Vizi, vizietti e stravizi!

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donna-che-fuma

Ultima modifica 29 Gennaio 2016

Mi ci vuole una pausa! Sono più o meno le 16,30 … la giornata è stata intensa e pesante e ho finito di fare qualunque cosa facessi. Me la merito una pausa. Un bel caffè, una chiacchiera con un’amica a parlar di vestiti e vestitini e una sigaretta. Ebbene sì, la sigaretta. Mia cara amica nei giorni sui libri, nelle scappatelle da liceali, nelle serate tra amici  e mia acerrima nemica nei giorni da mamma.

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Io fumo, non ne vado fiera, ma tant’è … è così… Mi piace dire “fumacchio”: perché, ogni tanto … ho pause di “non fumo” che durano settimane, giorni o anche mesi. Il caso volle che quando scoprii di essere incinta ero in una pausa “non fumo” che è durata, da allora, più di due anni! Ora ho ripreso e devo proprio confessarlo: mi piace! Forse perché mi da un senso di pausa, di libertà. Mi da l’impressione di mantenere il legame con la vita precedente, la vita da non-mamma. Ohilà! non è che sia passato un secolo eh, è stato qualche momento fa. Un attimo! Ma la sigaretta mi toglie quel senso di “privazione” (lasciatemi passare il termine) che mi ha lasciato la maternità. Vizi, vizietti e stravizi ai quali dobbiamo rinunciare da mamma. E che nessuna osi dire (o pensare) che non sia cambiato niente.

Comincia tutto con la gravidanza: addio a cibi piccanti, aperitivi (l’analcolico non conta!), nottate a ballare,  vestitini attillati e tacco 12, pesce crudo e via così.

Qualche rinuncia l’abbiamo fatta. Alcune ci sono costate meno, altre hanno comportato sacrificio (personalmente, rinunciare ad alcuni piatti e a qualche bicchiere mi è costato proprio tanto), molte non si sono nemmeno accorte di aver fatto “NO” col capo all’offerta di un bel calice di vino.

Superi i novi mesi abilmente, dribblando tra alcol, sushi, e scampagnate all’aperto (dovevi usare il bagno ogni 3 ore: la montagna più selvaggia non faceva per te, tantomeno per i tuoi piedi gonfi), ti riprendi le tue forme, rientri nei vestitini attillati e rimetti pure il tacco 12 (oddio …. magari quando il pupo inizia a camminare scendi a 6 o 7) e finalmente puoi anche andare a recuperare dal giapponese o fare scorta di cibi super piccanti messicani. Siamo mamme, mica sante!

Vero è, però, che ci sono cose che non “collimano” molto con la vita da mamma. Alcune cose sono dannose per la salute dei nostri figli (in primis il fumo, lo so), ma certo non puoi nemmeno portarteli a ballare o a mangiar pesce crudo e piccante!

Io non fumo in casa ed evito di farlo quando la mia persichella è nei paraggi (il solo pensiero che possa imitarmi, anche solo nei gesti, mi rende nervosa e molto poco fiera della sigaretta). Ma ci sono cose che, semplicemente, senza necessariamente nuocere alla loro salute, possono influire negativamente sul loro comportamento. Non è proprio il miglior esempio di educazione (secondo me) andare a prendere la bimba a scuola e mostrarle l’ultimo tatuaggio (che sia una scimmietta, la farfallina tanto chiacchierata degli ultimi mesi o un super tribale formato 20×20 a colori)  che abbiamo appena fatto in un qualche laboratorio stile dark, da un fustone sudaticcio vestito solo di gilet in pelle nero e piercing. Il riferimento è allo spot che la Renault ha mandato in onda qualche tempo fa per pubblicizzare la nuova Twingo. (Ad ogni mamma sarà saltata all’occhio). Io mi sono solo chiesta: esistono veramente mamme che sfidano le figlie all’ultimo tatuaggio? Non condanno una mamma tatuata, sia chiaro. Tanto meno la libertà di fare del proprio corpo quel che si vuole. Io non ho mai fatto nemmeno i buchi alle orecchie, quindi mia figlia non vedrà mai un piercing brillantinoso sul mio ombelico, ma non ho assolutamente nulla in contrario alla decisione di tatuarsi il corpo o aggiungere brillantini!  È il messaggio che lancia questa mamma, che mi fa riflettere e mi confonde. Siamo all’uscita di scuola,  mica torna da un rave party. Ma forse è solo questione di punti di vista.

Ho sempre pensato: “meglio viziosi che virtuosi”, e del resto la vita è una (secondo me no, ma questo è un altro argomento) ed è giusto viverla godendoci ogni attimo, vizi e stravizi compresi. Però converrebbe ricordare, sempre, che orami la nostra vita, tanto nostra non lo è più, ora appartiene anche ai figli. Qualche compromesso sarebbe necessario e inevitabile. Ma anche questo è solo questione di punti di vista.

