Ultima modifica 24 Agosto 2020

Qualche giorno fa in redazione ci eravamo interrogate su una notizia letta in rete, che annunciava la cancellazione della mammografia preventiva del tumore al seno dagli screening gratuiti per le donne dai 45 anni in su.

Tumore al seno, Ottobre mese della prevenzione

tumore al seno

Non è stato difficile capire che era una bufala.

Sembrerebbe infatti che questo testo (lo riportano interamente alcuni siti specializzati in “smascheramento” bufale) era circolato oltre un anno fa, pubblicato per la prima volta sulla pagina facebook proprio di un’infermiera, che in procinto di buttarsi in politica aveva diffuso informazioni “specialistiche” false e tendenziose (almeno a quanto si legge su questo sito qui ).

Noi abbiamo comunque approfondito ulteriormente, perché l’argomento ci toccava da vicino, e vorremmo oggi dare qualche altra notizia, per così dire di servizio, proprio sul finire di questo ottobre, che oltretutto è il mese della prevenzione del tumore al seno.

Lo scorso anno il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (quella della figuraccia del fertility day per precisione), aveva emanato un decreto che di fatto avrebbe cancellato oltre 200 prestazioni gratuite, in alcuni casi.

Ovvero al verificarsi di certe condizioni sarebbero state prescritte, ma la responsabilità della prescrizione sarebbe ricaduta sul medico di famiglia.

Esempio: prima se un paziente andava dal proprio medico curante per avere un esame del colesterolo, questi lo prescriveva senza remore. Per effetto del decreto Lorenzin invece, a partire da gennaio di quest’anno, l’esame sarebbe stato prescritto, e dunque effettuato a carico del SSN a patto che fossero esistite alcune condizioni come la variazione di dieta, sintomi di patologie derivanti da ipercolesterolemia, assunzione di farmaci o cose così. Viceversa l’esame sarebbe stato a pagamento.

Da questo elenco di oltre 200 prestazioni tagliate non rientrava comunque la mammografia preventiva per il tumore al seno (questo l’elenco completo ).

tumore al seno

Durante quest’anno però questo decreto è stato più volte oggetto di discussione, anche da parte del Ministero stesso.

La pietra dello scandalo infatti non era solo il fatto che molte prestazioni in esenzione venivano eliminate, ma principalmente che la responsabilità di queste cadeva direttamente sul medico curante, il quale doveva render conto al Ministero se realmente necessarie o no.

In pratica il Ministero chiedeva conto della spesa sanitaria ai suoi impiegati, i quali si sono rivalsi sui pazienti, facendo leva sul lato economico della questione.

In ogni caso sembrerebbe che durante il corso di quest’anno il Ministro Lorenzin abbia fatto un passo indietro, e questo “Decreto appropriatezza” sia stato modificato.

Il Decreto appropriatezza non ribadiva comunque la cancellazione o meno di questi 200 e passa esami, ma chiedeva ai medici che verificassero l’appropriatezza della richiesta da parte del paziente. Si parlava di Condizioni di vulnerabilità sanitaria e sociale, ovvero condizioni nelle quali il medico avrebbe dovuto indagare per decidere se far pagare o meno le analisi richieste dal paziente.

Il 25 marzo di quest’anno, ad ogni modo, una circolare del Ministero aveva ridisegnato l’accordo con le associazioni dei medici e rivisto le condizioni di erogabilità e prescrivibilità di quegli esami oggetto della disputa (Fonte Il Sole24ore ).

Per tornare invece all’argomento tumore al seno,  piuttosto che prendere parte ad una discussione politica, crediamo sia importante sottolineare l’importanza della prevenzione.

tumore al seno

E per capire ancora meglio cosa fare, siamo andate a controllare proprio sul sito del Ministero.

Il sito spiega come funziona lo screening per il tumore al seno.

La mammografia alle mammelle viene garantita ogni 2 anni su tutto il territorio nazionale dal SSN a tutte le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni.

Alcune regioni inoltre hanno allargato il campo d’azione, prevedendo la mammografia anche a donne tra i 45 e i 74 anni, e una periodicità annuale per quelle sotto i 50.

La mammografia, e non la TAC o la risonanza nella regione del busto, che niente hanno a che vedere con il tumore al seno, è un esame risultato efficace nella diagnosi precoce per queste patologie oncologiche che affliggono le donne, in alcuni casi non percepibili ad una visita manuale.

La mammografia infatti è in grado di identificare noduli nella regione della mammella anche di piccole dimensioni non riconoscibili al tatto.

La mammografia è un esame radiologico della mammella, efficace per identificare precocemente i tumori del seno, in quanto consente di scoprire i noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

Sempre sul sito del governo viene citato un articolo di qualche tempo fa, che riporta come la mortalità delle donne sottoposte a screening per il tumore al seno sia diminuita del 25% negli ultimi anni.

La positività alla mammografia però non dà per certa una patologia oncologica, ma indica alla donna una serie di esami di approfondimento per avere un quadro più completo del proprio stato di salute.

Dopo eventuale referto positivo infatti il medico prescriverà ulteriori accertamenti come un secondo esame mammografico, una ecografia e una visita senologica, ai quali potrebbe seguire un prelievo istologico per valutare l’eventuale tipologia di queste cellule tumorali riscontrate.

Purtroppo però, leggendo qua e là abbiamo anche scoperto un altro dato.

La verità è anche che al di là delle bagarre politiche e delle sommosse di indignazione, questo screening non è fatto da tutte.

Secondo un ultimo rapporto dell’ONS (Osservatorio Nazionale Screening) purtroppo oggi, nonostante gli inviti a visita da parte delle strutture pubbliche alle donne a rischio, solo 6 su 10 fanno questo esame, seppur gratuito.

Il motivo? Cattiva informazione, mancanza di tempo, ma soprattutto pigrizia.

Allora io suggerirei a tutte le donne, invece di arrabbiarci quando sentiamo qualche notizia, che magari risulta come questa in apertura una bufala, di pensare più alla salute che alla politica e accogliere la possibilità di un esame per prevenire il tumore al seno, ma non solo.

Ottobre è il mese della prevenzione: mettiamo da parte ogni scusa, cerchiamo un centro vicino a noi e facciamo l’esame, i benefici di questo screening superano di gran lunga i presunti rischi.

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