Ultima modifica 3 Giugno 2021

Non si può controllare tutto. Anche per una mamma organizzatrice è importante sapere mettere un freno.

Ritengo possa fare parte dell’essere mamma quella capacità di organizzare, pensare, incastrare, pianificare, e quant’altro possa far parte di questa categoria di pensieri ed azioni.

Il che sembra normale.
Se non lo fa una mamma, chi altro lo può fare?!

A tutto però c’è un limite e, a volte, capita di superarlo.

Penso a tutte quelle situazioni dove questa capacità di controllo diventa come un’ossessione. Mi spiego.

mamma organizzatrice

Una mamma mi raccontava della sua “settimana tipo”.

Ogni giorno era perfettamente pensato, ogni ora era pazientemente strutturata e riempita di un qualcosa che riguardasse sia la famiglia che la casa. Cose da pulire, panni da stirare, giochi da sistemare, persone da chiamare, appuntamenti da fissare, spesa, cucina, eccetera, eccetera.
Immagino siano cose tutte familiari per ogni mamma.

Ma come fare a farci stare tutto?

Non so quale sia la vostra esperienza ma, per me, è impossibile.
Parlando con la mamma in questione, ad un certo punto, ciò che balzava all’occhio era il fatto che di tempo da trascorrere con il proprio bambino non ce n’era affatto oppure c’era ma era suddiviso tra il bambino e le millemila cose da fare.

Due sono le riflessioni che abbiamo potuto condividere io e lei assieme.

Riflessioni semplici, nulla di troppo psicologico, ma utili a porre due domande e a fissare bene in mente le risposte, come una sorta di post it sul frigorifero o sul calendario.

Il primo pensiero ha due opposti: qualità versus quantità.
La mia risposta, e qui lo scrivo come psicologa, è la qualità.
Non importa la quantità di tempo che si ha da trascorrere assieme ai propri figli o alla propria famiglia.L’ingrediente fondamentale è la qualità ovvero, detto in altri termini, basta avere anche poco tempo ma speso bene.

Se poi è tanto, ancora meglio.
Però, quel poco che si ha, tra le millemila cosa da fare, se si decide di dedicalo ai propri figli, così si deve fare. Quindi, niente smartphone, niente pensieri altrove, niente cose da fare che non siano indirizzate alla relazione e allo stare assieme. 

Questa mamma, ad esempio, mi diceva: “mentre sono con lui stendo”.

La mia riflessione è questa: per chi stendi?
Se la risposta è lo stendere come una delle varie faccende che una mamma deve sbrigare, allora non è tempo di qualità da dedicare al proprio figlio, se invece stendere può rappresentare un’attività da fare assieme, perché lo chiede il bambino, ha piacere a farlo e a condividere il gioco con la mamma, allora assume tutto un altro significato, accettabile, dal mio punto di vista.

Il secondo pensiero a riguardo è: possiamo lasciare andare delle cose?

Qui rispondo come mamma.Mamma organizzatrice 😛
Le “cose” che ci sono da sbrigare a casa, come donna, mamma, moglie e quant’altro, sono davvero tante. Spesso però ci sovraccarichiamo da sole. Allora, io ho trovato utile questa domanda, che mi ha permesso di riflettere su cosa posso trascurare, lasciar andare, e cosa no. 

E’ in questa suddivisione che ci si libera dal vincolo del controllo eccessivo, inteso a volte come ossessione, e si può godere del tempo a disposizione che si ha. 

Sono mamma di una splendida bambina. Terapeuta EMDR, Psicoterapeuta (specializzata in psicoterapia dell'infanzia, dell'adolescenza e delle coppie), Consulente per il Tribunale di Varese in materia di separazione/divorzi e Formatrice in progetti di prevenzione al maltrattamento ed abuso infantile. La psicologia non è solo un lavoro ma una vera e propria passione.

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