Ultima modifica 3 Marzo 2020

Care mamme che vorreste un tatuaggio con il volto di Cracco su tutta la schiena, oggi parliamo di cucina.

Si, lo so, è pieno il mondo di cooking talent e il web di ricette, di consigli, di trucchi rubati agli chef stellati.
Ma io oggi vorrei parlarvi di un modo di cucinare che ha poco a che vedere con la cucina intesa come elettrodomestico, ma che sembra (a mia insaputa per dirla alla Scajola) spopolare da un po’ di tempo a questa parte: Cucinare in lavastoviglie

Come cucinare in lavastoviglie

cucinare in lavastoviglie

Non è un refuso, non sono impazzita.

Se avete sempre visto quell’elettrodomestico sotto al vostro top della cucina come uno strumento per l’igiene e la pulizia della casa, vi siete perse un pezzo di alta gastronomia internazionale.

Ho scoperto che con la lavastoviglie si poteva cucinare qualche tempo fa, grazie ad un’intervista televisiva a Lisa Casali.
Lisa è una food blogger nata come scienziata ambientale, che ha scritto diversi libri, uno dei quali proprio dedicato a questo tipo di cottura.

Che poi cucinare in lavastoviglie è un po’ l’uovo di colombo a pensarci bene.

Questo elettrodomestico infatti è nato per lavare i piatti, ma non essendoci le mani della massaia che sgrassano le stoviglie all’interno necessita di alte temperature per fare questo lavoro.

All’interno dell’elettrodomestico si sprigiona un calore che arriva a 90° per un tempo relativamente lungo, che va dai 45 minuti circa per i brevi cicli, fino all’ora e trenta.
Vista l’alta temperatura e il tempo prolungato di azione, all’interno della lavastoviglie si sprigiona vapore, e oltre a lavare, è possibile cucinare, ottenendo una cottura al vapore appunto, o anche ad immersione, come le cotture a bagnomaria.

In pratica abbiamo tutte in casa un Roner e non lo sapevamo (chiamasi Roner l’apparecchio professionale per ristoranti, dotato di termostato digitale che consente la cottura a bagnomaria o sottovuoto in immersione, controllando con precisione – tra 5° e 100° – la temperatura dell’acqua di cottura)

Cucinare in lavastoviglie poi è un modo per ottimizzare tempi e consumi domestici.

cucinare in lavastoviglie

Pensate infatti che vantaggio si può trarre da questo.

Consideriamo un fatto: una lavastoviglie di classe A utilizza circa 16 litri d’acqua per lavare (contro i circa 60 di quelli consumati lavando le stoviglie a mano sotto l’acqua corrente) e circa 1 kwh, mentre ovviamente con l’acqua aperta per lavare a mano se ne consuma anche il doppio.

Se durante questo tempo non accendiamo né forno né fornelli, e decidiamo di cucinare in lavastoviglie, otterremo un ulteriore risparmio, e vuoi mettere anche il vantaggio di una manicure invece di stare davanti ai fuochi? Anche in termini di tempo il vantaggio è cospicuo.

Cosa serve per cucinare in lavastoviglie?

cucinare in lavastoviglie

Per cucinare in lavastoviglie bisogna usare qualche accortezza.

Intanto bisognerà che i cibi da cuocere siano ben sigillati: si possono usare barattoli a chiusura ermetica o i sacchetti chiusi con il sottovuoto (evitate altri sacchetti perché potrebbe entrare del sapone durante il ciclo, non dimentichiamo che comunque non è un roner!)

In ogni caso anche questi contenitori possono essere riutilizzati, e dunque non si sprecano imballaggi e non si producono rifiuti non biodegradabili.

Insomma, cucinare in lavastoviglie significa anche abbracciare la cucina a impatto zero.

La cottura in lavastoviglie inoltre ha benefici anche dal punto di vista nutrizionale e del gusto.
Il calore moderato col quale si cucinano i cibi infatti, al contrario di quello sprigionato dalla fiamma viva, consente di non disperdere le proprietà nutritive e i sapori.
Inoltre potrete anche vantarvi di cucinare con un metodo di “cottura a bassa temperatura” che fa tanto chef di cucina molecolare!
E non è che stiamo parlando di due uova al tegamino, anche se potremmo proprio partire da lì.

Già, perché cucinare in lavastoviglie consente anche di scegliere i modi e i tempi di cottura.

  • Il lavaggio eco ad esempio è perfetto per cibi che richiedono temperature intorno ai 50-55° e tempi medi (intorno ai 45 minuti).
  • Il lavaggio normale va bene per cotture a 60°- 65° per circa 60 minuti.
  • Infine il lavaggio intensivo è usato per cotture a temperature dai 75° ai 90°, e fino ai 90 minuti.

Per tornare alle nostre uova potremo avere uova alla coque con il lavaggio eco, barzotte con il normale e sode con l’intensivo (facendo qualche Ave Maria in più però, ndr)!

Cosa si può cucinare in lavastoviglie?

cucinare in lavastoviglie

In pratica tutto.
Si possono cucinare verdure, carni, il pesce che viene benissimo.
Si può pensare di dare una doppia cottura ai cibi, prima in lavastoviglie con un lavaggio eco, e poi saltandoli in padella per dare loro più sapore.
Si possono preparare anche dessert e marmellate.

E’ importante però usare anche qui qualche trucco culinario

Intanto considerate di cuocere cibi che abbiano uguali tempi di cottura, altrimenti riducetene le dimensioni.
Usate condimenti e tecniche come ad esempio il cartoccio all’interno dei contenitori ermetici.
I cibi cotti in lavastoviglie poi rimangono molto teneri, e possono essere tenuti in frigo e consumati anche dopo qualche giorno.
Infine una particolare attenzione va data ai cibi di natura animale (carni e pesci), che proprio perché cotti a basse temperature possono essere causa di intossicazione alimentare.

Un ultimo vantaggio l’ho provato personalmente proprio ieri, quando ho voluto misurarmi anche io con questo nuovo modo di cucinare: nessun odore in casa, neanche in quelle con cucina a vista da rivista di arredamento.

Vuoi mettere fare il cavolfiore al vapore e non sentire i lamenti di tuo marito (carnivoro per eccellenza) che entra in casa e si tappa il naso?

Alessandra Albanese

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