Rooming-in: l’importanza di stare insieme da subito!

Ultima modifica 16 Aprile 2021

Una volta i bimbi, appena nati, trascorrevano tutto il tempo nella nursery e solo ad orari prestabiliti venivano portati alle mamme per essere allattati.

Molti studi però hanno cercato di capire quali fossero le conseguenze di questo brusco distacco dopo nove mesi di simbiosi. E’ emerso che, se al bambino veniva permesso di restare sempre con la sua mamma, ne traevano entrambi molti benefici.

Rooming in: l’importanza di stare insieme da subito!

rooming-in

A partire dai primi momenti dopo il parto, i livelli ormonali di ossitocina e di adrenalina sono così alti da tenere il bambino molto attivo e favoriscono il processo di attaccamento. Tutto questo continua poi nei primi giorni di vita.

Rooming-in: un beneficio per il neonato

Se vengono garantite l’intimità e la riservatezza adeguate attraverso il rooming-in, i primi attimi insieme diventano momenti importanti per la creazione della nuova famiglia.
Anche al papà bisognerebbe dare fin da subito la possibilità di integrarsi al meglio cominciando a formare un legame con il suo bambino, che sarà tanto più forte quanto prima avverrà.

Anche le strutture ospedaliere si sono adattate.
Molte mettono a disposizione delle pazienti delle camere più ampie per poter tenere le culle dei bambini, occupate da solo due mamme. Altre hanno adibito anche stanze singole, cercando di facilitare una maggiore privacy, per consentire alle mamme di stare con il loro bambino serenamente.

Il rooming-in garantisce anche una buona riuscita dell’allattamento al seno, consentendo un allattamento a richiesta come indicato dalle direttive dell’OMS.

Essendo vicini, la mamma potrà prendere il bambino ed allattarlo ogni volta che lui lo richiede. Inoltre si è visto che la vicinanza alla mamma favorisce al bambino un buon ritmo respiratorio e digestivo, rafforza le difese immunitarie e riduce la sensibilità allo stress.

Insomma, non c’è un solo motivo al mondo per cui il rooming-in non si dovrebbe fare.

Rooming-in: anche la mamma ne trae beneficio.

Dalle varie ricerche è emerso che la mamma che vive fin da subito in simbiosi con il proprio figlio ha un calo delle depressioni post partum, una durata maggiore dell’allattamento al seno e una maggior sicurezza nella gestione del bambino.

Ovviamente le mamme non devono essere costrette a tenere in camera il bambino, soprattutto se il parto è stato molto lungo e stancante o se hanno subito un taglio cesareo.

L’ideale sarebbe che il bambino restasse con la mamma il più possibile.

Anche durante la notte.
Il personale dell’ospedale dovrebbe essere a disposizione per raggiungerla in caso di bisogno. In alternativa dovrebbe avere comunque la possibilità di lasciare il bambino alla nursery per qualche ora per poter recuperare le forze e riposarsi.

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