Snapchat: messaggistica istantanea, sexting e privacy

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Snapchat è una delle tante app di messaggistica istantanea che ha incontrato forti adesioni tra i più giovani decretandone il successo in questo 2013.

Si tratta di un’applicazione che permette di spedire foto e video in grado di autodistruggersi in pochi secondi (da 1 a 10) per questo tra gli adolescenti, ma non solo, è diventata il regno del sexting ovvero lo scambio di materiale a sfondo erotico.

Il suo creatore, il 23 enne Evan Spiegel, dichiarava che a febbraio scorso gli snap (foto e video) inviati ogni giorno dagli utenti erano circa 60 milioni ma un mese fa la stessa Snapchat ha confermato che sarebbero saliti a più di 400 milioni.

Da alcune ricerche risulta che proprio i giovanissimi stanno passando da Facebook alla piattaforma di Snapchat e che il 70% degli utenti sia costituito da ragazze tra i 16 e i 19 anni, tanto che a giugno è stato lanciato anche la piattaforma Snapkidz dedicato agli under 13.

Snapchat

Con queste premesse positive, Snapchat non poteva non destare gli interessi di un colosso come Facebook che inizialmente aveva offerto un miliardo di dollari a Spiegel per acquisirla per poi alzare la posta fino a 3 miliardi senza però concludere l’affare.

In aggiunta a tutto questo, negli ultimi aggiornamenti di Snapchat è stata inserita la funzione Replay che a fronte del concetto di autodistruzione sopra citato, permetterebbe invece di visualizzare un messaggio ricevuto per la seconda volta.
Per ora è possibile utilizzarla una sola volta al giorno, rimanendo nella stessa sessione (cioè senza uscire dall’app) e a quanto pare solo con l’ultima snap ricevuta.

La funzione Replay però, se da un lato può essere un gradito regalo agli utenti di Snapchat, rende la pratica del sexting ancora più rischiosa come emerge dalle considerazioni di Techcrunch:

Il punto forte di Snapchat è che una volta che qualcuno aveva visualizzato il tuo snap questo continuava a vivere solo nella sua imperfetta memoria, questo portava gli utenti a spedirli con leggerezza e senza troppa cura, caratteristica che ha reso l’app un servizio del tutto peculiare rispetto agli altri in circolazione.
Adesso chi riceve una foto può verificare la sua prima impressione, mostrarla ad altri o prendere un’altra camera o un telefono e rubarla.

Come sempre non è quindi tutto oro quel che brilla considerato soprattutto che già da maggio scorso, un’azienda come la Decipher Forensics aveva evidenziato che gli snap non venivano autodistrutte ma salvate direttamente sul terminale dell’utente in una directory che poteva essere facilmente identificata dai più esperti recuperando anche la lista dei contatti registrati sul dispositivo.

A queste segnalazioni però la Snapchat Inc. non aveva dato troppa importanza, aveva rilasciato alcuni aggiornamenti ma senza risolvere definitivamente le sue criticità.

Inoltre già ad agosto la Gibson Security aveva scoperto un’ulteriore falla di sicurezza tramite la quale era possibile registrare utenti di massa per creare account vuoti e identificare gli utenti in possesso di un account su Snapchat, tramite il numero telefonico usando la funzione Find friends.

Anche a questa segnalazione però la Snapchat non aveva dato seguito per questo la Gibson Security ha ri-sollecitato Spiegel proprio a Natale spiegando che sarebbero bastate solo 10 line di codice in più per non mettere a rischio la sicurezza dei suoi utenti. Da una stima infatti è stato calcolato che questa falla permetterebbe di rintracciare circa 5.000 utenti al minuto ecrearsi una database di circa 290 milioni di account.

In risposta a questo ultimo appello la Snapchat Inc. ha di recente affermato che sta lavorando per implementare delle contro-misure di sicurezza che rendano più robusta la funzionalità Find friends e che siano in grado di combattere spam ed abusi.

Sta di fatto che la soluzione non è ancora stata applicata e per ora non è dato sapere quando e se verrà posto rimedio a questa grossa falla.

 

Tiziana D’Andrea

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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