Kenosha – Come nasce una NuovaMamma

Ultima modifica 10 Ottobre 2019

Ricordo come fosse ieri quel giorno che passeggiavo per la via pedonale della mia città e ho incontrato un’amica. Aveva saputo da suo fratello che ero incinta e si è congratulata. Ha chiesto se sapevamo già il sesso ma ancora non lo sapevamo. Allora lei ha detto “Io vorrei tanto avere una femmina per coltivare la sua femminilità“. Non mi erano chiarissime quelle parole. Anche perché io non sono proprio simbolo di femminilità: sempre in scarpe da ginnastica e pantaloni. Ma forse si può essere femminili anche così. Non so. Stava nascendo una NuovaMamma.

Comunque nacque un maschio. Ma non me ne rattristai, anzi. Ero felice, lo sarei stata in qualunque caso. Una nuova vita è sempre una gioia, se desiderata.

Poi è arrivata, la femmina. E con lei la NuovaMamma si rinnovò. Certo nei suoi primi anni di vita non dava cenno di grande femminilità. Ma siamo stati lì, accanto a lei, ad aspettare. E così è arrivato anche quel momento. Complice la sua maestra delle elementari, vero simbolo di femminilità (guarda a caso nessun papà ha mai mancato un colloquio…). Mia figlia allora ha cominciato ad avere l’occhio attento per le vetrine ammirando vestiti chic e scarpe col tacco alto. Certo non sono io il suo esempio. E poi le piacciono tanto le scarpe che fanno il “ticchettio”. E pian pianino quella bambina ha cominciato la sua trasformazione. Non sono stata io a coltivare la sua femminilità, ma ne sono stata un’attenta osservatrice e ammiratrice e accompagnatrice. Una NuovaMamma ad ogni suo grande passo.

Nasciamo femmine, poi decidiamo noi...
Nasciamo femmine, poi decidiamo noi…

Noi NuoveMamme nasciamo cercando di essere preparate a tutti i vari passi della vita dei nostri figli. Le prime parole, la prima pappa, il primo dentino, i primi passi, il primo giorno di scuola… Li memorizziamo. Sono date che a fatica dimentichiamo. O se non ricordiamo la data esatta, ricordiamo tutta una serie di aneddoti al riguardo. E saranno racconti che porteremo con noi e un giorno li racconteremo ai nostri nipoti.

Eppure, per quanto leggiamo libri, ci informiamo, ci documentiamo, ascoltiamo chi già prima di noi è passato per quelle fasi, o per quanto andiamo a frugare nella nostra memoria, quando arrivano quei grandi momenti, non siamo mai abbastanza pronte. Per ogni figlio, c’è una mamma. C’è poco da fare: ogni figlio è diverso e ogni figlio ha bisogni diversi. Quindi ogni figlio ha una NuovaMamma accanto.

E così è successo anche per l’ultimo, in ordine di tempo, grande passo. Lunedì scorso mia figlia si è svegliata col mal di testa e lei non è soggetta. Ha 12 anni. Dentro di me una vocina mi stuzzicava dicendomi di drizzare le antennine di mamma. Poi ha avuto “mal di stomaco”… uhm… La solita vocina che mi diceva “Mamma, stai in guardia!”. Eppure quando mia figlia, rossa in volto, visibilmente emozionata, è entrata in bagno e mi ha detto “Mamma ho le cose delle donne” (l’ha detto in Inglese!)… dalla mia bocca non è uscita una parola. Lei mi ha poi descritto la reazione dicendomi che non riuscivo a parlare, avevo gli occhi sbarrati. L’ho solo abbracciata. Che altro avrei dovuto fare? Il resto lo sapeva già perché a scuola qui non mancano di dare informazioni adeguate.

E’ nata una NuovaMamma accanto ad una NuovaGiovaneDonna. Quella notte non ho dormito. Essere una NuovaMamma fa un certo effetto!

No. Non saremo mai preparate abbastanza! Ma quanto è bello stare accanto ai nostri figli.

 

Renata Serracchioli

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