Barcellona con i bambini, il nostro viaggio in tre [Reportage]

0
1972

Ultima modifica 7 Maggio 2021

Quest’anno le vacanze scolastiche ci hanno regalato un lungo ponte da Pasqua al 1 maggio, e non potevamo non approfittarne! Perché scegliere Barcellona? Perché è vicina e ci si arriva con un volo di un paio di ore, perché il clima è ottimo, è una città allegra e colorata e che si gira molto facilmente, e ovviamente per le opere di Gaudì! Barcellona è la meta ideale con i bambini, che sono accolti amichevolmente in tutti i locali.

Barcellona con i bambini: pianifichiamo il viaggio!

Siamo a Barcellona dal 24 al 27 aprile, mamma, papà e Lucrezia, 7 anni.
Non sono molto giorni e siamo in un periodo di punta, dobbiamo quindi pianificare al meglio il viaggio e prenotare in anticipo le visite, altrimenti rischiamo di non vedere nulla.

Per prepararci usiamo due guide: la guida di Barcellona del Touring Club Italiano e Cartoville Barcellona con i bambini, sempre del Touring.

Partiamo con un comodo volo Alitalia, che ci permette di essere a Barcellona nel primo pomeriggio, e per l’alloggio scegliamo l’Ohla Hotel al Barrio Gotico, un boutique hotel molto bello e in posizione centralissima che permette di raggiungere le principali attrazioni a piedi e pieno di localini in cui mangiare.

Lucrezia è abituata a viaggiare ed è una grande camminatrice, quindi ci muoviamo molto a piedi, ma poiché Barcellona è una città molto grande facciamo anche l’abbonamento per i trasporti pubblici Hola BCN per 48 ore.

Barcellona con i bambini: giorno 1 l’acquario

Per il primo giorno abbiamo scelto di visitare l’acquario di Barcellona.
Biglietti già acquistati online, quindi non dobbiamo perdere tempo in lunghe code.
Abbiamo il tempo di arrivare passeggiando per il Barrio Gotico, la Cattedrale, Placa Reial e lungo la Rambla e ci fermiamo anche a fare qualche foto sotto la statua di Cristobal Colon.

Barcellona con i bambini Barrio Gotico

Barcellona con i bambini Barrio Gotico

L’acquario si trova nella zona del Port Vell, subito dietro il centro commerciale Maremagnum. La struttura ha 35 vasche, oltre 11.000 pesci di 450 specie diverse, un’enorme vasca oceanica in cui nuotano squali, razze e altri grossi pesci con uno spettacolare tunnel sottomarino lungo 80 metri, che percorriamo mentre grossi squali nuotano sulle nostre teste. Abbiamo visto anche coraggiosissimi sub in immersione tra questi splendidi, ma inquietanti, abitanti dei mari.

Barcellona Acquario

All’interno della struttura c’è anche una bell’area giochi per i bambini, impossibile annoiarsi! Anzi impossibile uscire!

Barcellona Acquario giochi bambini

Per la cena scegliamo un ristorante nella bella Plaça Reial, pan de tomate e paella con sangria.

Barcellona con i bambini: giorno 2

Oggi il tempo non è bello, grandi nuvole si avvicinano.
Mentre papi, grande appassionato di calcio, visita il Camp Nou, noi ragazze prendiamo la metropolitana e scendiamo alla fermata Barcelloneta/Villa Olimpica e poi dopo una breve passeggiata al mare, verso il Parc de la Ciutadella.

Camp Nou Barcellona

Il parco è il vero polmone verde della città, ricco di elementi di interesse storico e culturale. All’interno del Parco si trovano tra le altre cose la ricostruzione gigante di un Mammuthun laghetto, lo Zoo di Barcellona e anche il Parlamento della Catalunya.

