Ultima modifica 17 Giugno 2023

La Sinnos è una casa editrice per bambini e ragazzi nata nel 1990. Pubblica prime letture, albi illustrati, graphic novel e narrativa.

Quest’anno è il suo 30esimo compleanno e noi abbiamo voluto fare gli auguri alla cofondatrice della Sinnos, Della Passarelli

sinnos editrice

La Sinnos è una casa editrice che fa “libri per tutti”. Il traguardo dei 30 anni è importante, e come leggiamo nella mail arriva taci in redazione, per fare i libri ci vuole un tempo lento.

Abbiamo raggiunto Della al telefono in una di queste giornate di coprifuoco da coronavirus, nelle quali il tempo è veramente lento.

Le abbiamo chiesto proprio questo a inizio chiacchierata: Si può chiedere come stai in questo momento?

Dal suo ufficio a ranghi ridotti ma sempre attivo, in una capitale vuota come non lo era mai stata, Della ci risponde.

“Una capitale senza selfie – mi dice -, senza folle. Che può essere riscoperta e riorganizzata. Se soltanto si potesse!”

Il lavoro agile è fattibile in una casa editrice?

“In una redazione caotica come la nostra – continua – è utile ma a volte complicato”.
Incredibile, sono passati 30 anni dal quel 1990. La casa editrice, mi racconta, nasce da una idea venuta in carcere.

Della infatti da tempo fa la volontaria a Rebibbia.

Ha incontrato dei ragazzi e questo gruppo molto piccolo di italiani e stranieri del carcere aveva imparato ad impaginare. Alla fine degli anni ’80 cominciavano ad arrivare in maniera più massiccia stranieri da diverse parti del mondo a Roma. E anche le carceri ne avevano testimonianza. Per cui volevano realizzare dei libri per bambini stranieri che non parlassero l’italiano, ma neanche sapessero bene la loro lingua.

E dunque con Antonio Spinelli, il sale della Sinnos, Della si mette a lavorare per mettere in contatto un maestro elementare con questi ragazzi in carcere e realizzare libri bilingue.

Trovano Vinicio Ongini. Allora maestro elementare, oggi collaboratore con il Miur, dove ha lavorato all’Ufficio integrazione alunni stranieri e responsabile di intercultura.

In quegli anni tanti bambini stranieri sarebbero arrivati nelle scuole italiane e avrebbero avuto bisogno di conoscere la nostra lingua e la loro.

Fu così che nacque la prima collana Sinnos. Era il 1991 e si chiamava mappamondi. Un ponte dice Della tra due culture. Scritta a due voci, una che raccontava il paese di provenienza e una che raccontava l’Italia.

Poi questi bimbi sono diventati grandi e la Sinnos ha pensato di passare direttamente ai libri in lingua. Tante collane e tante lingue (mamma Lingua, nati per leggere e tante ancora).

Perché – dice Della – c’è bisogno di mantenere la conoscenza nella e della lingua madre. La conoscenza della letteratura, delle immagini del proprio paese. Perché è giusto che sia così.
La prima fase del cammino di Sinnos è stata di testimonianza, adesso c’è approfondimento letterario. Senza mai dimenticare e rinnegare il lavoro fatto finora, continua Della.

Come dimenticare, se quel lavoro di testimonianza ha ricevuto in questi anni menzioni e riconoscimenti italiani ed esteri?

Pensa – mi dice Della – che noi abbiamo fatto libri sulla nostra costituzione in tempi non sospetti!

Adesso invece, da circa 10 anni, Sinnos si è specializzata in libri di letteratura nonostante si guardi sempre al passato, a quei libri che parlano di costituzione, fratellanza, accoglienza, fragilità.

Come siete cresciuti in questi 30 anni? Chiedo.

Grazie al tam tam tra gli insegnanti che hanno usato subito e bene i nostri libri, mi dice Della.

Alle biblioteche pubbliche, alle librerie per ragazzi (menziona la libreria Denti, la libreria per ragazzi di Milano le Giannine a Bologna e tante altre).

E grazie anche alla potente attenzione alla letteratura per ragazzi.

Poi però ci hanno detto che i libri erano buoni ma brutti e ci siamo evoluti in questo senso, continua.