Leida Leg

6 COMMENTS

  1. anche io fumo. mannaggia a me.
    ho smesso in gravidanza e con molto sacrifico e ho ricominciato appena possibile. ma diciamo che lo spiego sopratutto per un due mjotivetti. uno futile. mi piace. l’altro è che nel periodo dopo la nascita del nano mi hanno ricoverata in ospedale, ho eprso mia mamma e ho avuto una crisi post partum muica da ridere…la sigaretta eraed è rimasta il mio essere quella che sono. visi e stupidaggini compresi.
    mi limito davanti al piccolo. cerco di non deviarlo ai miei errori.
    ma ho un tatuaggio, anzi due. e io non credo che siano ne la sigaretta ne il tatuaggio a fare una mamma milgiore o meno. come non l’anello al naso o il colore dei capelli…ma solo quanto e come li ami. essere diversi dalla ” normalità ” anche se in piccole cose ( qualche sigaretta e due tatuaggi contenuti….)non è un male o qualcosa da nascondere. l’esempio lo dai a tuo figlio anche nell’ammettere che non sei perfetta. ma che sei ho sbagliato non è detto che debba farlo anche lui. certo è più difficile insegnare una cosa se sbagli tu per prima. è una sfida. una delle tante. ma non lo è tutti i giorni convincerlo a crescere generoso, altruista. buono e gentile. educato. sognatore ma concreto. con dei sogni ma da realizzare ?
    la mamma della pubblicità non incita a fare un atatuaggio più grande alla figlia. vuole essere un gesto di complicità. in cui una mamma giovane si misura con una passione epr la filgia verso i tatuaggi mostrando che il suo in realtà è più grande. forse dicendole anche che non c’è nulla di male. che non di deve demonizzare il tatuaggio in se ne scelte diverse da quelle diciamo più consuete…
    la pubblicità va anche interpretata e si può darne a volte certo, non sempre, un significato diverso da quello apparente.
    io spero solo che se mai mio figlio vorrà tatuarsi melo dica. mi spieghi cosa vuole taturasi e perchè. per il resto il corpo è il suo. io spero solo che sia sano. il resto conta poco davvero.
    baci. ( scusate la lunghezza…)

  2. Diventi mamma e il tuo punto di vista cambia!è così!è inevitabile!ed è soprattutto legittimo!non c’è nulla di male, di diverso, tantomeno di sbagliato, in un tatuaggio o nei buchi all’ombelico, (nella sigaretta, si!invece, ahimè!)! A prescindere dal prodotto, la pubblicità lancia un messaggio: “personalità in movimento!”!!!la mamma in questione non fa una grinza di fronte al tatuaggio che la figlia si è fatta a sua insaputa, ed è questo che mi lascia perplessa!(oltre al fatto che c’è ben poco “realismo” in questa cosa!!!secondo me!)…poi la sfida: “il mio è più bello e più grande!”…io ci vedo: “figlia mia fai quello che vuoi e non mi interpellare! Siamo come due grandi amiche!!!” Però … scusate …se siamo grandi amiche, perchè caspita non me ne hai parlato???

  3. È una pubblicità idiota.
    D’altronde la Renault ha pubblicizzato altre auto trattando da sfigati i genitori o aspiranti tali (la ragazza davanti alla vetrina del negozio per bambini che è più interessata alle scarpe della commessa, il giovanotto che va a prendere la fidanzata maestra e viene invidiato dai poveri padri di famiglia), quindi…
    Comunque un tatuaggio non lo vedo proprio come un vizio, è piuttosto come un taglio di capelli, solo che è permanente. E non danneggia nessuno se non chi se lo fa, a differenza dei veri vizi.

    • lo devo dire Sara…le pubblicità di cui parli mi rendono nervosa!!!mi infastidiscono!!!sembra vogliano dire: la mia priorità ora sono le scarpe e la fidanzatona strafiga … “poracci” questi che vengono a prendere i figli!!!!… ok!la vita è fatta di priorità! ma il senso dello spot quale sarebbe? meglio l’auto oggi che la famiglia domani?contenti loro!

  4. la pubblicità a cui fai riferimento è davvero assurda. Va bene che la ragazza è oramai grande e puo’ decidere cosa fare da sola ( anche se su questo avrei qualche cosa da dire ) ma come puo’ passare il messaggio che il tatuaggio fatto è troppo piccolo e va fatto più grande? e che sia proprio la madre ad invitarla a farlo.
    ma soprattutto mi domanda, cosa c’ entra questo con la vendita delle macchine? si vende di più perchè i ragazzi sanno che possono farsi il tatuaggio? non so… secondo me dovrebbero cambiare pubblicitari per ogni ragazza che catturano con questo escamotage, perdono 10 mamme.

  5. sono daccordo con te, Mirna.
    ai miei tempi non si sarebbero mai sognati di fare una pubblicità del genere. ma come diavolo è possibile far passare un tale messaggio?
    non sono bigotta, per carità..
    ho tutti i vizi possibili, fumo e adoro il buon vino. Ma non vedrei mai di buon occhio una pubblicità che dice ” fuma” oppure ”bevi”.
    Mah, le cose sono proprio cambiate.

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