Nel parco ci sono anche delle aree gioco attrezzate per bambini più piccoli, Lucrezia ha protestato vivacemente per la mancanza di giochi per la sua età. La nostra attenzione è stata comunque catturata dalla Cascata Monumentale, uno dei luoghi più spettacolari del parco, e dal “Bollaio del Parco”, con cui abbiamo anche collaborato!

Barcellona Parc de la Ciutadela Cascata monumentale

Dal parco prendiamo un tram che ci porta di nuovo nei pressi della Rambla, ci fermiamo a mangiare qualcosa al Bosc de Le fades, un bar un po’ kitsch ma molto suggestivo, che si trova accanto al museo delle cere. Noi vi consigliamo la visita, è davvero divertente!
Potete anche entrare solo per dare un’occhiata, oppure scegliete un tavolo e poi recatevi al bancone per ordinare.

Dopo il break proseguiamo la passeggiata sulla Rambla Del Mar, tra artisti di strada, bancarelle e negozi. Nel frattempo fortunatamente è anche uscito il sole, e possiamo goderci la visita a Parc Güell.

Alla scoperta di Gaudí a Parc Güell

Gaudí e Barcellona sono un binomio inscindibile, e Parc Güell è una delle opere più conosciute dell’artista Catalano.

Per arrivare al parco prendiamo la metropolitana e coraggiosamente ci avviamo a piedi verso una delle entrate, che ci porta però verso l’ingresso più a nord, nella zona gratuita.

Consiglio: non fatelo, ci sono delle comode navette che vi portano all’entrata principale, io durante una di queste salite ho avuto delle visioni mistiche! Per accedere all’area monumentale utilizzate l’ingresso sud.

Dopo una lunga serie di salite (non tutte con scala mobile funzionante) e una ancor più lunga passeggiata nel bosco, eccoci arrivati nella parte monumentale del parco, che ci ripaga delle fatiche.

Parc Güell nacque nel 1900 per volontà dell’imprenditore Eusebio Güell. L’idea originale era quella di creare un insieme di alloggi di lusso. Il progetto fu affidato ad Antoni Gaudí. Gli edifici residenziali però non furono mai realizzati, e l’area fu trasformata in giardino municipale nel 1926 e nel 1984 l’UNESCO dichiarò il Parc Güell patrimonio dell’umanità.

La visita alla parte monumentale del parco è a pagamento, anche in questo caso abbiamo acquistato online i biglietti, scegliendo giorno e ora di ingresso.

Una delle prime opere che si vede arrivando è la famosa scalinata con la Salamandra, l’emblema di Parc Güell. In cima alla scala si trova il Tempio Dorico, una foresta di 88 colonne che ricordano una foresta. Continuando a camminare si arriva al il Banc de trencadis, un altro dei luoghi simbolo del parco, una lunghissima panchina rivestita di ceramica realizzata dall’architetto Josep Maria Jujol. Il Banc si sviluppa lungo il perimetro della Plaça de la Natura, una grande terrazza ricoperta da mosaici di ceramica da cui si gode una delle migliori viste della città.

Parc Guell ingresso Barcellona con i bambini Barcellona Parc Guellna con i bambini Parc Guell

Curiosità: sapete che in Italia c’è un parco che si ispira a Parc Güell? È il Giardino dei Tarocchi e si trova in Toscana!

Trovate a questo link il racconto della nostra visita.

La giornata intensa su conclude con la cena all’Hard Rock Cafe, per noi una tradizione!

Barcellona con i bambini: giorno 3

Iniziamo con una passeggiata nel bellissimo Passeig de Gràcia, dove si trovano gli edifici più famosi di Gaudí, Casa Batlló e la Pedrera. Il quartiere è molto elegante, oltre alle opere di Gaudí ci sono bellissimi negozi, caffè e ristoranti.

Casa Batllò Barcellona

Casa Batlló è in ristrutturazione, decidiamo di non visitarle anche perché abbiamo prenotato la visita all’opera più visionaria di Gaudí, la Sagrada Familia.

