Autismo, qualcosa si muove

Ultima modifica 23 Febbraio 2018

 

Ci sono molti episodi d’abbandono della scuola. In alcuni casi, sono bambini o adolescenti affetti d’autismo che, nonostante l’impegno degli insegnanti e la tenacia dei genitori, sono costretti a lasciare la scuola, perché la loro gestione diventa sempre più complicata.

autismo24Da qui, la decisione sofferta, dell’istituto di chiederne l’allontanamento.

Magari, parliamo di un adolescente come gli altri, che ama la pizza e il bowling, ma vittima di una malattia, che fa soffrire lui e le persone che gli stanno vicino per quell’imprevedibilità, quella difficoltà che, a volte, diventa impossibilità a comunicare con il mondo esterno.

Dell’autismo si parla tanto, oggi, ma si continua a sapere poco, nonostante sia stato calcolato che le persone affette, solo in Italia, sono circa 400mila: 1 su 150 solo i bambini, seppure non tutti i casi siano gravi nello stesso modo.

A volte, però, si ha un po’ di fortuna: la famiglia incontra realtà come la Fondazione Oltre il Labirinto con cui, grazie al supporto di personale specializzato, si può iniziare a seguire terapie mirate e continuative, che portano il bambino/adolescente a raggiungere un certo grado d’autonomia e a svolgere molte attività in cui, necessariamente, si deve relazionare con gli altri.

autismo23Nasce così il Villaggio «Godega 4Autism», il primo esempio europeo di cohousing (comunità residenziale a servizi condivisi) per autismo.

Il Villaggio – che prende il nome dal comune di Godega di Sant’Urbano, dove si sta sviluppando – è pensato come una struttura lavorativa, terapeutica e, in futuro, anche residenziale, dove le persone autistiche non saranno isolate, ma potranno restare vicino alle loro famiglie.

Ispirato a modelli come Roses for Autism in Connecticut, alle tante “agricultural communities” del Midwest e all’italiana Cascina Rossago, il Villaggio si è dato uno “sprint” imprenditoriale con la creazione di “Opera della Marca”, una cooperativa in cui lavorano alcuni ragazzi supervisionati dagli educatori.

Dal loro lavoro è nata la Hug bike, – la “bici degli abbracci”  – un tandem speciale adatto alle famiglie e, soprattutto, ai ragazzi disabili che, stando seduti tra il manubrio e il guidatore, riescono ad avere il controllo della bicicletta.

autismo22Per proseguirne la realizzazione, finanziare le attività formative, educative e socio-integrative già avviate e aumentare il numero di servizi offerti, la Fondazione lancia una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi con SMS solidale al 45506, attiva dal 1 al 20 aprile. 

Magari, diamo una mano anche noi.

Paola Lovera

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