Ultima modifica 24 Agosto 2020

 

Sole, caldo, qualche zanzara, e voglia di vacanze; se almeno due di queste cose vi sono passate per la mente in questi giorni, è molto probabile che abbiate anche voi pensato al mare e alla prossima abbronzatura.

Uno dei fattori che gioca a sfavore della nostra salute è la fretta: spesso ci si ricorda della tintarella solo qualche ora prima del “bagno di sole”, magari al momento stesso dell’acquisto della crema protettiva.
Il sole, che può essere amico e nemico del nostro benessere allo stesso tempo, al contrario va preso con le dovute e graduali cautele, che includono anche un minimo di preparazione.

abbronzatura

Capiamo allora come e perché, prima dell’acquisto di una crema protettiva (o della scelta della nostra prossima spiaggia) sarebbe buona abitudine tener presenti anche altri piccoli accorgimenti per una corretta abbronzatura. È una questione di salute, ancor prima che una questione estetica, ricordatelo.

Cosa fa il sole?

La piacevole sensazione di distendersi al sole ha sicuramente un effetto rilassante immediato sulla nostra mente ancor prima che sul nostro corpo. Tuttavia, già dai primi minuti di esposizione la pelle comincia a reagire all’azione di alcune componenti della luce solare noti come:

  • Raggi UV-A (Ultra Violet A): molto penetranti, alterano le fibre elastiche e sono responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle.
  • Raggi UV-B(Ultra Violet B): stimolano la melanina provocando la comparsa dell’abbronzatura, nell’arco di 48 ore. Questi raggi sono responsabili nell’immediato degli eritemi, e a lungo termine dell’invecchiamento cutaneo precoce.

Cosa fa la melanina?
La melanina è la sostanza prodotta naturalmente dal nostro corpo per reagire all’azione potenzialmente nociva degli UV-A e UV-B. Al contatto con il sole il nostro corpo aumenta la produzione melanina; quest’ultima scurisce la pelle “fortificando” così il nostro scudo naturale contro gli effetti nocivi dell’esposizione al sole. È infatti la melanina a determinare il colore della nostra pelle.

Cominciare bene è una forma di prevenzione
Per questo motivo potrebbe essere un’ottima pratica, nei giorni che precedono l’esposizione, quella di modificare la propria dieta per integrare o stimolare la naturale produzione di melanina. Il consumo di cibi ricchi di betacarotene, vitamina A, Licopene, vitamina E, luteina, possono migliorare la “qualità” (durata, uniformità, idratazione della pelle, ecc) delle nostre tintarelle. Gli alimenti che possono contenere queste sostanze sono numerosi, ma se volete 4 “flessibili” opzioni stagionali, nella spesa non dovrebbero mai mancare:

  • Pomodori: il licopene contenuto nei pomodori assorbe raggi Uv-a e Uv-b e pare interagisca con i melanociti, con l’effetto di aumentare la quantità di melanina.
  • Carote: Il betacarotene ha un’essenziale funzione antiossidante che non è direttamente legata con l’incremento della melanina, ma svolge comunque un’importante funzione protettiva.
  • Albicocche: anche le albicocche sono abbastanza ricche di betacarotene e di vitamina A (come le carote); il loro consumo potrebbe essere particolarmente adatto per il mantenimento delle nuances
  • Meloni: molto simili alle albicocche per composizione, sono inoltre molto ricchi di acqua; il loro consumo perciò può essere utile a ristabilire un buon equilibrio idrico anche durante l’

Non è raro che, per via di alcune intolleranze o per semplice praticità, molte persone preferiscano assumere queste sostanze attraverso l’uso di integratori solari. Sugli integratori che si trovano in farmacia è importante sapere che si tratta di prodotti sicuri. Non sono farmaci, ma il loro utilizzo andrebbe sempre concordato con un medico (farmacista, medico di base, nutrizionista o dermatologo). Li potete riconoscere da questi pochi elementi:

sole

Nome
Integratori solari, ma, in qualche caso, vengono descritti dalle case produttrici come integratori alimentari.

Contenuto
Può variare da prodotto a prodotto ma più di frequente essi contengo: vitamina A, vitamina E, vitamina C, licopene, betacarotene, beta-carotenoidi, luteina, selenio

Tempi
Anche i tempi di assunzione variano in base al prodotto; i prodotti che stimolano la produzione di melanina in genere vanno assunti in un periodo che va dai 30 ai 10 giorni prima dell’esposizione.

Forma
Nella quasi totalità dei casi gli integratori solari si presentano come compresse.
Occorre ricordare che il ricorso ad integratori, o ad alimenti, “melanina friendly” può essere parte di una buona strategia per ottenere e mantenere una pelle bronzea, ma creme protettive ed idratanti devono entrare comunque nella valigia. Sempre.

Forse non tutte le mamme sanno che
Statisticamente, in tutte le popolazioni, le donne hanno una carnagione più chiara (del 4% circa) rispetto agli uomini. Questo fatto è determinato dalla necessità di un fabbisogno di calcio superiore a quello degli uomini, soprattutto durante la gravidanza e l’allattamento: la pelle chiara, infatti, consente una più facile sintesi della vitamina D, che è essenziale nel processo di fissazione del calcio nelle ossa.

Quindi, ingaggiate pure la vostra stagionale battaglia contro il pallore, ma fatelo sempre con le migliori intenzioni per la vostra salute e quella di tutta la famiglia.

Dott.ssa Luana Longo

Trent’anni, farmacista, laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche presso l’Università della Calabria si occupa di informare e sensibilizzare su temi che riguardano la salute, curiosità sui farmaci, bellezza, prevenzione e tanto altro, attraverso un linguaggio semplice, ironico e adatto alla vita di tutti i giorni.

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