A tu per tu con la psicologa

Ultima modifica 18 Giugno 2018

Psicologa Sessuologa, consulente per importanti riviste e siti web di Salute, autrice del libro “Vita affettiva e sessuale nei paraplegici’ e mia compagna di avventure su questo sito. Oggi faccio due chiacchiere con Monica Cappello. Che bisogno c’è di intervistare una di noi, vi chiederete.

La intervisto perché sono sempre stata davvero curiosa di porre alcune domande agli psicologi. Curiosità personali che secondo me rispecchiano un po’ le curiosità di tutti quelli che in un modo o nell’altro sono venuti a contatto con loro. E avendone una a disposizione… gioco in casa.

 

Dottoressa, sono sempre stata curiosa di sapere se uno psicologo si porta a casa i problemi dei suoi pazienti o riesce a scindere la propria vita dal proprio lavoro
Per uno psicologo è molto importante essere il più possibile empatico durante la seduta (entrare, cioè, nei panni del paziente, per comprenderlo pienamente), ma è necessario allontanare i pensieri dalle problematiche di quest’ultimo, fuori dallo studio, per non incorrere nella Sindrome del Burn-out. Il rischio di sintomi legati allo stress lavorativo è molto alto nelle professioni d’aiuto, se non si riesce a “staccare la spina” e si continua a pensare ai disturbi dei propri pazienti.

E’ vero che uno psicologo a sua volta si rivolge ad un altro collega per “analizzare” se stesso?
Gli psicologi, durante la formazione in psicoterapia, molto spesso fanno un percorso personale per approfondire aspetti importanti legati alla propria storia di vita e alla propria personalità, per essere in grado di gestire nella maniera più corretta i futuri pazienti.

C’è stato un caso nella tua vita in cui si è sentita coinvolta non solo come psicologa ma anche come donna?
Ho seguito davvero tante persone e coppie in questi anni di lavoro, mi vengono in mente tanti casi, ma nessuno in particolare che mi abbia coinvolto emotivamente in veste di “donna”.

Scrivi per molte testate giornalistiche, lavori parecchio, quando e come trovi tempo per te stessa?
Amo molto la mia professione, sia la parte clinica, direttamente con i pazienti, sia quella di consulenza e collaborazione con giornalisti del settore “Salute”: nonostante i numerosi impegni, riesco lo stesso a dedicare del tempo per incontrare alcuni amici/amiche e per fare un po’ di shopping, senza trascurare, ovviamente, mio marito!

Il tuo paziente standard chi é?
Il paziente che solitamente si rivolge a me, è solitamente un uomo, età media 30-35 anni, che soffre di eiaculazione precoce o disfunzione erettile. Nella consulenza psicosessuologica è prevista la collaborazione della partner, che in molti casi ha spinto il compagno/marito a rivolgersi ad un Esperto.

Parlando di sessualità, quale consiglio daresti alle madri che vedono i propri figli “scoprire” la sfera sessuale?
La mamma dovrebbe avere un ruolo educativo nella sfera sessuale dei figli, cercando di dare informazioni utili e corrette sulle prime esperienze sessuali, sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmesse, senza spaventare e senza avere una posizione troppo rigida e giudicante. Fin dall’infanzia deve trasmettere (insieme al papà), l’idea del sesso visto in modo positivo, senza tabù ed evitando di punire il bambino/la bambina se scoperto/a mentre prova a masturbarsi: un approccio rigido e castigante, può trasmettere ai figli, l’idea del sesso come qualcosa di “sporco”, provocando timori, ansie e sensi di colpa in età adulta.

In ultimo, è vero che voi psicologi non date la soluzione né elargite consigli ma lasciate che sia il paziente a scoprire se stesso ?
Lo psicologo non dà assolutamente consigli, ma attraverso il colloquio clinico, aiuta il paziente a conoscersi meglio, ad elaborare pensieri ed emozioni, a fronteggiare le diverse difficoltà della vita, in una maniera costruttiva e positiva, e a modificare i pensieri negativi (ristrutturazione cognitiva). Il sessuologo è uno Psicologo Esperto in Sessuologia Clinica, che aiuta a gestire e risolvere le disfunzioni sessuali maschili e femminili, attraverso una Terapia Mansionale Integrata, lavorando sull’ansia e sulle fobie, utilizzando anche dei “compiti a casa”, cioè esercizi pratici, per imparare a gestire il disturbo specifico.

Finalmente ho in tasca le risposte alla mia curiosità. Grazie Dottoressa!!!

Elisa Toscano

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