Apparecchio ai denti: meglio tardi che mai!

Da bambini o da adulti: consigli e suggerimenti per non farsi trovare impreparati quando arriva il momento di mettere l’apparecchio!

Quasi tutti, prima o poi, si stenderanno sul quel famigerato lettino, sotto una luce fredda e forte, pronti a spalancare la bocca.
Alcuni ci sono già passati, altri hanno vaghi ricordi dall’infanzia, altri ancora continuano a rimandare, in preda a un – spesso irrazionale – terrore.

Andare (o tornare) dal dentista per mettere un apparecchio per i denti è un’esperienza molto importante che in un certo modo segna la nostra vita.
Ma nell’immaginario collettivo questa esperienza cambia radicalmente tra bambini e adulti: è vero?

Apparecchio ai denti

Che differenza c’è nel portare un apparecchio ai denti da adulti e da bambini?

Quand’è il momento giusto per andare dal dentista?
Cosa cambia insieme all’età?

Queste sono alcune delle questioni più frequenti tra le neomamme, che devono fare i conti con diversi fattori quando, insieme al dentista di fiducia, valutano la possibilità di mettere l’apparecchio al proprio figlio.
La domanda sorge spontanea: starò facendo del mio meglio per garantire al mio bambino una dentatura sana e bella? Non sarà troppo presto?
O, al contrario, avrò ritardato troppo?

Apparecchio ai denti

Allo stesso tempo, sono sempre più frequenti i casi di adulti che decidono di correggere la dentatura e i problemi palatali con l’applicazione, magari un po’ tardiva, dell’apparecchio ai denti. Questo cambiamento di tendenza si deve in primo luogo a un’efficace campagna di sensibilizzazione sull’importanza delle cure dentali, senza le quali si incorre in pericolose patologie.

Cittadini e pazienti più informati hanno scelto di curarsi. Sacrificando tempo e denaro. Piuttosto che trascinare il problema senza pensare alle conseguenze a lungo termine, come era d’uso fare fino a qualche decennio fa.
D’altra parte, questa nuova consapevolezza ha influito sullo scioglimento di un vero e proprio taboo che si era creato attorno all’uso dell’apparecchio “da grandi”: l’insicurezza. Sentirsi meno attraenti in un momento in cui esserlo sembra l’unica cosa importante, paura di venire esclusi per la propria “diversità”.

Ma la verità è che indossare l’apparecchio vale davvero la pena, a qualsiasi età.

Le cure ortodontiche sono uno dei più sicuri investimenti che si possano fare nella propria vita. I pochi mesi di fatica, imbarazzo, fastidio (e sì, a volte anche un po’ di dolore) verranno ripagati da una dentatura sana e bella che dura tutta la vita.
Proprio come quelle persone che abbiamo sempre segretamente invidiato. Anche quando ci ostinavamo a ripetere – si sente dire sia dai grandi sia dai bambini – che si sta bene anche così o il classico “io quell’apparecchio non lo metterò mai!”

Ed ecco che invece lanciamo il cuore oltre l’ostacolo, e ci ritroviamo su quel temuto lettino, a bocca aperta.

Se abbiamo sempre rimandato e ci troviamo a compiere questa cura da adulti, l’approccio giusto sarà proprio convincersi che con una terapia relativamente breve si avranno denti belli e allineati per tutta la vita.

Ma attenzione a non ridurre tutto ad un problema estetico: tra i benefici portati dall’apparecchio se ne annoverano anche altri.

Apparecchio ai denti

  • Una migliore igiene dentale, con la possibilità di pulire la bocca più facilmente ed evitare carie, infezioni, sanguinamenti gengivali.
  • La possibilità di risolvere o perlomeno migliorare alcuni problemi di dolore cronico, come le frequenti cefalee, che a volte hanno cause legate alla morfologia della bocca.
  • Un apparato respiratorio in generale più sano e prestante, con il conseguente miglioramento della qualità del sonno e del riposo in generale.
  • La risoluzione di eventuali problemi di masticazione e di pronuncia.

C’è un ulteriore aspetto da considerare, che va in favore di tutti coloro che proprio non riescono ad abituarsi all’idea che un sorriso possa essere bello anche con qualche riflesso metallico.

Da qualche tempo indossare l’apparecchio sta diventando una vera e propria moda.

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Pensate che alcuni pazienti hanno richieste specifiche per decorare i propri apparecchi ortodontici con strass, brillantini, colori fluo, personalizzazioni varie.
Premesso che è importante non trascurare gli aspetti terapeutici di questo strumento per renderlo un oggetto puramente estetico, si può però dare effettivamente voce a tale nuova esigenza, grazie alla quale anche i più ostili potrebbero cambiare atteggiamento.
Si va dai brackets di Topolino ed Hello Kitty per i bambini, gli apparecchi colorati per chi vuole distinguersi in modo ironico e allegro, fino alle più sofisticate (e a volte piuttosto onerose) soluzioni per gli adulti, a volte completamente invisibili.

La “moda” dell’apparecchio, come spesso succede nel mondo delle nuove tendenze, ha invaso prima le passerelle stellate e poi la nostra vita quotidiana.

Pensate, ad esempio, ai volti iconici delle campagne pubblicitarie degli anni Novanta e dei primi anni Duemila, quando aziende del calibro di Chanel, per non parlare dei grandi marchi della società di consumo, hanno scelto l’apparecchio ai denti come un modo di rappresentare i propri prodotti con sincera trasgressione. Cindy Crawford, una delle top model iconiche di quegli anni, fu protagonista di una pubblicità di Pepsi con un look molto… odontoiatrico!

Recentemente ha anche condiviso su Twitter uno scatto tratto da un backstage di quel periodo.

denti

Grazie all’evoluzione delle tecniche odontoiatriche, insomma, non ha più molta importanza a che età si indossa l’apparecchio, ma piuttosto quando si indossa, in relazione ai problemi dentali di ciascun individuo, bambino o adulto che sia.

Se vi state ancora chiedendo quando portare il vostro bambino dal dentista, la risposta è che prima si interviene e meglio è.

Una risposta tempestiva risparmierà tempo, denaro e ulteriori fastidi a chi deve correggere piccoli o grandi difetti della vista. Magari con l’aiuto della naturale crescita del bambino o del ragazzo. Se invece avete smesso di crescere già da un po’, non preoccupatevi.
A tutto c’è un rimedio, e non esiste un’età massima per curarsi con risultati soddisfacenti.

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