Ultima modifica 10 Ottobre 2019

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Stamattina leggevo l’articolo di Ylenia: “Compiti delle vacanze: troviamo il nostro senso” e mi sono subito ricordata dei libri che davano anche ai miei figli per fare i compiti. Ricordo che lasciavo loro sempre un paio di settimane di relax totale dopo la fine della scuola, e poi si cominciava. Al ritmo di 5 pagine al giorno, weekend esclusi. E’ sicuramente stato più facile quando entrambi erano a scuola così li facevano insieme. Ma era un tormento.

Una delle prime cose che ho notato appena i miei figli hanno cominciato la scuola qui negli USA, è la quantità di compiti (homework) che danno a scuola.

Ricordo che, come rappresentante di classe, quando ero in Italia spesso sentivo genitori lamentarsi perché i compiti rovinavano i fine settimana delle famiglie. Sì perché c’era questa regola che i compiti non dovevano essere dati un giorno per l’altro ma doveva esserci un fine settimana nel mezzo. E’ ancora così?

Arrivati qui ho invece notato che i compiti venivano dati un giorno per il successivo e non pochi. Prevalentemente Matematica e Grammatica. Per noi all’inizio significava stare ore e ore a farli: dovevo aiutarli a leggerli con la pronuncia esatta, tradurli, spiegare riga per riga la regola e poi ritradurlo al contrario. Poi, pian piano, i tempi si sono ristretti. Ma i compiti restavano.

Quasi mai però venivano dati il venerdì per il lunedì: il fine settimana è considerato sacrosanto!

Poi sono arrivate le vacanze di Natale e mi ero preparata al peggio. Invece scopro che nessuno dei due aveva compiti. Come mai? Mi hanno detto, con sguardo stupito, che le vacanze sono vacanze. Bene!

E la stessa cosa è stata per le vacanze estive. L’unica raccomandazione che fanno è di leggere almeno 15 minuti al giorno.

Va bene riempirli di compiti durante la settimana nel corso dell’anno scolastico, ma le vacanze e i fine settimana sono considerati momenti importanti da passare con la famiglia. Giusto? Sbagliato? Chi lo sa? Mi piacerebbe mettere a confronto insegnanti favorevoli e contrari e vedere chi vince… SE mai ci fosse un vincitore. Ma quando penso che forse dei compiti andrebbero fatti, se non altro per mantenere fresca la memoria, penso sempre a quel giorno che mio figlio mi disse “Sono tutto il giorno a scuola fino alle 4, non abbiamo nemmeno un intervallo per socializzare, torno a casa e ho da fare i compiti e non ho mai consegnato in ritardo.” Non avevo argomenti per controbattere. In fondo i loro voti mi fanno pensare che la loro memoria è piuttosto buona.

 

Buone vacanze a tutti!

Renata Serracchioli

Nata ad Ivrea, con il mio compagno condividevo un sogno: vivere in America. Ed è grazie a lui e al suo lavoro (il mio l’ho perso a causa della crisi) che il nostro sogno si realizza.

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