La mia spesa nel Future Food District

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Ultima modifica 3 Marzo 2020

Finalmente siamo riuscite ad organizzarci e andare a vedere il Supermercato del Futuro.
Ne abbiamo letto tanto, ovunque e avevamo un sacco di domande a cui dovevamo dare una risposta, in fondo si sa… la curiosità è donna.

Entrate nel padiglione ci siamo trovate subito nel futuro, la prima cosa che ci ha colpito sono i banchi frigo e le vetrine interattive, semplicemente toccando la figura del prodotto sul touch-screen ti vengono svelate una serie di informazioni utili: la provenienza, il percorso, le proprietà nutrizionali, ed il prezzo finale. Tutte informazioni che difficilmente trovano posto in una etichetta.

foto[6]

Come resistere all’acquisto?

E così, dopo aver messo il latte nella cesta mi sono diretta al reparto frutta, dove ho fatto conoscenza con YuMI, il tavolo robotizzato, abbreviazione di you and me, proprio perché la volontà è quella di attivare una collaborazione tra robot e uomo.

foto[8]

Non sono riuscita ad interagire con lui, non siamo ancora nel futuro 🙂 , ma YuMI è in grado di fare esattamente ciò che facciamo noi.

La mia spesa prosegue, c’è il banco del pane, quello del formaggio esattamente come al supermercato con la differenza che riesco ad ottenere tutte le informazioni che desidero avere sul prodotto che voglio acquistare, e che tutto è digitalizzato.

foto 3[1]

Ma nel futuro… mangeremo anche gli insetti? Si.

foto 2[6]

Li troviamo in un banco frigo, sottovuoto, in sacchetti preconfezionati pronti per l’uso.
Ci sono Crispy Giant Grasshoppers, che poi non sono altro che cavallette giganti croccanti in una simpatica confezione che richiama quella delle caramelle; gli scarafaggi giganti in meravigliose ciotole di legno, bacherozzi di acqua giganti in salsa di peperoncino, e lo scorpione alla vodka.
E se vogliamo fare un piccolo snack possiamo acquistare insetti in piccoli pacchetti, come se mangiassimo delle patatine, ma di fatto sono piccoli grilli o terminti.

Per fortuna, dico io, gli insetti non si possono acquistare, anche se non se ne capisce il perché.

Ultima tappa prima di ributtarsi nella folla, la stampante 3d che è possibile ammirare sotto ad una teca affiancata da un plasma sul quale viene trasmesso a loop un veloce video che ci spiega come è possibile realizzare la pasta. Nel futuro potremo stampare la pasta a nostro piacimento creando forme diverse con aggiunta di vitamine o calcio secondo le nostre necessità nutritive.foto[11]

Non mi resta che pagare, inutile dirvi che anche le casse sono digitalizzate.
Bella esperienza, interessante e innovativa. Ora torno nel presente e mi butto in mezzo alla folla di Expo… mannaggia quanta gente che c’è!

Valentina Minetti

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