Noi siamo stati fortunati a trovare compagni di strada grazie all’ arricchimento del gruppo, anche per quel che riguarda l’evoluzione della grafica.

E a un lavoro di scouting che è arrivato a farci avere nostri autori tra gli autori fiamminghi (fra i tanti Rinaldi, Bonacini, Daniela Carucci, finalista del premio Strega per la sezione ragazzi).

Il lavoro di una casa editrice è lungo e duro. Bisogna cercare qualità nelle storie, selezionare moltissimi racconti e autori. Un lavoro mastodontico davvero. Anche e soprattutto tra i libri per ragazzi

Fare lo scrittore per ragazzi è un lavoro difficile perché ci vuole molta competenza che ci costringe a fare ricerca di qualità e scrematura, continua a raccontarmi Della.
Noi che abbiamo edizioni di libri di genere possiamo impegnarci e scegliere per il meglio.
Grazie anche voi che ci date la possibilità raccontare cosa facciamo.
Le faccio una domanda sull’alta leggibilità, ovvero quei libri studiati per bimbi dislessici.

L’ Alta leggibilità significa dare spazio e opportunità.

Ci siamo ritrovati ad accompagnare una piccola casa editrice a nascere (Bianco e nero) nel 2004. C’erano allora (e ci sono ancora adesso aggiungo io) barriere da abbattere. Lo facevano già in Inghilterra, con la quale Sinnos ha avuto relazioni da subito. In Inghilterra c’erano molti autori che pubblicavano con carattere e impostazione grafica facilitata.

Sinnos così crea la font ad alta leggibilità. E poi però comincia la ricerca di buone storie, traducendo e cercando autori. Dedicando una intera collana all’ alta leggibilità e sviluppando una propria font che adesso è scaricabile gratuitamente.

Una anche con stampatello maiuscolo.

Poi continuano su questa strada costruendo le prime graphic ad alta leggibilità, studiando con esperti psichiatri e logopedisti di asl Roma 1 che si mettono a disposizione per questo progetto interessante e utilissimo.

Della però ci tiene a specificare: Attenti, con una font non si risolvono tutti i problemi. Certo però i libri facilitati fanno meno paura. Complici anche educazione alla lettura e buone storie. Noi crediamo nel concetto di far leggere tutti e crescere cervelli che leggono, spiega Della. Siamo soci di ib Italia, abbiamo stampato e raccontato la storia di Jella Lepman, la donna che ha realizzato la più grande biblioteca in Germania.

Crediamo che costruire conoscenza sia un ponte che unisce culture e uomini.

Torno a chiederle un’altra questione annosa che riguarda il costo dei libri e le varie offerte e sconti.

Le dico di essere d’accordo con loro su una cosa: Non è certo l’euro in più che spaventa i lettori.

L’economia del libro consente l’accesso alla lettura, piuttosto uno fa a meno di comprare l’ultimo modello di cellulare, ma un lettore i libri continua a comprarli, penso io.
E Della fa un’altra riflessione, correttissima: anche la filiera del libro va sostenuta. Fare cultura non vuol dire che non stiamo lavorando. Noi editori Investiamo denari, li investe il libraio.

Se tutti fossimo più attenti a pretendere che le scuole avessero più fondi per leggere e avere libri, cosi anche nelle biblioteche, non parleremmo di soldi.

Così tutti potrebbero accedere gratuitamente al libro.

I non lettori sono persone adorabili e mi dispiace per loro, mi dice.
Si perdono il nostro conforto.
Studi di neuroscienze hanno recentemente scoperto che i lettori si innamorano di più.

E poi, mai come in questo momento di obblighi a restare a casa il compagno migliore è libro. I lettori soffrono meno l’isolamento, dice Della. E io sono d’accordo ancora una volta con lei.

L’appello è non uscire, vero, ma alcune librerie fanno servizio a domicilio

Si va in farmacia?
Si va anche in libreria, si sta a un metro distante l’uno dall’altro, si compra e si torna a casa

Della fa un altro appello: Sostenere librai e libraie, sostenere la filiera sperando che la nottata passi.

Credo proprio che non potessimo concludere la nostra chiacchierata meglio di così.
Ci salutiamo e le auguro buon lavoro!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here