Ultima modifica 10 Ottobre 2019

 

071759601-e25f6de4-78b6-4728-b5bb-fcb8940606e9Leggo con interesse, e un lieve sorriso, delle proteste in atto in Italia contro i test Invalsi. Nemmeno a me piacevano, come genitore, quando ero in Italia. A volte bisogna semplicemente cambiare punto di vista, ruotare un po’ la sfera del nostro globo e osservare cosa succede fuori dai confini Italiani. Se dovessero protestare anche negli USA contro i test che valutano l’operato degli insegnanti, dovrebbero ribaltare completamente il sistema scolastico.

Ogni anno a Novembre gli studenti del Wisconsin affrontano i WKCE (di cui ho già parlato in questo articolo) che in altri stati avrà un nome diverso ma lo fanno ugualmente. I WKCE equivalgono agli Invalsi: test a crocetta su diverse materie. Dall’anno prossimo cambieranno nome, non lo ricordo già più, e si svolgeranno a Maggio, e saranno completamente online, così da risparmiare anche il tempo di correzione.

Inoltre, nel corso dell’anno, hanno i MAP test (Measures of Academic Progress) che si svolgono a Novembre, Febbraio e Maggio.

E se da una parte viene fornito un esito per le famiglie, dall’altra lo scopo di questi test è quello di valutare LA SCUOLA. Eh sì, perché questa è una società completamente fondata sul marketing. Mi è bastato partecipare ad un incontro di presentazione delle High School locali per capirlo: ogni preside faceva una rapida carrellata delle materie della scuola, delle attività extra-didattiche (fiore all’occhiello di ogni High School), e poi dimostrava ai presenti i grafici dei risultati dei test.  Dimostrare che la propria scuola ha una media superiore a quella dello Stato o, ancora meglio, superiore a quella della Contea, è sicuramente un valore aggiunto. Parlo di scuole pubbliche, sia chiaro.

E perché no?

Voglio dire: se io devo scegliere dove mandare a scuola mio figlio, perché non dovrei poter scegliere in base ai risultati ottenuti da quella scuola? Perché opporsi con tanta veemenza ai test che valutano l’operato della scuola?

Gli studenti non subiscono pressioni perché ogni settimana fanno 4 o 5 test, anche lo stesso giorno. Quindi un test in più per loro non fa differenza. Alle superiori poi hanno esami 4 volte l’anno (al termine di ogni quarter). Quindi perdono facilmente la paura della verifica.

Forse mi sto “americanizzando”? Ma mi pare di non capire pienamente le ragioni di questa protesta.

 

Renata Serracchioli

Nata ad Ivrea, con il mio compagno condividevo un sogno: vivere in America. Ed è grazie a lui e al suo lavoro (il mio l’ho perso a causa della crisi) che il nostro sogno si realizza.

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