#MammaAlVolante: La mia auto preferita

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Avviso alle naviganti del web: questo post NON è sponsorizzato.
È solo il frutto della mia esperienza di #mammaalvolante.
Oggi vi racconto qual è l’auto preferita da una mamma in città.

Abito in una grande città. Ho due figli e il pomeriggio faccio un lavoro a tempo indeterminato, come tante di noi: l’autista dei miei figli.

La mamma al volante con la mia auto preferita.

auto preferita

Nel corso dei mie quasi 30 anni di guida ho, per fortuna mia, guidato tante auto. Berline, utilitarie, station wagon, microcar.
La mia auto preferita oggi è quella che mi accompagna da circa 8 anni. Una Peugeot 308.
Prima di questa ho posseduto per molti anni una station wagon. Anzi diverse.

Come diceva un mio collega quando gli chiedevo quale fosse per lui l’auto che dovevo preferire: “Con tutta la roba che ti porti appresso, evitando il camper, ti consiglierei una station wagon”. E aveva ragione.

La mia auto preferita infatti deve avere di serie: salviettine imbevute, sacco della spazzatura, pettine, ombrelli, shopper per la spesa, fili per la batteria (che con mio sommo piacere ho imparato a usare), filo per usb e scorte di cibo hai visto mai una carestia.

Scherzi a parte oggi però la mia auto preferita è una city car.

Abitando da qualche anno in pieno centro, in una città piccola di quadratura ma superaffollata, l’idea della station wagon non andava più bene. Troppa difficoltà a parcheggiare, e anche nei garage privati al chiuso era sempre un problema trovare posto.

Così la mia auto preferita è la mia meravigliosa Peugeot 308 full optional (di cui sopra).

auto preferita

Che poi mi andrebbe bene un’auto simile anche di altre marche. Basta che sia un’auto non troppo piccola, non troppo grande e facile da manovrare.
Non troppo piccola perché devono starci comodi 2/3 figli e compagni con zaini, borsoni dello sport e borse al seguito.
Che possano viaggiare nel retro anche per diverso tempo, magari in un vano atto anche a studiare, dunque con una bella illuminazione!

Capiente abbastanza per montarci fino a 2 seggiolini auto, magari con terzo rialzo per bimbo under 10.

La mia auto preferita deve avere anche un’ottima visibilità. Cioè, con il figlio maggiore (alto e ingombrante) che mi fa da navigatore mi deve consentire di svicolare facilmente nel traffico e devo dunque potere zigzagare facendo attenzione che gli specchietti retrovisori non abbiano punti morti.

auto preferita

Sicura centralizzata che non consente finestrini posteriori aperti necessaria per evitare ripetizioni del tipo “chiudi il finestrino che c’è freddo, caldo, gas di scarico in galleria” e simili.

Vano bagagliaio infinito. Deve contenere almeno: 2 confezioni di acqua, 2 cartoni di latte da 12 lt., 3 trolley Ryanair style, ombrelloni, brandine per il mare e borse per la palestra.

auto preferita

Pneumatici buoni, che la pioggia su strade poco curate e con le rotaie del tram devono consentire di restare appiccicati alla strada.

Consumi moderati. Mi sono resa conto, adesso che lavoro in casa, di fare più chilometri di quando andavo in ufficio, e io che pensavo che avrei risparmiato in benzina.

Anche se è un taglio economico non da poco al momento non mi convincono i motori a metano. I distributori non sono ancora così capillari (almeno dalle mie parti), e con i chilometri che macino, che un rappresentante scansati proprio, rischierei di spendere il doppio in benzina girando a vuoto per cercare l’insegna “M” di metano.

Ultimo optional che consiglio, e che ho nella mia auto preferita da diversi anni è il cambio automatico.

Un’ invenzione sacrosanta. Puoi in pratica guidare con una gamba e con un braccio. Certo, non acceleri e niente doppiette, ma devo riconoscere che la comodità del cambio automatico è impagabile.

Optional che invece non hanno ancora inventato ma che pagherei una cifra per avere: un’auto-autopulente, tipo le tovaglie antimacchia. Che con 2 figli in età scolare sarebbe davvero una manna dal cielo.

Insomma, la mia auto preferita è la continuazione del mio corpo. Potrei quasi pensare di essere stata in un’altra vita un essere mitologico come le sirene, ma metà donna e metà 4ruote!

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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