Parliamo di porno

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Ultima modifica 18 Giugno 2018

Perché il porno ci fa discutere così tanto?

porno La risposta è semplice: perché ci smuove emozioni contrastanti. Come utto ciò che riguarda le forti emozioni sotterranee, quelle socialmente poco accettate, quelle che mettono a nudo le nostre fantasie e le nostre curiosità, ci attrae e, contemporaneamente, ci provoca repulsione.
Se vediamo un incidente lungo strada, ci fermiamo a curiosare e creiamo pericolose code; compriamo riviste di gossip per vedere il lato “b” delle star, leggiamo storie macabre o ricche di dettagli scabrosi ma, se il tutto è incorniciato in una bella copertina con 50 sfumature di colore, ci sentiamo meno in colpa, tanto lo fanno tutti.

Il fatto è che il voyerismo e la curiosità spinta verso ciò che viene percepito come lontano anni luce da noi, sono proprio pezzetti di noi stessi, ed è proprio questo che ci spaventa e ciò da cui ci allontaniamo, non il film porno in sé: ci sconvolge sentire attrazione, repulsione, disgusto, eccitazione e altre emozioni, in maniera così forte e improvvisa.

La pornografia non è altro che la rappresentazione di fantasie, che tutti hanno, ed è tanto varia quanto unici ed irripetibili sono gli esseri umani; è sempre esistita sotto forme differenti, uccide il desiderio, non è la realtà, è peccato, ravviva l’intimità della coppia, è diseducativa, apre la mente: le abbiamo già sentite tutte, no?

Eppure, tanti la cercano e tanti la rifiutano. Come sempre, in questi casi, ciò che ci viene in aiuto per dare un senso a questo fenomeno e trovare il modo di collocarlo nel nostro “giardino delle idee sulla vita”, è trovare una cornice di significato accettabile per noi, che rientri nel nostro sistema di credenze culturali, religiose, di buon senso, e chi più ne ha più ne metta.

154649992-87d1c552-a4b4-4ca7-b0a1-570aa121dc87La pornografia può stare serenamente fuori o dentro dalla nostra vita, ma una cosa è certa: sebbene il meccanismo di identificazione sia molto forte, complici gli scossoni che proviamo guardando, non è la realtà. Se guardiamo un film di fantascienza, per quanto gli effetti speciali siano ben fatti, non abbiamo dubbi che siano proprio effetti speciali ben fatti. Vedere rappresentate le fantasie è la stessa cosa: sono tanto più emozionanti, quanto più si avvicinano alla realtà, rimanendo comunque la rappresentazione di fantasie, ed è questa la componente che intriga.
Per alcuni ciò può diventare un modo per esplorare se stessi e i propri desideri ma, se non si affronta questo processo con un senso critico, si rischia di prendere dei grandi abbagli e arrivare a vivere una sessualità deludente per noi, insoddisfacente per il partner e vivere in eterno confronto con prestazioni irraggiungibili con partner irreali, dai genitali altrettanto straordinari. A quel punto, allora, non ci resta davvero che il sesso in rete.

La verità è che la conoscenza del proprio corpo e dei segnali, che ci manda, parte davvero da molto, molto lontano.

Laura Vernaschi

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