Sagrada Familia BarcellonaAnche in questo caso biglietti acquistati in anticipo online prima di partire, molte persone ne erano sprovviste e hanno dovuto rinunciare alla visita perché la prima disponibilità era per due giorni dopo! I biglietti purtroppo prevedevano l’audioguida solo per gli adulti, quindi il papà si è sacrificato e ha ceduto la sua a Lucrezia, che ha seguito con estremo interesse tutta la spiegazione. Non ci è stato possibile visitare le torri per il troppo vento, la visita è comunque imperdibile, la Sagrada Familia è forse l’opera più rappresentativa di Gaudí.

Sagrada Familia Barcellona

Dopo la visita ci spostiamo verso il Barrio Gotico, e troviamo un locale delizioso dove mangiare, La Bodega la Palma. Il locale è rustico e lontano dalle vie più battute, inoltre siamo gli unici turisti e questo è un punto a favore. Infatti mangiamo molto bene e qui assaggiamo anche la crema catalana. Torniamo sempre passeggiando per il Barrio Gotico verso l’hotel, per prepararci per la serata.

Bodega la Palma Barcellona

La giornata si conclude con un del tutto dimenticabile spettacolo di Flamenco. Non era pianificato e abbiamo trovato al volo un locale nel Barrio Gotico. Come recensione lascio il commento di Lucrezia “mamma, ma non si vergognano questi?”. Ricevuto, la prossima volta sceglieremo meglio!

Per la cena torniamo a Plaça Reial. La piazza è sempre molto vivace e piena di gente.
Da segnalare che i lampioni e la fontana delle Tre Grazie sono di Gaudí. Sotto i porticati che caratterizzano la piazza ci sono numerosi ristoranti.

Plaza Reial lampione Gaudì

Il nostro ultimo giorno a Barcellona

Siamo alla fine del viaggio. Concludiamo con la visita alla bellissima basilica di Santa Maria Del Mar, la Cattedrale del Mare, protagonista dell’omonimo romanzo di Ildefonso Falcones e de Il gioco dell’angelo di Carlos Ruiz Zafon. La basilica fu costruita tra il 1329 al 1383 con il contributo dei pescatori e degli artigiani di questo quartiere popolare. Ha subito molti danni ed è stata più volte ricostruita. Curiosità: in una delle vetrate è presente lo stemma del Barcellona calcio!

Santa Maria del MarSanta Maria del Mar Santa Maria del Mar Santa Maria del Mar

Finiamo in bellezza (e bontà) il nostro viaggio pranzando al mercato de La Bouqueria. Ci arriviamo passando davanti al mosaico Plas de l’Os dì Mirò, che si trova alla fine della Rambla.

Cosa possiamo dire della Bouqueria?

E’ perfettamente in linea con lo spirito gaudente della città, colpisce l’attenzione e la cura con cui vengono esposte le merci, la frutta perfettamente tagliata, i salumi, i pesci e anche tanti stand dove fermarsi a mangiare. Ne scegliamo uno e andiamo a tapear per l’ultima volta con pan de tomate, paella e sangria.

La Bouqueria Barcellona

La Bouqueria Barcellona La Bouqueria Barcellona La Bouqueria Barcellona La Bouqueria Barcellona

Addio città meravigliosa, portiamo con noi il ricordo dell’atmosfera magica, il calore della gente, i colori delle opere dei suoi artisti, i profumi della Bouqueria (e un abito da flamenco, alcuni capi d’abbigliamento da Mango, una palla e un peluche a forma di pallone del Barça, delle espadrillas di Toni Pons… Quasi tutto per la gnoma, ovviamente!)

Barcellona partenza e Beanie Ballz ty

Paola Infanti 51 anni, romana, una lavoro, un marito, una figlia, e poco tempo libero. Cintura nera di shopping. Amo l'arte, il cinema, i viaggi, il vino e il buon cibo.

Rispondi