Femminuccia o maschietto?

Ultima modifica 13 Novembre 2018

In un paese dove scommettono anche sul colore del cappello che la regina indosserà in occasione dei principali eventi pubblici, i bookmaker non potevano certo scordarsi di quotare il sesso del futuro royal baby.

E’ stato così in occasione di tutti e tre gli ultimi lieti eventi.

Ma cercare di indovinare se nel pancione di una mamma ci sia un maschietto oppure una femminuccia non è, per così scrivere, sport riservato esclusivamente ai britannici.

Da sempre chi è in dolce attesa, oltre ai parenti e agli amici attorno, fa di tutto per scoprire in anticipo di che colore dovrà appendere il fiocco sopra la porta di casa.

amniocentesi

Prima di ogni altra cosa per ragioni di praticità… c’è da preparare la camera della futura new entry in famiglia; ci sono da scegliere i completini per il suo debutto in società davanti a parenti di vario grado; per non parlare dei giochi da inserire nella lista nascita.

Last but not least, esclamerebbero gli inglesi, che tradotto in italiano significa pressappoco, ultimo ma non meno importante, c’è la questione del nome.

Ma se oggi per scoprire il sesso con un bel po’ di anticipo abbiamo a disposizione l’amniocentesi, il primo test registrato risale a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, e l’ecografia ostetrica, il suo impiego ha avuto inizio negli anni Sessanta del Novecento, in passato i nostri antenati come se la cavavano?

A questo punto è obbligo fare una premessa, i metodi che elencheremo nelle prossime righe non hanno nulla di scientifico, ma in fatto di simpatia hanno pochi concorrenti…

Le cosiddette voglie in gravidanza: se di cibi salati sarà un maschietto, se di pietanze dolci arriverà una femminuccia. La forma della pancia: tonda e larga perché ospita una bambina, alta e a punta perché invece protegge un bambino. Il giorno del concepimento c’era la luna in fase crescente? Sarà una lei. In caso contrario, luna calante, aspettiamoci un lui. Col classico lancio della monetina la croce è abbinata alla donna, mentre la testa spetta al maschio. In caso di pendolino, invece, i movimenti circolari sono premonitori di un fiocco rosa, mentre quelli lineari di uno azzurro.

Potremmo andare avanti così per ore, se non giorni, perché l’elenco è lungo e varia da regione a regione. Sarà perché un tempo l’assenza di tecnologia costringeva i futuri genitori ad aspettare per forza di cose nove mesi.

E una volta nato?

C’è chi inizia a trafficare con i numeri del lieto evento (in Rete ci sono dei siti pieni zeppi di singolari teorie e formule matematiche) nella speranza che facciano la loro comparsa al lotto oppure attraggano la boule delle roulette, come quelle sul sito NetBet.

Anche se diventare genitori, di una femminuccia oppure di un maschietto, è già di per se il premio più bello che la vita ci possa riservare.

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