La routine familiare in Austria e i suoi ritmi lenti

0
199

Anche quest’anno l’estate è inesorabilmente finita e tutto è ricominciato: lavoro, scuola, impegni vari… anche in Austria.

In questi tre anni mi sono resa conto che, rispetto all’Italia, ci sono però alcune differenze sostanziali nell’impostazione della routine famigliare, di cui proverò a raccontarvi di seguito.

Ho già parlato più volte del paradosso che caratterizza questo paese, da un lato sinonimo di efficienza e puntualità, dall’altro luogo dove il tempo sembra quasi scorrere più lento.
A tale proposito contribuiscono sicuramente i ritmi di vita, che sono senza dubbio molto più rilassati rispetto a quelli cui ero abituata in Italia (vengo da una cittadina del nord).
È vero, ci si alza prima, ma nemmeno tanto prima: la sveglia suona alle 6.30, in tempo per fare colazione, prepararsi e uscire con calma verso le 7.30, siccome sia la scuola che il lavoro cominciano alle 8.00.
La scuola c’è solo la mattina: tra le 11.30 e le 12.30 finisce, dopodichè tutti i bambini che hanno un genitore che non lavora o che lavora part-time vanno a casa a mangiare.

vivere in austria

E la domanda sorge spontanea: cosa fanno questi bambini al pomeriggio?

Dopo aver fatto i compiti, ovviamente.
La risposta è semplice: giocano!

Certo, anche gli austriaci fanno sport, i tirolesi poi sono sportivi all’estremo!
Ma lo fanno anche e soprattutto durante il weekend, insieme ai genitori, sportivi anche loro!
Durante la settimana ci sono tanti corsi sportivi, esattamente come in Italia: calcio, rugby, danza, nuoto, ginnastica, hockey…a cui i bambini partecipano numerosi, ma, per quella che è la mia esperienza, con una media di due volte la settimana in età scolare, e mai più di tre.

Chi invece ha entrambi i genitori che lavorano, può scegliere l’opzione del doposcuola, che generalmente offre un servizio di pranzo fino alle 13-14, e uno pomeridiano fino alle 17-17.30.
Chi si avvale del servizio pomeridiano non si avvale di un parcheggio, ma di uno spazio dove idee e corpo sono sempre in movimento: al doposcuola di mia figlia i bambini possono scegliere se andare in giardino, cucinare qualcosa, andare in palestra, giocare con le costruzioni o semplicemente leggere un libro sul divano.
Mia figlia rimane al doposcuola per tre pomeriggi a settimana, e quando la riprendo alle 17 è già pronta per andare a dormire!

Se i bambini vogliono imparare uno strumento musicale, lo possono fare a scuola, tramite le scuole di musica statali, che inviano i propri insegnanti nei singoli istituti in orario pomeridiano.

Si può dire che i bambini siano sufficientemente impegnati durante la settimana senza aggiungere mille attività…mia figlia fa pattinaggio su ghiaccio due volte la settimana, fino all´anno scorso lo faceva una sola volta.
Ci troviamo benissimo perché inizia a ottobre e finisce a marzo, per cui può aggiungere le lezioni di equitazione in primavera, che è anche la stagione più adatta.
L’anno scorso ha integrato con lezioni di circo…un’esperienza davvero meravigliosa a metà tra l’arte e l’acrobatica, che si svolgeva ogni due settimane. Sicuramente continuerà anche quest’anno. Innsbruck è una città piccola, per cui ci si riesce a intercambiare bene tra mamme per le attività pomeridiane, e anche questo aiuta.

Posso dire di non sentirmi un taxi!

In età prescolare invece i bambini fanno davvero pochissimo sport, questo perché al Kindergarten sono sempre fuori, in ogni stagione, con ogni condizione atmosferica…arrampicandosi, rotolandosi, costruendo, modellando…io non ho mai visto mia figlia così stanca come quando la prendevo dal Kindergarten.
Più di un’ora di pattinaggio a settimana sarebbe stato impensabile… sempre considerando che faceva tre pomeriggi.

Una cosa che mi ha colpito a riguardo è stato il pediatra, che ogni volta in cui gli ho portato mia figlia mi ha sempre chiesto se avesse i giusti tempi di riposo, in tedesco Ruhezeit, una parola chiave da queste parti, che indica sostanzialmente il “dolce far niente”. A tale proposito, ogni asilo, scuola e ufficio è dotato di un divano, cuscini, piante…insomma un angolo del riposo in cui riposare il cervello.

A contribuire ai ritmi più rilassati ci sono sicuramente anche gli orari di lavoro.

La stragrande maggioranza delle mamme lavora part-time (non ne ho mai conosciuta una che lavori più di 30 ore), e i papà sono comunque a casa per le 17.30-18 al massimo. In questo modo la cena si serve presto e l´ora della nanna è intorno alle 19-20.00.
Praticamente serata libera garantita! Per chi si chiede come sia possibile per un bambino dormire a quell´ora, credetemi che la vita all´aperto dell´asilo e l´orario scolastico più breve ma molto più intenso fanno sì che i bambini la sera siano distrutti…devo dire anche che a scuola ci si muove molto di più che in Italia: oltre a ginnastica tre volte a settimana, si fanno anche molti giochi didattici in movimento, gite, ecc.

Il weekend in Tirolo è essenzialmente dedicato allo sport, a seconda della stagione: bicicletta, camminate in montagna, passeggiate, sci, parco giochi…che sicuramente non sono attività riposanti, ma contribuiscono a sfogare lo stress. Io spesso mi ritrovo a passare “giornate di niente”, in cui facciamo un gioco di società, guardiamo un film e facciamo una passeggiata vicino casa.
Volendo fare shopping, lo si fa di sabato, entro le 18.00, perché poi è tutto chiuso fino a lunedì!

Ad una vita più rilassata ci si abitua facilmente.

La controindicazione che ho notato in questi tre anni è solo una: allo stress invece non ci si abitua affatto facilmente, ma solo dopo anni di “pratica”… per cui basta una settimana stressante e mia figlia ne risente subito!
Ad esempio se va a letto tardi per diversi giorni di fila (considerate che qui dopo un po` la sveglia alle 6.30 è nel cervello!), o se riceve troppi stimoli. E lo stesso lo riscontro negli adulti di qui, come i colleghi di lavoro, o gli impiegati degli uffici. Si vede che non sono persone cresciute con la resistenza allo stress, e appena si ritrovano con un carico maggiore o con un problema inaspettato vanno in crisi… e come sempre sono dell´idea che il giusto stia nel mezzo!

Rispondi