Dickens: L’uomo che inventò il Natale. La recensione

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In uscita il 21 dicembre il film “Dickens: l’uomo che inventò il Natale”, in perfetta sintonia con il periodo!
Il racconto di Natale è affidato ancora una volta allo scrittore che ha reso famosa questa festività nella letteratura mondiale.

Chi meglio di Dickens riesce a riportarci al vero significato di questa ricorrenza?

Per la regia di Bharat Belluri e distribuito da Notorius Picture, il film è la storia dell’autore stesso, interpretato da Dan Stevens, quindi un’autobiografia che riguarda la creazione della favola natalizia nella mente dello scrittore.

Dickens: l'uomo che inventò il Natale

Tutti conosciamo la storia del Canto di Natale.

Questo film racconta del Charles autore che vive con la sua numerosa famiglia in una Londra vittoriana, dove i suoi editori si rifiutano di pubblicare altri suoi scritti dati i precedenti fallimenti letterari.
Una lotta contro il tempo per riuscire a scrivere un racconto accattivante in soli 6 settimane, quindi prima di Natale, che possa diventare un successo tale da potersi riscattare.

Chi ha mai osato immaginare cosa passasse per la mente dello scrittore, come si è sentito mentre dava vita a questo racconto, cosa lo avesse ispirato?

Ebbene, qui possiamo finalmente toccare con mano le contrastanti emozioni di un racconto che nasce dall’esigenza dello scrittore di non cadere nel baratro dei debiti, così come successe al padre, ma allo stesso tempo dall’originalità dei personaggi che lo invadono nel suo studio, lo perseguitano in tutto ciò che vive quotidianamente.

La doppia vita di Charles Dickens

Una doppia vita quella di Charles, che a volte non viene compreso neppure dalla amata moglie, la quale non gli fa mancare il suo appoggio, anche quando in alcuni momenti di sconforto, l’uomo egoista prende il sopravvento.

Dickens: l'uomo che inventò il Natale

Egoista all’apparenza, perché Charles si trova di fronte al blocco dello scrittore e alle prese con il mantenimento di una famiglia dalle abitudini stravaganti, l’accoglienza dei genitori in casa sua e con un sentimento con il quale vorrebbe non fare i conti. Un’infanzia trascorsa in una fabbrica di lucido da scarpe per aiutare economicamente la famiglia, caduta in povertà a causa di un padre dissipatore.
Un ricordo della sua storia personale che torna viva, mescolandosi ai personaggi del racconto, viaggi onirici e incontri meravigliosi accadono nel suo studio, dove è permesso entrare solo alla giovane domestica irlandese, l’unica a conoscenza del contenuto del libro che sta prendendo forma.

Ebenezer Scrooge e il significato del Natale

Il personaggio di Ebenezer Scrooge (Christopher Plummer), l’avaro finanziere londinese, lo aiuterà a ridare significato al Natale.
Un’occasione di solidarietà e bontà che dovrebbe accompagnarci durante la nostra vita e non solo in questi giorni. Un clima di convivialità familiare per rivivere alcuni valori dimenticati, ma contrastanti nello stesso Charles.

Il racconto dunque diviene più realistico ed emozionante perché vissuto e intrecciato alle vicende personali dell’autore che incarna le debolezze, le paure e le fragilità di un’intera umanità.

Ci viene proposto anche l’elemento di redenzione e cioè che affrontando i fantasmi del passato. Rivedendo con gli occhi da adulto i sentimenti negativi ed il male vissuto ci si può rialzare, affrontando il presente in modo più consapevole. Soprattutto si puo’ vivere il futuro senza catene né rimorsi, ma con una maggiore presa di coscienza.

Una storia di speranza, così come dovrebbe essere il Natale per ognuno di noi.

#Spaventometro

Il film è indicato per grandi e piccini, diciamo almeno dai 10 anni in su.
Ovviamente nessuna scena spaventosa, ma l’invito diretto alla riflessione è rivolto ad un pubblico adulto che può rielaborare il messaggio intrinseco anche in una favola natalizia dai vissuti realistici.

Questo film non è la solita storia natalizia a lieto fine, ma un momento che dedichiamo a noi stessi, almeno una volta l’anno.
Buon Natale!

34 anni, siciliana di origine ma romana di adozione. Psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta, adoro viaggiare, ascoltare musica e perdermi nelle librerie a curiosare tra le copertine dei libri odoranti di nuovo, sperando un giorno di poterli leggere…

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