infiammazioni di varia natura, obesità, discinesia e distonia,ischemia, varie malattie della pelle, Alzheimer, danni epatici o cerebrali,sepsi, dipendenze di vario tipo, disturbi del sonno, asma e allergie, ecc…

Il CBD è ottimo per prevenire che si ripresentino le patologie curate.

CBD, tumori e chemioterapia

Per quanto riguarda i tumori non curabili con i metodi classici, la dose di

olio di canapa consigliata richiede un’alta concentrazione di THC e affinché la resa sia ottimale, il rapporto con il CBD deve essere di 1:1.

Occorre tenere conto che l’olio di cannabis non può essere venduto in un CBD shop a causa dell’alto contenuto di THC, sebbene la legge non vieti l’autoproduzione o di farselo regalare.

Il CBD è un potente coadiuvante per lenire la nausea, la sofferenza e i crampi durante la chemioterapia; aiuta inoltre a bloccare le ulcere tumorali e a rigenerare le cellule danneggiate, riequilibrando l’organismo e le sue funzioni.

Possibili effetti collaterali del CBD

Il CBD generalmente è ben tollerato dall’organismo umano e il suo consumo, al contrario di quanto comunemente si è portati a pensare, non provoca alcuna dipendenza, pertanto non è corretto associarlo neppure a potenziali rischi di abuso, esso influisce inoltre in modo blando sul battito cardiaco, la pressione del sangue o la temperatura del corpo.

Prima di assumere il CBD è bene farne menzione con il proprio medico.

I CBD effetti collaterali sono possibili come lo sono per vitamine, minerali o cure omeopatiche, poiché apporta modifiche e quindi genera reazioni molto soggettive tra loro, tra esse, alcune sono: la sensazione di avere la bocca e il cavo orale secchi e si tratta di un disturbo risolvibile bevendo dell’acqua;è possibile che si verifichi un abbassamento temporaneo della pressione, ma è una situazione che potrebbe rivelarsi pericolosa principalmente solo per chi patisce già disagi di questa natura.

Il CBD può causare sonnolenza o stordimento, soprattutto durante la prima fase dell’assunzione, quando il corpo non è abituato: pertanto, soprattutto durante i primi giorni, è consigliabile evitare di guidare e di usare macchinari pesanti.
Il CBD può entrare in interazione con altri farmaci, come quelli della famiglia del citocromo P450, poiché il suo metabolismo potrebbe dislocare gli enzimi anche impedendone l’assorbimento di altri medicinali.

Altre sostanze possono dunque essere assunte e persistere nel corpo umano anche in alte dosi e per periodi piuttosto lunghi. Il consulto del medico dovrebbe avvenire a prescindere da questo, sebbene in tali casi, a maggior ragione è opportuno chiederne il parere.

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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