Feste comandate e famiglie allargate

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Il Natale è quella festa che vede tutta la famiglia riunirsi per cenare assieme e scambiarsi auguri e regali. Anzi, a volte è l’unica occasione per potersi rivedere se durante il resto dell’anno si vive lontani: ci sono i nonni, gli zii, i cugini… e tutto il parentado, amici d’infanzia inclusi.

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Questo è ciò che in genere accade nella famiglia più classica, canonica e tradizionale.

E invece cosa succede nella famiglia dove i genitori sono separati? Cosa succede nella famiglia dove magari uno o entrambi i genitori hanno un nuovo stabile legame affettivo? Cosa succede nella famiglia allargata con figli nati da un precedente matrimonio e figli nati da un’unione successiva?

A volte esistono nuove figure che diventano un importante punto di riferimento e, quindi, fonte di affetto e sicurezza per i bambini, contribuendo a favorirne serenità ed equilibrio. Figure che talvolta, in occasione delle feste, sono costrette a farsi da parte perché ritenute “parte aggiunta”.

Purtroppo, vuoi per una “prassi consolidata” vuoi per pregiudizi ideologici di cui è ancora intrisa la nostra società “cosiddetta” moderna, bisogna inevitabilmente constatare che uno dei più grossi limiti del nostro Diritto di Famiglia è che si tengono in eccessiva considerazione i desiderata dei genitori considerati da sempre come “prioritari” anche a discapito della volontà stessa dei figli.

Figli che – in occasione delle feste comandate – finiscono poi per essere travolti da sentimenti discordanti: allegria e tristezza, consolidamento dei legami affettivi e relativi sensi di colpa.

Alcuni genitori separati, così come consigliano certi psicoterapeuti, decidono di condividere i momenti importanti della vita della prole; da una parte ciò può essere positivo poiché il bambino vede i genitori che continuano ad esercitare il proprio ruolo genitoriale ancorché divisi; dall’altra però può essere anche negativo perché finisce con l’alimentare nel bambino un’aspettativa – la speranza che i genitori possano tornare insieme – molto spesso disattesa, col risultato di trasformarsi in fonte di ulteriore frustrazione. Dubbi sulla correttezza delle decisioni prese e mancanza di confronto ed accordo tra i genitori finiscono per generare uno stato di insicurezza che viene inevitabilmente percepita dai figli come una cappa d’ansia e stress emotivo.

Una buona organizzazione è un’impresa davvero ardua e difficile…. Percui ricordiamocelo e, soprattutto, ricordiamolo “a chi di dovere”: se la famiglia allargata può diventare il luogo di un riscatto affettivo tutti, ma proprio tutti, hanno l’obbligo morale perché ciò si realizzi.

Buon Natale!

Glinda

 

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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