Fantasie extra-coniugali: normalità o sintomo di crisi?

0
536

Esistono coppie che durano una vita, mai una défaillance, mai un tradimento… neanche “di testa”.
Sono quelle coppie della vecchia generazione che è possibile incontrare al supermercato, ancora mano nella mano a scegliere insieme cosa mettere nel carrello.
Capelli bianchi, segni del tempo sui loro volti, e alle spalle un’intera vita costruita insieme.

Una casa dove hanno cresciuto tanti figli, che oggi gli regalano altrettanti nipoti… e l’AMORE, quello vero, quello “per sempre”, che da decine e decine di anni non è mai cambiato.

Fantasie extra-coniugali

Ecco, quelle coppie per la generazione di oggi sono più uniche che rare.

Perché sono cambiati i tempi, sono aumentate le distrazioni, si sono moltiplicati gli impegni, e mentre prima la vita familiare era tutto, adesso è solo parte della vita dei partner.

Prima si stava a casa e se non c’era nulla da fare… si faceva l’amore.

Oggi in casa si sta pochissimo, ognuno ha il proprio lavoro, i propri colleghi, i propri impegni, il proprio sport, la propria vita sui social, i propri aperitivi, i propri amici..
Le possibilità di “inciampare” si sono moltiplicate all’infinito.

Secondo recenti statistiche, se una coppia su cinque è vittima di tradimento da parte di uno dei partner, in almeno tre su cinque sono presenti fantasie extra-coniugali.

Senza poi passare all’azione, in pratica ci si immagina con qualcuno che si conosce: il vicino di casa, il marito o la moglie di un amico comune, il collega, il maestro di tennis o di sci.

fantasie extra-coniugali

Spesso sono sogni (notturni o ad occhi aperti) che, se ricorrenti, iniziano ad innescare dubbi e domande a cui però, nella maggior parte dei casi, non si da seguito.
Si tende a minimizzare, pensando che non significhino nulla e che non è affatto in dubbio la stabilità della coppia.
Inconfessabili, sono spazi privati in cui ci si rifugia magari dopo un litigio con il marito/la moglie o durante un periodo di incomprensioni.

In realtà, ci sono due campanelli d’allarme che dobbiamo considerare per valutare le nostre fantasie extra-coniugali normalità o sintomo di crisi.

Il primo è la frequenza: se le nostre “scappatelle platoniche” sono ricorrenti, allora dobbiamo analizzare bene il nostro rapporto e chiederci come mai abbiamo bisogno/voglia di volare così spesso con la fantasia.

Forse la realtà non ci soddisfa più?

Il secondo è l’oggetto del desiderio: se fantastichiamo di stare sempre con la stessa persona, potrebbe essere un segnale che quella persona ci interessa veramente. Immaginare di stare sempre con lui/lei diventa una specie di “chiodo fisso”… e il salto dalla semplice fantasia al desiderio è breve.

Nella maggior parte dei casi, “vittime” delle fantasie extra-coniugali sono coppie che stanno insieme già da anni, magari con figli, dove la routine ha preso il sopravvento. Sono annoiate, fanno poco l’amore e hanno smesso di guardarsi con gli occhi a cuoricino di una volta.

Nonostante queste fantasie però i partner non ci pensano proprio a lasciarsi, perché non si è raggiunta la fase critica del tradimento: finchè tutto resta platonico insomma, non ci sono pericoli. Ma per evitare che arrivino i famosi due campanelli d’allarme descritti prima, è bene tenere a mente una cosa.

Il rapporto di coppia è come una pianta: va annaffiata ogni giorno per crescere e fiorire.
Troppa acqua le fa male, ma troppo poca rischia di seccarla.

Dobbiamo prenderci cura di lei in tanti modi, anche speciali: potiamola ogni tanto, diamogli la giusta esposizione solare e non sottoponiamola a troppi stress. Possiamo anche provare interesse per la pianta del vicino, e finché ci limitiamo ad ammirarla non c’è nulla di male.
Ma l’amore riserviamolo alla pianta che abbiamo deciso di curare… ci ripagherà con bellissimi fiori!

Mi chiamo Andreana, ho 34 anni, un marito che definirei "workaholic" e due figli: Matteo, 4 anni, e Camilla, 1 e mezzo Il mio messaggio a tutte le mamme (lavoratrici o meno) è: non dimenticate chi eravate prima di avere figli, e se amate davvero i vostri bambini... allora prendetevi cura della loro madre (e un po' anche del loro padre)!

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here